Il caso Tifanny: Chittolini. “Anche Bolt avrebbe potuto gareggiare con le donne se…”

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MODENA – Nel post su Facebook con il link al video della gara d’esordio di Tifanny nella sfida tra Palmi e Trento, sotto ad una serie di commenti, il professionista Gian Paolo Chittolini Preparatore Fisico di club prestigiosi come Maxicono Volley Parma, Mediolanum Gonzaga Volley Milano, Olympiakos Pireo Atene, Scavolini Pesaro, Asystel Volley Milano, Piaggio Roma Volley, Nordmeccanica Volley Piacenza e Lokomotiv Baku ma anche della Nazionale Italiana Maschile nell’era Montali, laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Tor Vergata a Roma, personaggio noto anche negli ambienti nazionali dell’atletica leggera, ha postato due commenti per far chiarezza sul delicato tema legato al cambio di sesso di Tifanny e il suo via libera in ambito sportivo femminile. Un intervento che lo stesso Chittolini ha definito paradossale, volto ad estremizzare per far comprendere meglio la complessità della materia.

“Il tema è complesso, ma dal punto di vista prestativo chiarissimo. La quantità di testosterone presa in esame 10 (nanogrammi, ndr) è talmente alta che neppure gli atleti uomini vi arrivano (dato che sotto allenamento il testosterone scende e si alza il cortisolo). Paradossalmente se Bolt decidesse di cambiare Sesso con ogni probabilità potrebbe gareggiare con le donne. Lascio a voi il giudizio”…

“Cerco di rendere più chiaro e faccio un esempio relativo alla mia esperienza. Nella Piaggio Roma volley del 2000 (vinse coppa Cev e Campionato italiano Maschile) dagli esami ematici mai nessun atleta superò i 5 nanogrammi (4.2 valore Max). Nelle squadre femminile A1 pochissimi casi arrivano ad un valore valore 1. Questi sono i dati”.