Tokyo vicina e lontana, boxing day da rivedere, il ritorno di Kovar, le maglie di Sora

Quattro cose quattro…

Tokyo così vicina, così lontana… La Fivb ha confermato i gironi di qualificazione che avevamo anticipato a novembre. Le azzurre hanno mostrato di avere le capacità tecniche per andare ai Giochi, gli uomini saranno chiamati a vedersela con la Serbia in prima battuta ed, eventualmente, con altre sette squadre europee come Francia o Polonia, Slovenia, Belgio. Sarà dura, durissima. Soprattutto se il campionato non promuoverà la crescita di posti 4 (per iniziare) al livello di un Uros Kovacevic per intenderci.
Oggi, tralasciando Juantorena che ha più volte ribadito lo stop all’azzurro, i primi due posti 4 italiani nelle stats di rendimento di Superlega per punti fatti sono Randazzo (al 18° posto assoluto nel ruolo, primo atleta tricolore, nonostante le sole 11 gare all’attivo contro le 15/16 degli avversari, causa infortunio), e Maruotti, 20°. Poi c’è il 21° posto di Lanza che a Perugia è sacrificato per un gioco che verte su Atanasijevic e Leon.

E’ tornato Jiri Kovar. A proposito di posti 4. E’ finalmente tornato dopo squalifica Jiri Kovar. Ritorno il suo giusto, giustissimo dopo aver pagato con uno stop – peraltro scontato quasi interamente nella parte estiva dell’anno – e con un forte momento di censura pubblica. 
Della vicenda ciò che più mi ha lasciato interdetto, parlandoci chiaro, è la sciocchezza fatta dal ragazzo nella scelta dei tempi. Partendo dal presupposto che ognuno a casa sua possa fare quello che meglio crede, caro Jiri ancora non mi è chiaro perché non hai aspettato la fine della stagione per ricorrere a quel tipo di svago. Cribbio, mancava appena una settimana o poco più e poi nessuno ti avrebbe tolto i tuoi 3 mesi di vacanza e tutto il contorno. Comunque, bentornato.

Le maglie nere di Sora. Ci torno su per dire che è stata una vera e propria mancanza da primato quella della Globo Sora che nella trasferta di Bari ha dimenticato le casacche da gara. Ci torno su per dire semplicemente che è una dimenticanza – grave – e come tale va archiviata. Tirare in ballo per questo la qualità della Superlega e del movimento nel complesso è da amici del giaguaro. Chiaro, certe mancanze pare si verifichino più facilmente ad alcune società rispetto ad altre, il che avvalora la mia tesi di una Superlega a 10, massimo 12 squadre. Purtroppo gli anni senza le retrocessioni son serviti a poco. Ben tornato merito, ben tornate retrocessioni.

Boxing day. 26 dicembre da rivedere e mi allaccio a quanto sopra. C’è da capirsi… Si vuole il record di pubblico o cercare di conquistare nuovi spettatori? Nel primo caso questo ultimo appuntamento per la Superlega è stato un flop, con un pubblico per giornata che è il 12° dato sulle prime 14 giornate disputate tra girone di andata e prima di ritorno; nella seconda ipotesi il tutto si potrà verificare solo alla distanza. Per intenderci, se Trento, Perugia, Civitanova, Modena, Verona e Padova avessero giocato tutte in casa (non solo Lube e Verona) il dato complessivo di pubblico sarebbe stato da “wow”. Se si cercano nuovi spettatori e si punta su Latina, Sora e Castellana Grotte si continuano a premiare bacini troppo piccoli o dallo scarso seguito perché decontestualizzati (le due laziali con anni di ritardo rispetto alle regole). L’unica consolazione sarebbe quella di vedere un giorno regolari sold out nei palasport di Cisterna e Veroli con la consapevolezza di aver seminato in quel freddo e desolato 26/12/2018. Solo così questo boxing day avrà avuto senso. Altrimenti bisogna sposare la tesi di chi vorrebbe sempre il meglio in tv e nelle occasioni che contano. Ad iniziare dal “forzare” i calendari per il 26 dicembre con la partita casalinga riservata ai club più seguiti e attivi sotto l’aspetto del pubblico, e non solo. Come premio per loro, per dare una immagine vincente del movimento, per stimolare gli altri… 

 

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