Champions League: Francesca Piccinini, 17 anni dopo ancora a Berlino

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MODENA – Bella intervista oggi di Roberto Condio su La Stampa a Francesca Piccinini che dopo 17 anni dal titolo di campione del Mondo 2002 torna a Berlino, alla Max-Schmeling-Halle per giocare la sua finale di Champions League.

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Piccinini nella finale iridata del 2002 contro gli USA

Aveva 23 anni quando, da punto di forza dell’Italia, a Berlino vinse il Mondiale 2002. Ieri, Francesca Piccinini è tornata sul luogo di quel trionfo: primo contatto in vista della finale di Champions League Novara-Conegliano di domani: “Mai più stata nella Max-Schmeling-Halle: che emozione! Ero ragazza, ora sono donna matura e giocatrice esperta. Orgogliosa di essere sempre al top, 17 anni dopo”.

Da Berlino a Berlino, un cerchio che si chiude? “Per il momento, una lunga carriera che ti scorre davanti. E i soliti brividi: non ci si abitua a giocare certe partite”.

Insegue la sua 7a Champions: un record. La più bella? “L’ultima, nel 2016 con Casalmaggiore. Vinta da sfavorite. E da Mvp, a 37 anni”.

Ronaldo è fermo a 5. Da juventina credeva nella sesta? “Certo. Ero allo Stadium per l’Ajax e ci sono rimasta malissimo. Gran professionista, comunque, CR7. Non l’ho mai incontrato, mi piacerebbe”.

Torniamo al volley. Domani sarà una prima assoluta: stesso giorno e impianto per le finali femminile e maschile. Bell’idea, vero? “Sarà un evento storico, con un palasport esaurito da settimane. C’è tutto per vedere uno spettacolo bellissimo”.

Con tre italiane su quattro. “Perché nella nostra pallavolo si lavora benissimo”.

La sua Novara, però, nella finale-scudetto contro Conegliano ha deluso. “Dagli errori s’impara. Ma noi siamo anche quelle che hanno vinto 3-0 in casa delle turche campionesse uscenti. Siamo cariche e determinate, vogliamo divertirci”.

Siete sembrate stanche… “Anche Conegliano lo è. Siamo all’ultimo sforzo di una stagione lunghissima: i dolori si lasciano da parte”.

Conegliano è più squadra, voi dipendete troppo da Egonu. Concorda? “No. Paola è fortissima, ma le nostre vittorie sono arrivate quando tutte abbiamo giocato al top. Servirà questo”.

Piccinini MVP nella Champions 2016

Ancora su Egonu: lei che di fuoriclasse ne ha viste tante, dove la colloca? “Tra i grandi talenti. Ma ha solo 20 anni e ampi margini. Le auguro di vincere più di quel che ho vinto io, anche se so che non sarà facile”.

Quanto l’ha vista crescere a Novara? “Tanto, anche perché è una ragazza che ascolta. So che ì miei consigli e suggerimenti le sono stati utili. Il segreto per continuare a migliorare è il lavoro. Ecco perché io, a 40 anni, resisto a questi livelli”.

E a che livello è l’Italia?Alto. Conosco il et Mazzanti dai tempi di Bergamo. Sa far giocare bene, ha creato un bell’ambiente”.

È la più forte di sempre?L’argento mondiale è stato esaltante, ma aspetterei. Deve prima cominciare a vincere e poi confermarsi. Come facemmo noi dopo quel famoso oro iridato del 2002″.

Ecco Berlino che ritorna. Domani il suo cerchio può davvero chiudersi? “Sono 10 anni che mi chiedete che farò l’anno dopo. Ho sempre detto che decidevo a fine stagione. Ecco: domenica vado in vacanza e poi ci penso. Sto bene, offerte ne ho”.

Se continua, rimanderà ancora il progetto di diventare mamma. “Per quello ci vuole la materia prima, un uomo come dico io”.

Qualche certezza per il futuro ce l’avrà pure o no? “Non sarò mai allenatrice né dirigente di club. Dal 2017, però, sono consigliere federale. Partecipo poco causa impegni di gioco, ma m’impegno per noi donne. Siamo più toste degli uomini e la nostra pallavolo è molto più spettacolare della loro. Al maschile potenza: dovrebbe cambiare qualche regola. Con noi ci si diverte di più: vedrete domani”.

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