Cev Cup: Verona vince 3-2 ad Ankara ma in finale va il club turco di Oleg Antonov

Antonov e Kurek in finale di Cev Cup

ZIRAAT BANKASI ANKARA – CALZEDONIA VERONA 2-3 (20-25 20-25 25-20 26-24 11-15) 
Ziraat Bankasi ANKARA: Kiyak 1, Kurek 8, Savaş 16, Konarski 19, Antonov 18, Sahin 5, Döne (L), Cacic 10, Yilmaz 0, Tayaz 1, Atli 1. N.E. Zorluer. All. Milenkoski.
Calzedonia VERONA: Jaeschke 12, Maar 17, Spirito 2, Pajenk 5, Stern 11, Birarelli 9, Frigo (L), Pesaresi (L), Paolucci 0, Mengozzi 5, Manavinezhad 7, Grozdanov 2, Marretta 3. N.E. All. Grbic.
ARBITRI: Sodja, Yordanov.
NOTE – durata set: 27′, 29′, 28′, 31′, 13′; tot: 128′.

ANKARA – Nonostante il 2-0 iniziale e il successivo successo per 3-2 la Calzedonia Verona paga a caro prezzo il ritorno dello Ziraat Bankasi Ankara nel terzo e quarto set. Il 26-24 del quarto set in favore dei turchi chiude la questione qualificazione. 

Alla finale di Cev Cup va lo Ziraat di Oleg Antonov che nella gAra di andata aveva vinto in Veneto 3-1. In finale troverà il Belogorie BelgorodGrbic nel dopo gara si rammarica per la sfida di andata ma ora Verona deve subito pensare all’altro big match, a Trento sabato sera (ore 18, diretta Rai Sport) che vale l’accesso alle semifinali scudetto.

LA PARTITA  – Nel primo set Ankara tiene bene gli attacchi di Verona a muro e trova il primo break fin dalle prime battute, con un mani out di Konarski (3-1); al primo time out tecnico i turchi guidano per 8-5. Un errore di Konarski riporta la parità (10-10), poi Pajenk fa la voce grossa dai nove metri e piazza il contro break (11-13), due punti di vantaggio che Verona mantiene fino al secondo time out tecnico (14-16). Un’incomprensione tra Pajenk e Spirito permette ad Ankara di riportarsi sotto (17-18), ma Calzedonia accelera con un muro su Kurek e il gioco di Maar sulle mani del muro avversario (17-20). È ancora il muro bianconero protagonista: Birarelli ferma Konarski prima e poi Antonov e mette la firma sul +5 scaligero (18-23). Jaeschke con una pipe decide il set in favore di Calzedonia (20-25).

Un’azione rocambolesca, chiusa da Spirito, in apertura di secondo parziale manda subito avanti Verona (1-3), che allunga sfruttando gli errori di Ankara (3-6). Un ace di Jaeschke firma il 3-9 per i bianconeri, ma Konarski risponde alla stessa maniera (6-9). Sfida a suon di battute: Maar fa punto diretto dai nove metri, Birarelli mette in difficoltà la ricezione turca e Verona tenta la fuga (11-15). Un altro ace di Maar avvicina Calzedonia alla fine del secondo set (17-22), che arriva con un pallonetto astuto di Jaeschke (20-25).

Partenza in salita nel terzo set per Verona, che paga qualche errore di troppo (5-0). Grbic prova a dare una scossa ai suoi, cambiando Jaeschke per Manavi. Verona reagisce, provando a fermare il gioco turco e battendo bene (11-7) e al secondo time out tecnico è vicina ad Ankara (16-13). Un muro su Stern costringe Grbic a chiamare time out (20-16), ma Calzedonia non riesce a ricucire lo strappo  (25-20).

Verona è chiamata all’ultimo appello e il quarto set è l’ultima chance. Ankara trova il primo break già in fase di apertura (6-4), ma Calzedonia trova il pareggio fermando Cacic (9-9) e allo stesso modo si porta avanti (9-11). È di nuovo il muro a firmare l’allungo scaligero, con Birarelli che stoppa Konarski (14-17), ma qualche errore di troppo nella metà campo di Verona riporta Ankara sotto (17-18). La battuta velenosa di Spirito mette in difficoltà la ricezione avversaria e Mengozzi ne approfitta per mettere a segno due primi tempi (17-20). Un ace di Emre riporta i turchi a una sola lunghezza (19-20), poi un suo attacco è la parità (23-23). Ai vantaggi Verona non sfrutta le occasioni per chiudere il set e la partita e andare al golden set (26-24). È Ankara ad aggiudicarsi il passaggio alla finalissima.

Sfumata la qualificazione, nel tie break Grbic decide di dare spazio a tutta la rosa: Paolucci in regia, Maar opposto, Grozdanov e Mengozzi al centro, Maretta e Manavi schiacciatori e Frigo libero. Verona parte forte e al cambio campo è in vantaggio 8-4, lo amministra bene e vince 15-11.

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