Vincere è l’unica cosa che conta…

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di Silvia Raccagni

Ci hanno sempre insegnato che chi vince è colui che sale sul podio più alto, è colui che alza la coppa, chi ha appesa al collo la medaglia d’oro ed è l’unico che festeggia, ci hanno sempre fatto credere che tutto ciò che non sia il primo posto o “il risultato” sia sinonimo di sconfitta, ci hanno sempre fatto credere che i migliori stiano continuamente in alto e che le categorie rispecchino sempre il valore di chi ne fa parte.

Ci hanno cresciuto così… con la stramaledetta convinzione che l’unico posto che valga sia quello più alto ma è “solo” un modo di vincere, poi quando inizi ad ascoltare un po’ di più te stesso e un po’ meno chi sta seduto a guardare e sparare sentenze, capisci che la “vittoria” può essere ovunque e a portata di ognuno, fondamentalmente ti rendi conto che non tutti possono esser da medaglia d’oro ma tutti possono essere dei vincenti.

Certo arrivare primi, fare una promozione, alzare una coppa è il coronamento di ogni sacrificio è il raggiungimento di ciò per cui chiunque lotta e si allena eppure non credo affatto che tutti coloro che non arrivano primi o vincano delle competizioni siano dei perdenti.

E’ un modo diverso… ed è quello che non ti mette in competizione con gli altri ma prima di tutto con te stesso.

E allora quando vinci?!

Vinci quando non si ricordano i tuoi punti ma la bellezza del vederti giocare.

Vinci quando sei un esempio.

Vinci quando sei il miglior mezzo per i più giovani di diventare “grandi”.

Vinci quando sei umile.

Vinci quando i tuoi giocatori si attaccano alla maglia, quando non sono solo i soldi ad attirare ma la bellezza e l’importanza di ciò che dai.

Vince chi supera se stesso e le sue paure.

Vince chi riesce a liberarsi da schemi mentali e tornare libero nel gioco come quando si è bambini.

Vince chi nonostante il passare del tempo sa che non si finisce mai di imparare.

Vince chi trasforma in amicizia i rapporti che si creano in palestra.

Vince chi indossando la maglia da gara si emoziona ogni volta.

Vincono le società che anche senza grandi disponibilità economiche regalano un ambiente sano e sereno.

Vincono gli allenatori che creano persone e non “macchine”.

Vincono gli allenatori che creano atleti e non giocatori.

Vincono le squadre amate dal pubblico e che riempiono i palazzetti.

Vincono i giocatori che anche se non son fenomeni rappresentano la bellezza dello sport.

Vince chi ogni volta si mette a disposizione degli altri.

Vince chi a fine partita applaude l’avversario.

Vinci quando impari qualcosa di nuovo.

Vinci quando riconosci i tuoi limiti e li usi come punto di partenza per migliorarti.

Vinci quando sotto la doccia l’amaro di una sconfitta è inferiore alla stanchezza per aver lottato con tutte le forze.

E’ proprio quando capisci che vincere con te stesso, con i tuoi limiti, con le tue paure, con i tuoi difetti caratteriali, riuscire a migliorar qualcosa di sé stessi ad ogni allenamento, ad ogni annata, è lì proprio in quel momento che sei già un vincente.

C’è la frase di un film che mi è sempre piaciuta molto e che a mio avviso rispecchia questo concetto: “A volte sei in testa, a volte resti indietro, la corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.”

Son convinta che seppur sia uno sport di squadra è proprio perfezionando sé stessi che si aiutano gli altri a migliorare e allora sta a noi decidere in quanti modi vogliamo essere vincenti.

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