Champions League: Di Pinto, “Le italiane devono crederci”

di Vincenzo Di Pinto*

Che settimana di spettacolo. E’ iniziata con gara 1 di playoff scudetto e finirà nel  weekend con il fascino della Champions League.

SUPERLEGA – Lube e Trento in Italia hanno dimostrato un miglior gioco di squadra, cura dei dettagli tecnico-tattici individuali e di squadra, anche se il fattore campo è stato determinante nella semifinale tra Perugia e Trento. Personalmente mi ha fatto piacere un ritorno all’attenzione ai dettagli tecnici anche durante ogni match da parte dei coach. Secondo me è l’unico modo, oltre alla forza dei giocatori, per elevare la capacità d’insieme, risolvere i problemi di squadra, avere più creatività e personalità in gioco, con un conseguente miglior rendimento.

Nella prima partita scudetto la Lube ha vinto facile, dimostrando forza, di avere un palleggiatore che ha fatto la differenza, anche in battuta. Ci sono anche i demeriti di Trento:
1) non ha recuperato bene mentalmente l’insuccesso di Coppa e la conquista della finale.
2) Fatica a giocare sui propri limiti tecnici fuori casa e quindi come personalità.
3) Ha avuto poco tempo per preparare la partita, nessun giocatore si è distinto e lo stesso Giannelli aveva una uscita morbida, al contrario di Christenson. 

CHAMPIONS LEAGUE – Questa vittoria migliora la già ottima convinzione dei marchigiani e proietta Civitanova in Champions, come possibile protagonista assoluta. Nella semifinale contro Perugia, orfana sempre di Russell, sarà un match duro,  in quanto gli umbri sono in grado di esprimere tanta forza fisica e tante individualità capaci di cambiare un match. Per Perugia è la partita perfetta della stagione per il salto di qualità definitivo. Il presidente Sirci, dopo aver vinto con l’organizzazione della manifestazione, fa bene ha crederci ed a creare tanta fiducia. In campo servirà, in primis, un cambio palla continuo e concreto per poi sfruttare le occasioni della fase break point dei suoi grandi giocatori. Altrimenti diventa difficile giocare contro questa Lube equilibrata di Blengini, dal grande atteggiamento, tante certezze e variazioni tecnico-tattiche nelle 2 fasi, ben guidata dal palleggiatore americano e dai finalizzatori Sokolov e Juantorena. Chi giocherà in finale delle italiane, ha delle chance reali di vincere giocando una partita di grande intensità tecnico-tattica ed aggressività contro la favorita Kazan ed i suoi bombardieri Leon, Anderson e Mikhailov. L’anno scorso Trento, senza Kaziyski, era riuscito quasi nell’impresa, ed ha indicato la giusta via. Lo Zenit che pone la Champions come primo obiettivo dell’anno giocherà sabato contro la grandissima sorpresa Berlino del nostro bravo coach Serniotti, squadra ben guidata dal palleggiatore Zhukouski. I tedeschi hanno già vinto raggiungendo questa difficile Final Four.

E’ il caso di dire buona pallavolo a tutti.

*allenatore di pallavolo