Conegliano: Egonu rilancia un futuro con le Pantere. “Per ripetersi”. Lockdown: Studio, Netflix, pigiama… In attesa di aperitivi e abbracci

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MODENA – Interessante intervista a Paola Egonu, stella della pallavolo italiana sul Gazzettino a firma di Elena Filini

“Le Olimpiadi? Decisione corretta. Impensabile lo svolgimento a porte chiuse: togliere il pubblico è togliere l’anima”. Lo scudetto non assegnato all’Imoco? “Guardiamo avanti. Se ci crediamo davvero possiamo ripetere questa incredibile stagione”.

Pigiama e disciplina. Studio universitario e tanto Netflix. Poi, ogni sera, la videochiamata whatsapp a Manchester con genitori e fratelli e, un giorno su due, yoga e allenamento. Paola Egonu, l’atleta che tutto il mondo ci invidia, la donna copertina che ha tenuto altissimo l’onore dello sport patrio, oggi ha sogni normali (“desidero un aperitivo al sole”) e un enorme buonsenso. “Sono sana, i miei genitori stanno bene. Ho di che vivere ogni giorno. Sto accumulando energie per quando ritorneremo alla normalità. Cerco di essere felice. E questo è tutto ciò che conta” spiega la fuoriclasse dell’Imoco Volley. Ha scelto di trascorrere l’isolamento all’Imoco village di San Pietro di Feletto, sulle colline trevigiane. la routine quotidiana? “Ho fatto un piano preciso da subito. E lo consiglio. Punto la sveglia alle 9. Mi alzo un’ora dopo. Colazione e poi libri. Il 7 maggio ho l’esame di economia aziendale e non devo sgarrare. Poi cucina, divano e tv. Ma la sera, prima di andare a letto metto tutto in ordine”.

Le serve questo tipo di disciplina? “È essenziale in questo momento. In certe cose sono metodica: detesto vedere tutto fuori posto”.

Come se la cava tra i fornelli? “Di mio adoro i ristoranti. Ma ho fatto di necessità virtù. Cerco di curare l’alimentazione in modo particolare”.

Qualche successo gastronomico recente? “Direi la fesa di tacchino al limone”.

Il divano è diventato per lei come per tutti gli italiani un fido alleato? “Direi proprio di si. Il pomeriggio è dedicato a Netflix. Ho appena finito “A love so beautiful”. Ora sto cercando una nuova serie. Ma sono anche appassionata di Manga. A volte dormo e mi riposo, i miei tifosi sanno che è una delle mie occupazioni preferite”.

Come stanno vivendo i suoi genitori e i suoi nonni questo periodo sospeso? “A Manchester come in Nigeria allo stesso modo. Siamo tutti chiusi in casa, tutti spaventati e tutti molto prudenti. La differenza più marcata riguarda la Nigeria: lì non ci sono supermercati e la ricerca di cibo diventa più complessa”.

Ha considerato l’idea di rientrare in famiglia quando i governi hanno iniziato a emanare decreti di chiusura? “Abbiamo ragionato insieme su cosa fare. Io però, francamente, non me la sono sentita di andare in Inghilterra. Perché non era chiaro come si sarebbe organizzato là il lockdown e perché viaggiare era rischioso per la salute. Devo dire che comunque sono abituata a vivere sola. E sono abbastanza gelosa della mia libertà. L’importante è poter comunicare. E noi lo facciamo quotidianamente”.

In casa. Tuta si o tuta no? “Pigiama h24. Lo indosso tutto il giorno (a parte quando mi alleno o esco per la spesa). Tendo a scegliere la comodità”.

Lei però è normalmente fashionista. Le manca la moda? “Moltissimo. Non vedo l’ora di tornare a girare in borghese”.

Usciamo un po’ dal frivolo: la quarantena è un problema per tutti. Per gli sportivi però è obiettivamente una condizione più difficile. Come si organizza con gli allenamenti? “Un giorno si e un giorno no pratico un’oretta di risveglio muscolare. Può essere yoga o esercizi a corpo libero. Sudare serve a scaricare l’energia in eccesso. E aiuta a riposare in maniera migliore”.

La pandemia ha cancellato le Olimpiadi di Tokyo. Voi vi eravate qualificate ed eravate cariche e pronte a vincere. È stata insomma una doccia fredda. Razionalmente cosa pensa: scelta giusta? “Sì. Il rischio era troppo elevato per tutti. E, sinceramente, un’ Olimpiade senza pubblico è come un corpo senz’anima”.

Sul titolo all’Imoco si è molto dibattuto. E alla fine non è stato assegnato. È delusa? “Sarebbe stata corretta l’assegnazione. Ma il mio rammarico non è neppure questo, è che non abbiamo potuto giocarcela, combattere. D’altro canto posso anche capire gli altri: a loro è stata tolta la possibilità di una rimonta. Però dico anche che nulla è perduto. Se ci crediamo veramente, i fasti di quest’anno possono tornare”.

Lei è l’idolo dei giovani italiani. Cosa si sente di dire ai suoi coetanei ingabbiati in casa da oltre un mese? “Ricordatevi che siamo fortunati. Non siamo in ospedale, non stiamo lottando per rimanere in vita. Siamo sani, abbiamo da mangiare: rimaniamo positivi. Finirà. Io ho un antidoto: divido bene la giornata, mi tengo occupata. Questo mi aiuta a rimanere lucida”.

Ritiene che questa quarantena abbia portato anche qualcosa di positivo? “Credo di essere maturata. Ne parlavo con mio padre: tutti abbiamo riscoperto il senso della famiglia. Io, in più, sto cominciando a dare valore a tutto ciò che ho realizzato in questi ultimi anni”.

Quale sarà la prima cosa da fare appena finito il lockdown? “Un bell’aperitivo al sole. E poi vado a riprendermi i sorrisi, il tempo insieme, e tutti gli abbracci che mi sono mancati in queste lunghe settimane senza i miei cari”.

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