Superlega: Il dato di pubblico con l’elastico… Conteggi e licenze da rivedere!

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Il progetto di Superlega mai come ora sta mostrando delle criticità. Tralasciando la questione palasport che fa gridare vendetta a chi invece negli anni si è adoperato nello rispettare i parametri richiesti dalla Lega per partecipare al banchetto di un torneo senza l’assillo delle retrocessioni (e relativo taglio dei costi di mercato e ansia di prestazione), ora c’è anche la questione pubblico a far inorridire le logiche di ammissione e permanenza nel torneo nazionale per club che vuole definirsi il più bello del mondo.

Per organizzazione e altri aspetti, anche di equilibrio tecnico di vertice, il torneo italiano lo è il più bello del Mondo, peccato che non tutti ne rispettino le regole, mettendo tutto il movimento in una situazione di imbarazzo e ridicolo.

Dopo la questione palasport ora passa in cavalleria anche il parametro del pubblico… Alcuni club non lavorano infatti per rispettare le richieste di Lega, anzi. Basta a loro fornire dati di pubblico soddisfacenti, seppur in netto contrasto con le immagini di spalti deserti (sopra le tribune di Sora) oramai sotto gli occhi di tutti grazie alle dirette streaming offerte da Lega Volley Channel. 

E’ accaduto ieri a Sora (ma non è la prima volta, né a Sora, né il altre piazze d’Italia) dove il club ha fornito un dato di pubblico di oltre 2.000 spettatori quando le tribune inquadrate non ne facevano contare più di 300…  Tralasciando l’incasso (c’era una promozione in corso a 2 e 8 euro) a sbugiardare il dato ci ha pensato anche il corrispondente della Gazzetta dello Sport che ha riportato sul quotidiano rosa un pubblico di “700 spettatori circa”.

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Fa molta più bella figura Vibo Valentia che almeno il dato (ieri meno di 700 spettatori) non lo comunica nemmeno il giorno dopo la gara…

Così però non si va da nessuna parte. 

La Superlega è una bella idea, un bel progetto, come sempre lanciato da una Lega Pallavolo Maschile all’avanguardia rispetto alle sorelle europee e alle stesse federazioni internazionali, ma piuttosto che restarci a dispetto di quella che è la stessa “Costituzione della Superlega”  per quache club sarebbe meglio disputare una A2 di vertice in linea con le proprie potenzialità, con la “non” risposta della propria piazza, le proprie risorse economiche e la propria struttura societaria.  

Caro Presidente De Micheli, la Superlega non deve essere assistenzialismo, serve un intervento deciso per mantenere il torneo al top. Oppure meglio fare un passo indietro, un bel ritorno alle retrocessioni anche per evitare che al giro di boa un terzo delle squadre in lizza abbia già finito il campionato.