Challenge Cup: Il Maliye Piyango Ankara supera Ravenna 3-0

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Fa festa l'Ankara

Bunge RAVENNA – Maliye Piyango SK ANKARA 0-3 (21-25, 19-25, 23-25)
Bunge RAVENNA: Orduna 1, Marechal 2, Diamantini 1, Buchegger 19, Poglajen 17, Georgiev 1, Goi (L), Mazzone (L), Raffaelli 1, Vitelli 3, Gutierrez suarez 0, Marchini 0. N.E. Pistolesi. All. Soli.
Maliye Piyango SK ANKARA: Gjorgiev 1, Stankovic 9, Kayhan 7, Venno 23, Yücel 6, Günes 5, İvgen (L), Tokgoz (L), Bidak 0, Ekşi 0. N.E. Uslu, Siltala, Karakaya, Dur. All. Uslu.
ARBITRI: Nikolic, Seifried.
NOTE – durata set: 26′, 26′, 30′; tot: 82′.

RAVENNA – Ankara amara per la Bunge Ravenna che nella semifinale di andata di Challenge Cup ha ceduto in casa ai turchi del Maliye Piyango SK Ankara per 0-3, sotto i colpi dell’opposto estone Oliver Venno.

Tra una settimana, mercoledì 21 marzo, ci sarà però l’occasione del riscatto per i ravennati, nel ritorno da disputare ad Ankara, con l’obiettivo di ribaltare la situazione. Sarà però obbligatorio vincere 3-0 o 3-1, per poi spuntarla in modo ulteriore nel golden set. 

SESTETTI –  Il coach Fabio Soli schiera Orduna al palleggio, Buchegger opposto, Marechal e Poglajen schiacciatori, Georgiev e Diamantini centrali e Goi in seconda linea. Dall’altra parte del campo il tecnico Serdar Uslu disegna il suo Maliye Piyango con il sestetto formato dal palleggiatore macedone Gjorgiev, l’opposto estone Venno, gli schiacciatori Yucel e Stankovic (serbo), i centrali Gunes e Kayhan e il libero Tokgoz.

LA PARTITA – Il Maliye Piyango tenta un primo strappo con il muro di Stankovic (5-7), ma la Bunge risponde con Buchegger (9-8), che poi si ripete per il +2: 12-10. Venno riporta il match in equilibrio a quota 13 e spinge la squadra in corsia di sorpasso, con il supporto di Kayhan a muro: 16-18 e time out Soli. Un’invasione causa il 18-21, il coach di casa ferma ancora il match, poi qualche errore di troppo aumenta il divario a favore degli ospiti: 18-23. L’opposto estone mette a terra la palla del 20-24, Poglajen annulla il primo set ball, ma sul secondo Yucel beffa il muro ravennate: 21-25.

A spezzare l’equilibrio iniziale nel secondo set ci pensa un ace di Venno (7-9), ma prima un errore di Yucel (9-9) e poi una schiacciata di Buchegger invertono la tendenza: 11-10. Soli getta in campo Raffaelli e Vitelli al posto di Marechal e Georgiev, il diagonale di Stankovic è fuori misura (13-11), il serbo però si riscatta a muro, imitato da Kayhan: 13-14. Venno colpisce di nuovo dalla linea di battuta, per il 16-19 dei turchi, e il tecnico giallorosso utilizza la pausa, ma gli ospiti non sbagliano nulla e si aggiudicano anche la seconda frazione alla prima occasione: 19-25.

La Bunge scatta sul 5-1 nel terzo set con Buchegger e mantiene il vantaggio con gli ace di Poglajen (7-3) e dello stesso opposto austriaco, che colpisce anche dalla seconda linea: 11-6. Il “solito” Venno avvicina i turchi (12-10), che riducono in modo ulteriore le distanze con il servizio vincente di Yucel: 14-13 e time out dei padroni di casa. Gunes a muro raggiunge il pareggio (14-14) e si prosegue con le squadre di pari passo fino a quando il Maliye Piyango non allunga sul 18-20. Venno piazza altre due battute vincenti per il 19-23, a cui risponde dalla linea dei nove metri Orduna: 21-23. Si va sul 21-24, sul primo match ball Venno spara fuori, sul secondo Poglajen realizza un ace, ma sul terzo Buchegger spedisce fuori: 23-25.

HANNO DETTO

Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): “Purtroppo non abbiamo giocato con la stessa convinzione dei nostri avversari, che sono scesi in campo con grande grinta e voglia di vincere. Non mi spiego come mai sia stata possibile una simile prestazione dopo la bella prova di Perugia. Abbiamo commesso troppi errori, regalando un sacco di punti ai turchi, che invece ci hanno dato una lezione su come vanno affrontate simili partite. Adesso con grande umiltà dobbiamo metterci a preparare il ritorno, dal punto di vista tattico e tecnico, ma anche di mentalità. C’è ancora una partita, noi ci dobbiamo credere, perché abbiamo le qualità per puntare a vincere al golden set ad Ankara”.

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