Tesserati boom ma lasciamo stare il Mondiale

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Cari amici di Volleyball.it,

 

 

Wout Wijsmans si scalda in vista del V-Day (foto Tarantini)
alla fine a contendersi lo scudetto al V-day ci saranno Trento e Cuneo. Come un anno fa, come in precedenza nella coppa Italia di Montecatini, come successivamente in questa stagione in Supercoppa a Torino (automaticamente) e come in Coppa Italia a Verona. Tutto come previsto ad inizio anno quindi…

Mai però come in questa occasione la fatidica finale annunciata è risultata però meno annunciata del previsto. Brave Macerata e Modena a rendere avvincente questa serie di semifinale. Sfortunata soprattutto la seconda che da squadra giunta quinta alla fine della regular season, nonostante l’assenza dei due martelli titolari e un inserimento last minute di un nuovo regista in squadra, ha saputo rinascere, anzi cambiare passo.

 

CEROTTI – E’ stata la semifinale tra squadre con i cerotti, Trento esclusa. Macerata ha giocato la serie con un Omrcen non al meglio causa una caviglia martoriata dall’infortunio della finale di coppa europea, Cuneo si è ritrovata senza Parodi ad inizio play off e con un Wijsmans (foto) in condizioni per nulla ottimali, Modena poi… Rispedito al mittente il buon Berezhko (si opera, ma in Russia), in panchina Diaz mai tornato in condizione dopo l’infortunio alla caviglia, ha visto Esko finire in tribuna per la freattura al mignolo nell’ultima gara d regular season.

A gara 5 poi, in piena gara, ecco il ko di Dennis che ha chiuso la contesa. Tutti infortuni e condizioni diverse, ma frutto della stessa problematica comune a tutti: si gioca troppo e quel troppo fa aumentare la percentuale di rischio a fronte di preparazioni sempre più sacrificate al risultato, alla gara, alla trasferta.

 

TRENTO – CUNEO… – Ancora loro, con una differenza rispetto al V-Day di un anno fa, quest’anno Trento appare più in salute, Cuneo un po’ meno. Da una parte l’Itas che ha ritrovato nella gara che contava anche il suo opposto, braccio di ferro Stokr (visto i bicipiti?) e che giocherà la finale scudetto tanto attesa con il sestetto titolare, dall’altra c’è Cuneo che paga pedaggio (un anno fa fu l’Itas a non poter disporre di Raphael nel finale di stagione, anche se Zygadlo è regista che giocherebbe titolare in diverse squadre di A1) all’assenza di Simone Parodi. I piemontesi sono stati bravi, davvero, a restare attaccati alle semifinali nonostante i tanti problemi, bravo anche Beppe Patriarca a calarsi nella parte di umile gregario dedito alla causa.

Se oggi dovessimo fare una scommessa sul V-Day, a non farci puntare con la certezza assoluta sul successo di Trento sarebbe la determinazione e lucidità della diagonale palleggiatore opposto di Cuneo. Grbic e Nikolov hanno una determinazione inimitabile.

 

Fenomeno Bruninho (foto Tarantini)

CUORE IN PACE – Caro Mauro (Berruto, ndr), dopo 30 giorni di Bruninho a Modena, visto in partita e rivisto anche in allenamento, ci siamo resi conto di quanto questo palleggiatore abbia almeno due marce in più rispetto a qualsiasi palleggiatore italiano adesso in circolazione.

Nel Brasile, circondato da campioni, spiccava anche meno, a Modena si è potuto vedere come in un mese abbia trasformato la squadra in un gruppo com mezzi e mentalità vincente, in uno squadrone che al V-Day non avrebbe sfigurato.

La differenza non è solo tecnica, ma anche mentale. E’ un vincente e ha fatto breccia nelle teste e nei cuori dei compagni che a metà stagione non brillavano, facendoli diventare vincenti, insieme. Unendo e non dividendo.

Se il Brasile riparte e rinasce su queste basi, ce ne sarà da fare per cambiare il refrain azzurro.

A te che a giorni inizierai la tua avventura facciamo i nostri migliori auguri, invitandoti a rivedere il play off di questo giovane brasiliano e a farlo vedere nel gioco e negli atteggiamenti al tuo, nostro, gruppo con la maglia della nostra nazionale.

 

TESSERATI – Apprendiamo, con gioia, che stando ai libri della Federvolley, a tesseramento ancora in corso, il numero di atleti tesserati è già nettamente superiore a quello finale del 2010.

Ne siamo strafelici e non potremmo non esserlo, visto che ad ogni tesserato corrisponde un potenziale nucleo di persone che si affaccia al nostro sport e che nel nostro sport porta passione, interesse, risorse, idee, entusiasmo. Prendendo per buono quel prospetto numerico applaudiamo alla Fipav e al nostro movimento intero per quello che sta facendo.

Siamo infatti certi che alla base, quotidianamente, c’è chi lavora per promuovere e far crescere il nostro sport andando per palestre e inventandosi manifestazioni, iniziative e quant’altro, o anche solo tenendo aperta una sede di Cp o Cr federale mattino, pomeriggio e sera. Insomma, i numeri citati nel comunicato stampa federale, sono belli e significativi, davvero incoraggianti, non c’è dubbio.

Come non ci sono dubbi che il nostro movimento a livello federale abbia voluto intraprendere da tempo la strada dei grandi eventi da organizzare. Questi aprono la strada a contributi statali e le porte dei politici. Va bene anche tutto questo, se servirà a non far ristagnare il movimento.

Avremmo però chiuso quel comunicato stampa dopo i numeri citati, senza forzare il tutto portando il merito di questo exploit al Mondiale maschile. Se è infatti vero che si è diventati bravi a organizzare eventi, di certo questa Federazione – al vertice – dimostra da tempo di non essere in grado di fare promozione e comunicazione. Fuori dal nostro cortile del Mondiale 2010 non si ricorda nessuno, sempre che se ne sia venuti a conoscenza. Sempre fuori dal nostro recinto non se ne è parlato prima, durante e nemmeno due giorni dopo. La comunicazione e promozione federale a livello nazionale è da sempre un tasto dolente del movimento.

Un esempio? Basta pensare ad un decennio (1992-2002) trascorso con 4 titoli iridati consecutivi tra uomini e donne finito nel dimenticatoio. E non siamo disfattisti, ma solo tremendamente arrabbiati per tutto questo.