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NOVARA – E’ un caso, un vulnus regolamentare da risolvere se non si vuole correre il rischio di disperdere un patrimonio di tesserati vitale per il movimento.

Questo è il caso dell’Asystel Novara che se anche non esiste più come prima squadra, dopo la fusione con Villa Cortese (fusione dolorosa che poi ha portato alla chiusura anche della società cortesina) esiste sui tabulati federali per l’attività giovanile, almeno sino al prossimo 1° ottobre.

Una “esistenza”, oramai passiva, che ha però tenuto per tutta l’estate in una sorta di limbo almeno 150 tesserate.

E’ un caso, ce ne potrebbero essere altri. Il caso vuole infatti che tutte le tesserate per l’Asystel Volley Novara non abbiano più ricevuto alcuna comunicazione dalla propria società che – da regolamento – può ancora riaffiliarsi entro il prossimo 30 settembre.

Società a cui le giovani tesserate sono vincolate sino a quella data, per poi risultare libere dal 1° ottobre.

Tutti sono a conoscenza da tempo che il club piemontese non proseguirà con l’attività, ma allo stesso tempo le atlete sino al 1° ottobre non possono ufficialamente praticare attività di preparazione con altri club, per motivi regolamentari, assicurativi e quant’altro.

Sarebbe bastato un via libera degli ex dirigenti/proprietari della società novarese? Il regolamento parla chiaro e pone delle date, ma di certo andare a spiegare ai genitori di quelle 150 tesserate che le loro figlie non sono potute andare in palestra o accasarsi in altri club perché sono formalmente vincolate ad uno silente e in nota situazione di cessata attività non è cosa facile…