Coppa di Turchia: Trofeo al Fenerbahce. Galatasaray ko 3-2. Hidalgo Oliva MVP

Coppa di Turchia: Finale (17 marzo)
Fenerbahce Istanbul (8) – Galatasaray Istanbul (3) 3-2 (25-20, 25-18, 20-25, 22-25, 15-12)
Fenerbahce: Kiyak 2, Klinkenberg 16, Batur 3, Hidalgo Oliva 31, Karasu 5, Karatas (L); Yatgin 1, Unver 0. Non entrati: Kurt, Ondes, Akdeniz, Dengin (L), Cupkovic. All: Sordyl.
Galatasaray: Keskin 3, Antonov 3, Ulu 1, Venno 24, Y. Aydin 9, Duff 12, Ayvazoglu (L); Cakir (L), Turkmen, Gok 3, Gergye 13. Non entrati: Yonet, Siratca, Minici. All: Ozbey.
MVP: Hidalgo Oliva.

MALATYA – Dall’ottavo posto al termine del girone di andata (poi quinto al termine del girone di ritorno) al successo in Coppa di Turchia. E’ questo il cammino del Fenerbahce Istanbul che dopo gli arrivi del nuovo allenatore Sordyl e soprattutto dello schiacciatore cubano (ora naturalizzato tedesco) Salvador Hidalgo Oliva ha decisamente cambiato passo. Dopo i malumori alla corte di De Giorgi e la richiesta di cessione l’ex-Jastrzebski Wegiel quest’oggi in finale si è decisamente scatenato: 31 punti, 66% di vinc. e 50% di eff. in att., 2 muri e 4 ace e l’inevitabile premio di MVP. Suo anche lo strappo decisivo in avvio di tie-break con l’ace del 4-2 ed il contrattacco del 5-2. Un gap che Batur ha implementato a muro (8-4) e che il Fenerbahce ha conservato sino al termine con Ter Maat che al 2° tentativo da posto 4 dopo un attacco out (e dunque al terzo match point) ha chiuso i giochi sul 15-12.

Dall’altra parte della rete il Galatasaray (che dopo il tour de force di questo week-end martedì sera sarà a Trento per la finale d’andata della Coppa CEV) non ha demeritato, ma non ha potuto contare sul miglior Venno (l’estone si fa sentire con 24 punti di cui 5 muri e 4 ace, ma in attacco chiude solo col 34% di vinc. ed il 18% di eff.). Gli ingressi di Gergye (55% in att. e 2 muri) e Gok per gli spenti Antonov (saldo -5 tra punti ed errori) ed Ulu hanno propiziato la rimonta sino al 2-2, ma non sono bastati per ribaltare il risultato.

Nonostante la sconfitta di Antonov c’è un pizzico d’Italia anche nella formazione vincitrice col preparatore atletico Alessandro Bracceschi.

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