Cisterna: Patron Falivene “Fermiamoci qui, non ha senso andare avanti”

Gianrio Falivene, presidente della Top Volley Cisterna
Gianrio Falivene, presidente della Top Volley Cisterna

MODENA – Interessante intervista a Gianrio Falivene, Presidente della Top Volley Cisterna, nell’edizione odierna di Tuttosport a firma di Diego De Ponti.

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Il campionato più bello del mondo può finire cosi, sotto i colpi dei Covid-19? Il dibattito in Superlega è acceso e alcune società preferirebbero chiudere l’anno ora. Tra i presidenti che hanno espresso questa convinzione c’è Gianrio Falivene, patron di Cisterna: “Nel rispetto delle legittime opinioni di tutti, ritengo che non abbia più senso concludere questa stagione. Un po’ per il dramma che si sta svolgendo, un po’ perché a questo punto tra interruzioni, partite a porte chiuse e ripartenze ipotetiche, il Campionato è stato svuotato di regolarità. Ma se anche si ripartirà, con che spirito andremo in un Palazzetto dello sport a giocare. Chi potrà, dopo i contagi e le morti, scendere in campo a cuor leggero tra un mese o piu? Si pone poi un problema di preparazione atletica dei giocatori. Il nostro è uno sport che richiede otto settimane di lavoro in vista del campionato. Nella migliore ipotesi ne avremo tre per ricompattare le file, poi si giocherebbe a porte chiuse. Forse il calcio può sostenere questo stato di cose per la sua valenza sociale. Il volley no. Questo è il momento di fermarsi e ragionare, molto seriamente, sui problemi della ripartenza e immaginare in che condizioni opereremo in autunno”.

C’é chi pensa che le squadre invischiate nella lotta per non retrocedere possano avere un interesse alla chiusura anticipata. Lei cosa risponde? “Rispetto alla gravita di cosa sta accadendo, credo che quella affermazione sia stata gratuita e sbagliata”.

In questa Siperlega le società del centro e del centro-sud faticano a tenere il passo, cosa manca? “Manca quel tessuto polverizzato di piccole e medie imprese che fanno, invece, la forza delle regioni dei nord. A Padova centodieci imprese contribuiscono con cifre piccole, ma certe, al bilancio della società. Questo è garanzia di continuità e di programmazione. A noi negli anni è mancato questo e quindi si sopperisce con la fantasia, con la capacita di scovare il giocatore interessante. Ma none facile”.

La sua società ha scelto di trasferirsi a Cisterna per ottemperare alle richieste della Lega. Quanto è difficile per una società del Centro o del Sud d’Italia fare questi passi? “E stato difficile all inizio, prima del completamento del Palazzetto. Poi e stata tutta discesa. E a Cisterna c’è stata una buona risposta di pubblico. Quindi siamo contenti”.

Quanto peserà l’emergenza di questi giorni sulla prossima stagione? “Di certo non sarà più come prima. Usciremo da questa fase con una economia disastrata. Gli sponsor potrebbero non poter sostenere gli stessi impegni di prima. Credo che i procuratori si dovranno adeguare. I costi in questi anni sono cresciuti. Un fenomeno dovuto all’arrivo di molti campioni internazionali e alla competizione di altri campionati. Mai costi peri giocatori finiranno per calare”.

E’ ipotizzabile ripartire a maggio a porte chiuse? “E’ un ipotesi di difficile realizzazione per i motivi dl preparazione di cui ho detto prima. E poi il 30 maggio scadono i transfer”.

C’è un’iniziativa volta a portare più in la questi termini? Lei e scettico? “So che e in atto un tentativo ma non so se andrà a buon fine”.

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