Terre Verdiane ad inizio stagione… prima del crack…
MODENA – Da atlete e staff della società di serie A1 femminile Terre Verdiane Volley riceviamo una ennesima denuncia di mancati pagamenti…

La lettera

La stagione sta volgendo al termine purtroppo ci troviamo a doverci unire al coro di altre colleghe.

Abbiamo disputato il campionato rispettando l’impegno sottoscritto l’estate scorsa. Siamo purtroppo costrette a denunciare che, dall’altra parte quella societaria, il comportamento non è stato analogo.

Al 10 di ottobre, data in cui avremmo dovuto ricevere il nostro primo stipendio sono sorti i primi problemi: – non solo i soldi  non erano presenti, ma il presidente e il vicepresidente minacciarono di mettere in liquidazione la società.

Ad oggi siamo riuscite  ad ottenere il 25% degli stipendi. Non solo il presidente non ha ritirato la squadra dal campionato non permettendo a noi atlete di cercare un altra sistemazione, ma ha anche rassegnato le sue dimissioni comunicandolo a tutti tranne che a noi atlete, lasciandoci così in una situazione impossibile da sostenere. Oltre alle mille difficoltà avute non c’è da dimenticare la decisione dell’ex vicepresidente di affittare i nostri appartamenti a Fidenza, creando a noi un disagio, in quanto da gennaio per mancato pagamento del palazzetto ci alleniamo e giochiamo a Fontanellato quindi più  chilometri e più spese che gravavano e gravano sulla nostra situazione economica già disastrosa.

Da gennaio, per consentirci almeno di scendere in campo, i contributi gara e le spese delle trasferte sono stati coperti con risorse personali dall’allenatore e dal d.s..

Essendo il presidente l’unica figura in grado di ritirare la squadra dal campionato, così appreso dalla lega, la situazione si è protratta fino ad oggi senza che noi atlete e staff potessimo far nulla per cambiarla.

Arrivate al termine di questa stagione ci sembra giusto denunciare la situazione che abbiamo vissuto, sperando che unendoci al coro di altre squadre, sia chiara a chi di dovere la crisi che stiamo subendo e la poco tutela che ci viene fornita. E’ molto difficile se non impossibile continuare per questa direzione!