Civitanova: Nel segno di Osmany

Dall'ultimo scudetto al sogno di Tokyo2021 Parla il Re Juantorena

La nostra intervista a Osmany Juantorena per Tuttosport di oggi

Da Tuttosport.

CIVITANOVA – In 10 stagioni in Italia e nove scudetti assegnati, lui, unico vero totem della pallavolo di casa nostra, di queste finali ne ha giocate otto, 5 le ha vinte. Lui è Osmany Juantorena, italiano di passaporto, nato a Santiago di Cuba nel 1985. Dalla Coppa del Mondo 2015 passando per le Olimpiadi di Rio 2016 porta con orgoglio anche i colori azzurri.
A 35 anni vanta cinque scudetti con due squadre diverse, due a Trento e 3 con la Lube. E potevano essere sei con il 2020 se non ci fosse stata l’interruzione, vero?
“Anche sette! Vi ricordate quella mia palla chiamata fuori nel V-Day di Milano nel 2012 quando ancora non esisteva il video check? Scherzi a parte, ho anche perso tanto. Ma quello a cui tengo è che ci sono sempre arrivato. Le finali si giocano, si vincono e si perdono ma è il percorso fatto che è importante”.

Hombre, questo il suo appellativo nel club e anche in Nazionale, che scudetto è questo? “Un momento storico per me e per la società. E’ stato lo scudetto più difficile della mia carriera. Una cosa incredibile, arrivata alla fine di un anno difficile. Siamo al lavoro dal 6 di luglio, abbiamo giocato in palasport chiusi senza i tifosi per il covid, con l’incertezza di non arrivare in fondo alla stagione. Sono orgoglioso per quello che è stato fatto”.

C’è la sua firma anche in questo tricolore. Anche in gara 4 ha trovato le energie per cambiare l’inerzia della partita nonostante i crampi, un finale eroico.
“Dico la verità, alla vigilia della partita non ho dormito nulla. Pur avendo giocato mille finali è sempre una emozione ma poi nonostante i crampi non volevo mollare e ci ho messo qualcosa in più per la squadra e per la società”.

"Ho anche perso tanto. Le finali si giocano, si vincono e si perdono ma è il percorso fatto che è importante"Osmany Juantorena

Un’annata tormentata anche per la decisione del club di cambiare allenatore.

“E’ stato un cambio che ha portato nuova linfa alla squadra, anche se bisogna riconoscere che Fefé De Giorgi ha vinto con noi. Nonostante le polemiche di quei giorni, le tante parole, noi siamo restati uniti, lo scudetto è nostro”.

II momento chiave, i quarti di finale contro Modena con Leal e De Cecco assenti per covid?
“Ci sono state altre difficoltà, prima l’eliminazione dalla Champions, poi dopo Modena la sconfitta di gara 1 a Trento. Difficoltà che hanno dato un sapore ancora più bello alla vittoria”.

Ha consegnato il tuo premio di MVP della finale a Leal, perché?
“Perché secondo me il vero MVP della gara era stato lui, Leal. In quel momento ho voluto che mi affiancasse sul podio perché se lo è meritato”.

Ora si torna a pensare all’azzurro. Ci sono le Olimpiadi.
“Sì, sono tomato in Nazionale per questo. Dopo il Mondiale non volevo più giocare in azzurro ma quando tornai per il torneo di qualificazione di Bari nel 2019 lo feci per questo appuntamento. Spero si possa giocare perché per me è l’ultima spiaggia. In caso di cancellazione sarò costretto ad alzare bandiera bianca”.

"L'argento di Rio2016? Una occasione sprecata"Osmany Juantorena

In panchina, anche in Nazionale, c’è Chicco Blengini. Quanto conta per lei questo feeling con lui?
“Mi trovo bene, lo conoscevo già. E’ un allenatore moderno che spinge tanto in palestra ma poi fuori lascia gestire. E’ un mix tra gioventù ed esperienza”.

A Rio2016 l’Italia si è fermata all’argento, c’è ancora rammarico?
“Guardi, voglio bene a Bruno (il palleggiatore del Brasile campione olimpico, suo ex compagno alla Lube, ndr) e l’ho detto anche a lui, per me quella brasiliana è stata una occasione sprecata. Potevamo arrivarci a quell’oro, non è successo e mi è rimasto il rimpianto. Abbiamo perso contro un Brasile che non era la squadra più forte della loro storia. A maggior ragione, bravi loro”.

In Italia l’oro a cinque cerchi per la pallavolo è un piccolo tabù. Non vi è riuscita la Generazione dei Fenomeni. Come vi ponete nel confronto? “E’ difficile fare paragoni, siamo generazioni diverse, è cambiata anche la pallavolo. Questo gruppo è bellissimo, ha una sua identità. Non siamo favoriti, ma sono sicuro che ci divertiremo, siamo un bel mix con voglia di fare bene”.

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