MODENA – E’ di oggi un servizio di Lorenzo Vendemiale sul sito del quotidiano Il Fatto Quotidiano dove si parla del Caso Modena.

Qui patron Astarita ancora una volta ripunta il dito su Datch e Assicurazione Milanese… Ribadendo inoltre che questa sera – in Challenge Cup – la squadra scenderà in campo per vincere.

Uno stralcio del servizio: Il presidente dell’Universal, Rino Astarita, è pronto a raccontare la sua verità: “Sto preparando una memoria per far sapere a tutti quello che ci è successo nell’ultimo anno” ha detto al fattoquotidiano.it. Intanto se la prende con quelle aziende che gli avevano promesso dei soldi e che al momento decisivo si sono tirate indietro, la Datch e la Assicuratrice Milanese. Domenica scorsa le giocatrici di Modena avevano anche inscenato una singolare protesta, coprendo con del nastro isolante i nomi dei due sponsor. Astarita punta il dito soprattutto contro la Datch: “Eravamo d’accordo che avremmo cominciato il rapporto di sponsorizzazione a titolo gratuito e poi nel 2013 lo avremmo trasformato in oneroso. Avevamo anche parlato di due proposte: rimanere ‘main sponsor‘ al costo di 300mila euro o diventare ‘title sponsor‘ per 500mila euro”.

Con questi soldi sarebbe stato possibile almeno finire la stagione. Per questo la rabbia del presidente non si placa: “Ci hanno preso in giro: per quattro mesi hanno goduto della nostra pubblicità e poi ci hanno mollato”.

Ma la Datch non ha mai firmato nessun contratto, e quindi legalmente non era vincolata a diventare sponsor pagante: “Sono stato un pirla, a 66 anni non si possono commettere simili ingenuità” è stato il mea culpa di Astarita. 

Poi sulla partita di Coppa europea che questa sera le atlete dovrebbero giocare per perdere e venire cosi eliminate dalla competizione senza subire sanzioni amministrative che invece deriverebbero da un ritoro: “Ma io non chiederò mai alla mia squadra di farlo”, ribatte Astarita, con un sussulto di orgoglio. “La città non si merita anche questo. Giocheremo per vincere, come abbiamo sempre fatto. Poi sarà quel che sarà”.

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