Cev Cup: Trento in semifinale. Piacenza sconfitta 3-1

Lanza in attacco in Cev Cup

TRENTINO DIATEC – LPR PIACENZA 3-1 (25-20, 25-22, 22-25, 25-15)
TRENTINO DIATEC: Urnaut 9, Van de Voorde 4, Stokr 5, Lanza 5, Solé 6, Giannelli 1, Colaci (L); Blasi, Nelli 5, Burgsthaler 7, Antonov 7, Mazzone T. 5, Chiappa (L),  Mazzone D. 4. All. Angelo Lorenzetti.
LPR PIACENZA: Clevenot 19, Alletti 3, Hernandez 11, Marshall 9, Yosifov 7, Hierrezuelo, Manià (L); Cottarelli, Tzioumakas 6, Parodi (L), Di Martino 1. N.e Papi, Zlatanov e Tencti. All. Alberto Giuliani.
ARBITRI: Deneri di Bursa (Turchia) e Lagierski di Czeladz (Polonia).
DURATA SET: 25’, 26’, 28’, 23’; tot  1h e 42’.
NOTE:  3.104 spettatori. Trentino Diatec: 11 muri, 5 ace, 18 errori in battuta, 7 errore azione, 54% in attacco, 54% (16%) in ricezione. Lpr Piacenza: 8 muri, 7 ace, 27 errori in battuta, 10 errore azione, 45% in attacco, 62% (22%) in ricezione. Mvp Burgsthaler.

TRENTO – Dopo il 3-0 dell’andata alla Diatec mancavano due soli set per mettere in cassaforte la semifinale della Coppa Cev, mentre per Piacenza l’unica strada percorribile verso la qualificazione era un successo da tre punti al PalaTrento, unito ad un golden set vittorioso. Una missione difficilissima, probabilmente impossibile, per un team arrivato con le batterie quasi scariche alla fasi finali della stagione, che Giannelli e compagni hanno neutralizzato con una partenza autoritaria sia nel primo sia nel secondo set. I padroni di casa si sono assicurati in 51 minuti il lasciapassare verso la sfida con il Fenerbahce, utilizzando gli ultimi due parziali per offrire minutaggio in campo a tutte le seconde linee e alla squadra di Giuliani l’opportunità di conquistare l’unico set delle ultime tre sfide. Fatale, per la Lpr, il numero di errori messi sul piatto nella prima (9 contro 6) e nella seconda (13 contro 7) frazione, nonché l’incapacità di mettere a frutto la giornata poco brillante della ricezione di casa, costretta a barcamenarsi fra il 44% e il 42% di tocchi positivi e fra il 12% e l’8% di tocchi perfetti. Si è trattato, dunque di una partita che non ha offerto grandi spunti per le cronache.

I PIÙ E I MENO – Nel primo set la Diatec è stata brava a trasformare un rendimento peggiore dell’avversario, seppur di poco, in ricezione (44% e 12% contro 48% e 14%) in uno migliore in attacco (56% – 45%), mentre nel secondo ha capitalizzato al massimo la partenza a razzo (11-6) e gli errori emiliani in battuta (10) e in attacco (3). Fra i singoli bene i due numeri 17 Urnaut (7 su 11) e Clevenot (7 su 13) in attacco, poco efficaci Stokr, Lanza e Marshall, altalenante il rendimento di Hernandez, che ha messo a terra il primo pallone solo sul 16-9 della prima frazione e il secondo sul 20-14. Per quanto riguarda la partita “B”, quella giocata a qualificazione assegnata, spiccano i 5 muri di Matteo Burgsthaler, che ha confermato il proprio innato feeling con questo fondamentale anche in una stagione in cui è stato impiegato pochissimo.

COSA VI SIETE PERSI – Detto della prova di Urnaut e Clevenot, i migliori in campo nelle due squadre, è piaciuta la capacità della squadra trentina di rigiocare con grande continuità, anche grazie alla rapacità di Giannelli in difesa, fondamentale nel quale vanta spesso numeri da libero specializzato. Nell’ultima frazione il pubblico ha potuto applaudire anche il bel gioco messo in mostra da Blasi, Nelli, Antonov, Burgsthaler, dai due Mazzone e da Chiappa, bravi a reagire dopo un terzo set di adattamento. La micidiale serie di servizi al salto (6) con i quali Daniele Mazzone ha chiuso il match ha infuso ulteriore fiducia in un gruppo che domenica avrà un gran bisogno di questo fondamentale per mettere in difficoltà il cambio palla di Perugia.

SESTETTI – Lorenzetti ha giocato i primi due set con il settetto base, evidente l’intento di chiudere prima possibile la pratica qualificazione per poter poi risparmiare tutti i titolari in vista di gara-1 della semifinale scudetto. Giuliani ha risposto con i sette che avevano cominciato la partita dell’andata (Hierrezuelo – Hernandez, Clevenot – Marshall, Yosifov – Alletti, Manià), senza doversi preoccupare del numero di stranieri, solo dal terzo set ha dato spazio a Tzioumakas, Cottarelli, Di Martino e Parodi (come libero).

LA PARTITA – Dopo pochi scambi il tabellone segna già 6-2 per la Trentino Diatec, brava capitalizzare il bel turno in battuta di Lanza (3 break con 1 ace), anche grazie agli errori di Manià e Marshall. Errori che poi commette anche la squadra di casa (7-5), pronta a ripartire grazie alle battute corte di Giannelli, ad una serie di difese e agli attacchi vincenti di Stokr, Urnaut e ancora Urnaut (11-5). Il break del 14-7, firmato dall’opposto ceco, è quello che consegna la frazione a Trento con larghissimo anticipo sul cambio di campo. Il primo break point piacentino arriva sul 16-10 (attacco di Marshall), il secondo sul 19-13 (muro di Clevenot su Stokr) e anche se poi un altro block sull’opposto ceco (20-15) e uno su Lanza (21-17) cambiano l’inerzia della frazione, è comunque troppo tardi per mutarne le sorti.

Ad inzio del secondo periodo tocca a Van de Voorde piazzare due battute capaci di mettere in crisi il cambio palla di Piacenza (primo tempo di Solé ed ace su Manià), poi il centrale argentino si esalta a muro, fermando un primo tempo di Yosifov (7-3). La Lpr si aggrappa a Clevenot per il cambio palla, ma quando Urnaut realizza l’ace su Manià (12-6) Giuliani deve ricorrere al time out. I biancorossi danno qualche segnale di vitalità ingabbiando Stokr (murato da Marshall, poi l’errore), ma continua a mancare l’apporto di Hernandez, che si rifà vivo con una bella battuta, valorizzata da un altro errore di Stokr (14-11). Blasi entra al servizio al posto di Giannelli e raccoglie due break, uno di essi con una bella difesa, poi rimedia un cartellino giallo, reo di essersi allacciato (sic) una scarpa. Piacenza si gioca le ultime carte nel finale, rimontando fino al 22-20 grazie ad un ace di Clevenot, una serie di attacchi finalmente vincenti di Hernandez e un ace dello stesso opposto cubano. Un suo servizio out e due cambi palla di Urnaut chiudono però i giochi.

Nel terzo e nel quarto set Lorenzetti getta in campo Blasi, Nelli, Antonov, Tiziano e Daniele Mazzone, Burgsthaler e Chiappa. L’avvio è a dir poco complicato (0-3 con tre ace di Clevenot e 1-6), ma poi piano piano il settetto prende confidenza con il match e, pur perdendo la terza frazione, domina la quarta, chiusa una serie di sei servizi di Daniele Mazzone.

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