Champions League: Dick Kooy sfida la Lube. Staffetta azzurra con Juantorena? “Ho dato a Blengini la mia disponibilità”

Lo schiacciatore, nipote di Ron Zwerver, confessa di aver iniziato a studiare l'inno di Mameli, felice di essere disponibile a dare un aiuto al suo nuovo Paese

Dick Kooy, 3 dicembre 1987 (età 31 anni)
Dick Kooy, 3 dicembre 1987 (età 31 anni)

MOSCA – La Lube in campo contro la Dinamo Mosca, nella sfida di andata dei quarti di finale di Champions Legaue, potrebbe essere una sfida – staffetta, un simbolico passaggio del testimone tra Osmany Juantorena e Dick Kooy in nazionale azzurra.

Con l’italo cubano che ha fatto sapere da tempo di voler trascorrere l’estate con la famiglia, salvo ripensamenti, il CT Blengini potrebbe contare anche sullo schiacciatore ricevitore italo olandese che ha fatto sapere che sarebbe onorato di vestire la maglia azzurra.*(aggiornamento 12 marzo, ore 17.55)

Il nipote di Ron Zwerver, italiano per matrimonio,  nato ad Amsterdam nel 1987, in quella che doveva essere una chiacchierata sulla sfida di coppa contro la sua ex Lube, sposta da subito il colloquio sul tema caldo: “Sto già studiando l’inno di Mameli. Con il Ct Blengini c’è stato un contatto, gli ho dato la mia piena disponibilità. Sarei fiero di dare una mano al mio Paese”.

Lei è nato ad Amsterdam… Sì, vero, ho anche giocato nelle nazionali orange in gioventù sotto la guida di Blangé e di Zwerver, ma oggi mi sento italiano. Ho lasciato l’Olanda da giovane avevo 19/20 anni quando ho iniziato a girovagare per diversi Paesi. Ho vestito le maglie di Modena, Lube, poi sono andato in Polonia, in Turchia e in Russia. Mi sono sposato con una ragazza italiana, quando concludo le mie stagioni sportive torno a Milano, dove vivo. Qui ho anche avviato una piccola attività con mia moglie, non giocherò fino a 50anni… Sarei onorato di vestire la maglia azzurra – prosegue Dick -, anche se fosse solo per gli allenamenti. So che non è questione di ingaggi, di soldi, in nazionale si deve creare un bel gruppo e stare bene insieme”.

I giocatori di livello nel suo ruolo in Italia al momento scarseggiano. “Vero, mi preoccupo anche per il movimento italiano. Ci sono delle riflessioni da fare: qui in Russia con il blocco degli stranieri a solo 2 per squadra hanno una nazionale di alto livello, favoriti anche da un vasto bacino da dove attingere. In Italia invece si gioca un campionato molto bello dove anche club meno quotati cercano di ingaggiare i giocatori stranieri più importanti. C’è da augurarsi che con questo livello della competizione qualche italiano crescerà”.

Come sta Dick Kooy? “Con i miei 31 anni sono integro, non ho bisogno di riposo e non ho posto condizioni al CT, posso esserci da subito. L’unico vincolo è legato alla presenza di Juantorena. Se lui ci ripenserà non potrò esserci io, il regolamento internazionale impedisce che in una nazionale ci siano due atleti con cambio di cittadinanza”.

La Champions? “Oggi con la Lube sarà una gara interessante, emozionante. Nella gara di ritorno sarà bello tornare nel mio Paese, dagli amici. Spero di divertire la gente di Civitanova anche se per noi della Dinamo quest’anno è una stagione difficile. Abbiamo cambiato parecchio, in società. E’ cambiato tanto nello staff, nei giocatori, ci vuole tempo, il sistema di gioco attuale è diverso rispetto a quello dello scorso anno”.

La Lube è imbattibile? “L’organico sulla carta dice che è una squadra fortissima… Poi anche questo è sport. Si inizia dallo 0-0, i nomi sulla maglia sono importanti, ma è più importante quello che si mette in campo”.

 

*per un nostro errore in corso di pubblicazione avevamo scritto di un contatto del CT Blengini con Dick Kooy (che – così posto – poteva creare fraintendimenti) quando invece intendevamo come ‘contatto’ la disponibilità data dal giocatore al nostro CT.  

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