Treviso-Belluno: Coppa Italia U12 Volley S3 3×3 al via. De Conti: “Formula smart per unire divertimento e sicurezza”

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    Nel week-end dell’8 e 9 maggio Fipav Treviso Belluno dà il via alla fase territoriale della Coppa Italia Under 12 Volley S3 3 vs 3, il torneo dedicato ai pallavolisti più giovani, nati tra il 2009 e il 2012. È questa la fascia di atleti che è rimasta lontana dai campi più a lungo, senza nemmeno la possibilità di allenarsi: con l’indizione da parte della Federazione Italiana Pallavolo di questo torneo di interesse nazionale, gli atleti muniti di certificato di idoneità agonistica delle squadre iscritte hanno finalmente potuto tornare in palestra per prepararsi alla competizione.

    Nel territorio trevigiano-bellunese sono 47 le squadre femminili iscritte e 8 quelle maschili. Le squadre potranno essere composte da un minimo di 3 a un massimo di 5 giocatori, con 3 atleti in campo, e verranno disputati in ogni gara 3 set fissi ai 15 punti.

    Per questa prima fase Fipav Tre.Uno ha ideato una formula particolare: “Abbiamo stutturato il torneo in 5 giornate: in ogni giornata verranno giocate sia la gara di andata che quella di ritorno, una dopo l’altra – spiega il presidente Fipav Tre.Uno Michele De Conti – Ogni squadra potrà inoltre presentare due diversi roster per ciascuna gara, così da poter utilizzare una ‘rosa’ di giovani atleti più ampia”.

    L’obiettivo, in questo periodo in cui giocare i consueti raggruppamenti con tante squadre nello stesso impianto è impensabile, è quello di far comunque passare più tempo possibile in campo a questi ragazzi: “Una gara da 3 set a 15 punti dura veramente poco: fare due gare di seguito dà la possibilità di giocare di più e venendo a contatto con un numero ristretto di persone, perché si tratterà di fatto di due soli gruppi squadra – continua De Conti – Riteniamo che questa soluzione sia più sicura: abbiamo riscontrato che alcuni genitori non hanno problemi a far allenare i figli con i compagni, ma sono reticenti a far loro giocare le partite perché lì ci sono più ‘variabili’. Far passare mezza giornata di gioco e divertimento a questi ragazzi minimizzando i rischi – non c’è nemmeno il cambio di campo – è stata la nostra priorità nello studiare la formula”.

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