23 Febbraio 2020, un anno fa l’ultimo sold out

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Un anno fa, il 23 febbraio, si giocava la finale di Del Monte Coppa Italia. L’ultimo sold out per le finali di A2 tra Brescia e Bergamo e quella di Superlega Civitanova-Perugia.
Un Unipol Arena colma di tifosi, molti provenienti dalle prime zone fortemente colpite dalla pandemia nell’avvio di questa guerra contro un nemico invisibile. Un senso di quello che sarebbe accaduto in seguito era nell’aria già dal sabato di semifinali.  

Il fischio d’inizio della finalissima coincise con lanci di agenzia sulle prime chiusure della stessa Regione Emilia Romagna terra che ospitava l’evento. A fine gara ci trovammo nel Palasport di fatto da “clandestini”. Scattò il divieto di assembramenti, il via ai moduli di autocertificazioni che cambiavano di ora in ora, il via della nuova Italia, quella che ha visto il tricolore verde, bianco e rosso lasciare spazio alla divisione geografica nel mutevole rosso, giallo e arancione.

Non entro – per rispetto – nel dolore vero di chi ha pagato un prezzo importante alla pandemia con la perdita dei propri cari e non solo, non è questo il contenitore, ma da quel giorno è cambiato tutto. Anche per chi vive sottorete. Il pubblico prima contingentato, poi le porte chiuse, poi il blocco dei campionati chiusi senza verdetti, una estate di incertezze sulla ripartenza, il via solo ai massimi campionati tra mille norme e necessità… L’agenda si è arricchita di parole nuove o desuete: covid, rinvii, recuperi, tamponi, test salivari, test antigenici, tamponi molecolari, mascherine, gel, sanificazione, distanziamento, “bolle”, palestre chiuse, palestre da riaprire, streaming, instagram, streamyard, zoom, call…

Un anno dopo siamo ancora qua, pallavolo nella pandemia.  Ci chiediamo quanto possa durare ancora, l’unico appello per tutti (Presidenti, sponsor, protagonisti in campo, appassionati, aziende di settore) è quello di non mollare, di non spegnere la speranza e la voglia di esserci. Ci sarà un dopo, prima o poi.       

Ce lo auguriamo!