Deaflympics: I due atleti Tre.Uno Chiara Cecconi e Lorenzo Cavasin ai Giochi olimpici silenziosi

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    Ci sarà un po’ di Treviso alla XXIV edizione delle “Olimpiadi dei sordi” in programma dal 1° al 15 maggio a Caxias do Sul, in Brasile: Chiara Cecconi e Lorenzo Cavasin sono infatti nelle due Nazionali che rappresenteranno l’Italia del volley alle Deaflympics 2022.
    I due giovani pallavolisti classe 2004 non sono nuovi ad esperienze di questa portata visto che entrambi a settembre 2021 hanno partecipato ai Mondiali organizzati in casa (Chiara ha conquistato l’argento, Lorenzo il bronzo), ma, si sa, i Giochi hanno un sapore diverso: “È un onore potervi partecipare e rappresentare il nostro paese – dichiarano entrambi – Il percorso per arrivarci è stato duro, ma siamo felicissimi”.
    Per diversi motivi gli ultimi mesi di avvicinamento ai Giochi sono stati per entrambi impegnativi: Lorenzo ha dovuto fare i conti con una positività prolungata al covid che l’ha tenuto lontano dai campi per ben tre mesi, Chiara invece racconta il suo tour de force tra collegiali in giro per l’Italia e fitti impegni scolastici prima della partenza: “Ogni mese ci siamo radunate per circa 4 giorni in varie località d’Italia – spiega Chiara – Abbiamo fatto delle amichevoli contro squadre di serie C e B per prepararci al meglio, è stato bello misurarsi con un livello più alto rispetto a quello a cui sono abituata (Chiara gioca in prima divisione con il Volley Pro di Preganziol, ndr) e giocare anche in palazzetti importanti. Ora starò via per due settimane e a scuola ho anticipato le varie interrogazioni”. Per Lorenzo, che gioca in seconda divisione e U19 con il Silevolley Casale, la notizia della convocazione è stata liberatoria: “Tornare in forma dopo 3 mesi fuori non è stato semplice, ce l’ho messa tutta; non era affatto scontato che riuscissi a far parte del team per le Olimpiadi, c’è stata una dura selezione tra me e un mio compagno che è anche mio grandissimo amico. Ringrazio lo staff per questa possibilità: voglio dare tutto quello che ho, spero di essere all’altezza”.

    Due ragazzi di neanche 18 anni che amano la pallavolo e che ora hanno la possibilità di fare un’esperienza incredibile. Anche se ad, un occhio esterno, sembra sempre incredibile quello che fanno quando sono in campo: riuscire a giocare e a coordinarsi con la squadra senza poter udire non è cosa semplice. “Prima ancora di entrare in palestra siamo obbligati a toglierci impianti cocleari o protesi acustiche, in campo non ci sentiamo – spiega Chiara – Oltretutto a queste Deaflympics, per la prima volta, si potrà partecipare solo dopo aver superato un esame audiometrico che si fa direttamente in loco, per evitare imbrogli. I tanti raduni fatti ci hanno permesso di affinare l’intesa e di creare gli automatismi, ancora più fondamentali per i non udenti”. “Per uno schiacciatore udente, chiamare una palla ‘super’ al proprio palleggiatore per confermare la propria disponibilità ad attaccare sembra una cosa scontata – riflette Lorenzo – Per noi, nel momento in cui togliamo i nostri ausili, non lo è. Non sentiamo compagni, allenatori, pubblico. Bisogna lavorare molto sulla visione periferica, cosa alla quale siamo comunque già abituati. Dobbiamo prestare molta attenzione in generale ai movimenti attorno a noi dato che non sentiamo bene i rumori o le voci circostanti”.
    Ma quali sono le squadre più temute in questa Olimpiade? “Direi Turchia, che ci ha battuti in finale al Mondiale l’anno scorso, gli Stati Uniti e il favoritissimo Giappone” osserva Chiara. Le fa eco Lorenzo: “Nel maschile mi è stato detto che il Giappone è una delle più forti, non fanno cadere nulla in difesa. Ed è forte anche l’Ucraina: hanno molta esperienza”.

    Le due nazionali saranno in campo per la prima gara il 5 maggio, i maschi contro il Brasile e le femmine contro la Polonia. Conoscendo la passione del pubblico brasiliano per il volley, il palazzetto sarà molto caldo. Ma che cosa percepiscono i non udenti degli spettatori? “Diciamo che non sentendoli ci si perde la carica che possono darti se tifano per te, e viceversa, se tifano contro di te non te ne accorgi – sorride Lorenzo – La carica, comunque, ce la diamo tra di noi nel momento in cui entriamo in campo. Siamo come una famiglia i cui membri sanno esattamente come si sentono gli altri e sanno come aiutarti. Rafforza ancora di più il concetto di squadra”. La domanda sul pubblico ricorda a Chiara un aneddoto del Mondiale: “Nell’ultimo set della finale sono entrata e con un ace ho riportato la squadra in parità. Ricordo che dal campo vedevo gente e tricolori ovunque sugli spalti. Poi ho rivisto la registrazione della partita in tv con l’impianto e mi sono resa conto delle urla e dell’esultanza che c’erano stati in quel momento. Mi ha emozionato al punto di farmi piangere”.

    Le Deaflympics si svolgeranno dal 1° al 15 maggio. Conoscenze del volley Tre.Uno anche nel nuovo staff della Nazionale femminile: il primo allenatore Glauco Sellan, pordenonese e trevigiano d’adozione, è il coach del Cappella Fregona Sarmede.

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