#cheplayoff: L’era dei play off… Iniziò nella stagione 1981/82

Alla vigilia del play off numero 38 i giudizi dopo la prima edizione del 1981/82 sui media specializzati

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Santal Parma - Robe di Kappa: Kim Ho Chil alza un primo tempo dietro per Erricchiello, a muro Dametto
Santal Parma - Robe di Kappa: Kim Ho Chil alza un primo tempo dietro per Erricchiello, a muro Dametto

MODENA – Alla conclusione del primo storico play off della pallavolo italiana (1981/82) vinto da Parma, dopo gli ultimi tre scudetti conquistati da Torino (targata Klippan e Robe di Kappa) nella sola regular season,  il mensile Pallavolo del 1982 raccontava della nuova “Era play off” in termini positivi.

 

L’ERA DEI PLAY OFF*

A Torino, hanno scritto molto colleghi ed hanno detto molti appassionati è finita l’era della Robe di Kappa ed è cominciata quella della San tal Parma. Ancora una volta, secondo noi, la fretta ha giocato un brutto tiro a quanti seguono troppo emotivamente le vicende agonistiche del volley. Una sola cosa certa è emersa, infatti, nello spareggio di Torino: la validità della formula dei play off, che ha rilanciato il campionato sia sul piano tecnico che agonistico (e di conseguenza giornalistico). I fatti, al riguardo, parlano chiaro. Il play off ha comportato una maggiore attività agonistica ad alto livello, maggior seguito giornalistico (quantunque in maggio si moltiplichino gli avvenimenti sportivi di grande interesse, quali il Concorso Ippico di Roma, gli Internazionali di Tennis, il Giro d’Italia, eccetera), una consistente lievitazione degli incassi, conseguente all’aumento degli spettatori e non al costo dei biglietti, come avviene in altri sport. Quindi il campionato 1981/82,  grazie ai play off, è risultato uno dei più belli, se non il più bello, del dopo guerra. Si tende, del resto, a dimenticare che la fase che ha preceduto i play-off, quella del girone unico all’italiana, è risultata avvincente come non mai, essendosi le squadre impegnate allo spasimo sino all’ultima giornata per conquistare la miglior classifica.

Però, fatta questa giusta premessa, va anche aggiunto che il play-off è per sua natura una sorta di terno al lotto, una maniera di rimettere tutto in discussione, anche se ci si porta dietro certi vantaggi del girone all’italiana.

Quindi, è assolutamente prematuro voler ipotizzare sin da oggi, come andranno ad evolversi le vicende agonistiche del prossimo o dei prossimi campionati. Il play off è lì, come una spada di Damocle, ad ammonire che qualsiasi previsione può essere smentita dal campo. La cautela è dunque d’obbligo, anche perché mi sembra che certe ipotesi siano state formulate esclusivamente sulla base delle tre partite finali tra torinesi e parmensi. Invece, un’attenta analisi tecnica del campionato può far comprendere che altre squadre, altre realtà tecniche bussano alle porte del futuro del volley. Prendiamo ad esempio la Panini. Ci siamo dimenticati certe sue partite in campionato ed il successo sulla Santal, nella partita di ritorno delle semifinali, successo mortificato dal preciso lancio di una monetina di un deficiente? Sì, come molti affermano, la squadra modenese si rinforzerà il centro dell’attacco (non facciamo nomi, per carità), e se Faverio supererà i malanni che lo hanno afflitto e maturerà psicologicamente, come si potrà ignorare la Panini tra le pretendenti al titolo il prossimo anno? Per fare una squadra da scudetto, partendo da una base già solida, ci vogliono due o tre anni. La Santal, data prematuramente per favorita due anni or sono, ha visto premiato il suo lavoro quest’anno (magari con una stagione di anticipo). La Panini che quest’anno ha ringiovanito molto, raccoglierà le prossime stagioni il frutto di questo rinnovamento.

E poi, l’Edilcuoghi. La dareste già per spacciata sapendo che ha in panchina un ottimo allenatore, e se sapeste che ha ingaggiato un grosso straniero ed un altro buon giocatore italiano?

Non basta. Milano sta cercando di rinforzarsi, Asti migliora ad ogni stagione, come lo spumante che lo sponsorizza, la provincia (Chieti, Bologna, eccetera) cresce, e tutto ciò renderà sempre più difficile il cammino alle grandi.

Purtroppo il volley soffre del complesso del padre-padrone come quelle nazioni che sono vissute troppi anni sotto una dittatura, un regime totalitario o un impero. Nel nostro caso, caduto il dittatore Robe di Kappa, se ne va a ricercare subito un altro (nella fattispecie la Santal). Invece con i play off i dittatori ce li siamo lasciati alle spalle, per far posto ad un avvincente equilibrio, ai colpi di scena ripetuti, ai risultati sorprendenti.

Era ora.

 

* di Bartolomeo Baldi – Mensile Pallavolo 5/6 Maggio Giugno 1982

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