Champions League F.: Scandicci a porte aperte. Fenerbahce e Eczacibasi alzano il muro e dicono no alla trasferta italiana?

393

MODENA – Dalla Turchia si fa la voce grossa in merito alle gare contro i club italiani di Novara e Scandicci per il timore coronavirus.  

Sui portali turchi si legge che Fenerbahçe ed Eczacıbaşı VitrA, che affronteranno rispettivamente Novara e Scandicci nelle partite dei Quarti di finale della CEV Champions League, si sarebbero – il condizionale è d’obbligo – rivolte al CEV a causa dell’elevato numero di casi di Coronavirus in Italia chiedendo il rinvio delle partite con i due club italiani.

Alla richiesta dei due club la Cev avrebbe risposto di seguire da vicino il problema e di essere in contatto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Sanità italiano.

Il Fenerbahce giocherà la prima partita con l’Igor Gorgonzola Novara il prossimo 5 marzo in Turchia e il ritorno l’11 marzo in Piemonte. L’Eczacıbaşı VitrA giocherà la prima partita contro Savino Del Bene Scandicci in Italia il 4 marzo e la rivincita a Istanbul l’11 marzo.

Ad oggi – non essendoci ordinanze in merito in Toscana – è dato sapere che la sfida tra Scandicci ed Eczacibasi in quel di Siena sarà a porte aperte al pubblico- 

Nalan Ural: “Non vogliamo andare, non vogliamo che vengano neanche loro”

Il dirigente dell’Eczacıbaşı VitrA, Nalan Uyar, ha dichiarato di essere preoccupato per il problema di essersi rivolto alla CEV: “Abbiamo fatto domanda con il Fenerbahçe. La CEV terrà un incontro a Vienna sabato e valuterà le nostre domande. Le partite di entrambe le squadre sono in Lombardia e Toscana, le regioni in cui il virus è più intenso (in realtà – e qui i dirigenti turchi peccano – Novara gioca in Piemonte e in Toscana non è al momento una “zona rossa”, ndr). La nostra richiesta è di rinviare le partite. C’è un periodo di 35-40 giorni tra le semifinali e la partita finale. Non vogliamo andare nella situazione attuale, né vogliamo che vengano qui” dice, dopo aver suggerito di ritardare le semifinali per poter rinviare così i quarti di finale. 

In Cev si sta monitorando la situazione, ma si interverrà solo a fronte di documentazioni ufficiali prodotte dai governi locali che confermino la possibilità di pericoli. 

Sostieni Volleyball.it