ROMA – Giornata complicata quella di Bruno Da Re, procuratore generale della Sisley. Il giorno dopo l’eliminazione dai Quarti di finale della sua formazione cambia i panni e si ritrova così nel bel mezzo del ciclone stranieri in qualità di Consigliere Federale.

Poltrona scomoda quando Lega Serie A e Fipav si battibeccano e anche quando si trova costretto a subire le battute del presidente federale che hanno come tema la sua fresca eliminazione dai Quarti dei play off. “Adesso che Da Re ha più tempo ci penserà lui a organizzare l’incontro con Mosna”.

Al consigliere federale è infatti stato chiesto di cucire e creare l’incontro sul quale si dovrà lavorare per creare la proposta da presentare unitariamente alla FIVB affinché la stessa federvolley mondiale ritardi la messa in campo della norma blocca stranieri

Da Re, poi, nella duplice veste, risponde a chi gli chiede il perché della posizione della Lega sulla questione stranieri: “Per noi club pensare di arrivare on così breve tempo a schierare soli due stranieri non è praticabile. Lavorando come stiamo facendo sui vivai, posso affermare che saremo pronti solo tra 8, 10 anni. Su cosa comporterà questo provvedimento nessuno pensa. Chi ne pagherà le conseguenze saranno le società”

“Il volley maschile poi non è da trattare come il femminile. Sono situazioni diverse, la pallavolo maschile è da WWF, va protetta. Stiamo lavorando sui giovani, volendo noi di Treviso potremmo anche schierare una squadra di soli giovani italiani (e cita i nomi di punta delle squadre giovanili, ndr) ma poi chi verrebbe a vederci? Il pubblico a Teatro o al cinema ci va per vedere spettacoli e pellicole di prim’ordine”.

Quando poi gli si chiede di fare cartello tra i club per evitare la crescita esponenziale dei prezzi dei giocatori italiani ammette: “Mi auguro si arrivi a farlo. Per non trovarci in 14 squadre a cercare di accapparrarci 10 giocatori”.