Brasile: Nicola Negro si scusa per il ko ma svela i “giochini” dell’Osasco chiedendo “rispetto per la pallavolo”

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BRASILE –  Nella notte italiana si sono giocate in Brasile 3 gare della 6° giornata della Superliga femminile. Al termine del big-match l’Osasco superato il Minas. Qui si è acceso un vivace battibecco tra Negro e Luizomar Moura, tecnico dell’Osasco. Con l’italiano irritatissimo nei confronti dell’arbitraggio e dell’atteggiamento del tecnico avversario Luizomar che ha apostrofato il tecnico italiano con la frasi “tu non sei nel tuo Paese, questo non è il tuo Paese e porta rispetto”. Come se questo giustificasse qualsiasi cosa.  

Oggi, sul suo profilo Facebook, Nicola Negro ha spiegato il motivo delle sue proteste durante la gara, un fallo di posizione sistematico di giocatrici dell’Osasco mai rilevato dal settore arbitrale.  

di Nicola Negro

Prima di tutto é doveroso chiedere scusa al club e ai nostri tifosi per la bruttissima prestazione che abbiamo offerto in campo ieri sera. Me ne assumo la responsabilità come é giusto che sia.
Complimenti alla squadra di Osasco che ha disputato una ottima partita e ha meritato la vittoria.
Voglio però chiarire alcuni aspetti che hanno creato molta confusione. Il mio nervosismo durante la partita era dovuto solamente in parte all’andamento del gioco. Il motivo principale per cui ho protestato con gli arbitri per tutta la partita è dovuto al fatto che Osasco commette quasi sistematicamente infrazione di posizione e la mia richiesta era solo di far rispettare il regolamento che parla chiaro in merito (FIVB Rules part 7.4.4).
Non stiamo parlando della comune entrata leggermente anticipata della palleggiatrice, ma di veri e propri falli di posizione delle altre giocatrici.
Questo è molto evidente nella rotazione 6, ma anche nelle rotazioni 4 e 2 per esempio.
Gli arbitri hanno continuato ad ignorare la cosa e per questo sono continuate le mie proteste per chiedere solamente il rispetto del regolamento.
Al termine della partita il signor Moura rivolgendosi a me ha urlato “tu non sei nel tuo Paese, questo non é il tuo Paese e porta rispetto.”
Tutto quello che ho controbattuto sta nelle seguenti esatte parole: “Io non solo rispetto, ma amo il Brasile. Ma di più io rispetto la pallavolo, cosa che tu non fai facendo questa merda ad ogni singola azione.”
Questa situazione esula dalla partita di ieri ed è utilizzata sistematicamente anche nelle altre gare. Anche se qualcuno sostiene il contrario, influenza e molto il posizionamento e la strategia di muro. Pertanto mi rivolgo alla commissione arbitrale della CBV affinché possa analizzare la questione ed esprimersi in merito.
Serve chiarezza, perché il regolamento non è da interpretare, è molto chiaro, ma nel momento che questo non viene rispettato ritengo corretto che si sappia e che quel tipo di netta infrazione del gioco non sia fischiata a nessuna squadra in nessuna partita”.