Champions League: Mosna celebra la vittoria italiana e riapre alla questione stranieri in Superlega

MODENA – Dopo la vittoria della Lube a Berlino, Diego Mosna, presidente di Trento e presidente onorario della Lega Pallavolo Serie A, si congratula con il club marchigiani ma apre – sul suo profilo Facebook –  ad una nuova riflessione sul sempre attuale tema dell’obbligo di “italiani in campo” nel nostro campionato.

 

di Diego Mosna

E’ un’importante giornata di festa per la pallavolo italiana. La vittoria della Lube (a cui vanno i miei complimenti più sinceri) ha riportato in Italia la Champions League dopo otto anni di attesa, ma soprattutto ha rimesso definitivamente il campionato italiano al centro dell’Europa. Il successo sul Kazan, sommato a quelli della nostra Trentino Volley in CEV Cup e nel Mondiale per Club, non fa altro che confermare quanto la SuperLega Italiana sia in assoluto il torneo più bello ma anche più difficile; se i successi europei in serie dello Zenit avevano messo in dubbio questo tipo di supremazia, il 3-1 di Civitanova ha sciolto ogni eventuale riserva. 

Sono convinto che la competitività del nostro campionato dipenda in principal modo dalla presenza dei migliori giocatori del pianeta. Salvo qualche eccezione, tutti gli atleti più bravi del globo giocano per una squadra della Lega Pallavolo Serie A, regalando ai tanti tifosi uno spettacolo unico che ha il merito di rendere migliori anche gli stessi Club. Ecco perché, se vogliamo continuare a vincere in Europa e nel Mondo, in Superlega deve essere tolto il limite degli stranieri utilizzabili contemporaneamente in campo.

Detto questo va inoltre evidenziato come nella Finale di Berlino fossero appena due i giocatori italiani scesi in campo con continuità (Balaso e Juantorena); tutto ciò dimostra come una sola nazione non possa (ragionevolmente) produrre elementi in grado di reggere un livello così alto come quello mostrato dalla Lube in questa competizione, ma al tempo stesso sottolinea come sia necessario lavorare per sviluppare meglio l’attività giovanile sul territorio. Non può bastare l’impegno delle singole Società: serve che anche la Federazione, e lo dico senza polemica, faccia la sua parte; è un dovere istituzionale che sino ad ora ha spesso delegato o lasciato alle iniziative dei Club.

Così, in una giornata di festa per la pallavolo italiana, leggo con piacere delle Champions League targate Lube e Novara ma mi soffermo più volentieri sull’approfondimento riservatoci, guarda caso proprio oggi, dal Corriere del Trentino: “La giovine Trento sulle orme della Sisley: un vivaio di cento ragazzi fa dell’Itas la cantera migliore d’Italia: già diciotto sono arrivati in Serie A”….

 

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