Coppe Europee: Una lettera scarlatta sui club italiani. Il rinvio concesso allo Jastrzebski Wegiel diventa un “precedente” da imitare

MODENA – La frittata è fatta e servita. L’Italia della pallavolo è messa all’indice dal volley europeo che ci ha applicato addosso una appariscente e grande lettera scarlatta. Non la “A” di Hester Prynne, ma una “C” di Coronavirus.

La confederazione europea che in un primo tempo aveva deciso di far giocare la gara dei Quarti di finale di Champions League in quel di Trento, nonostante il mal di pancia polacchi dello Jastrzebski Wegiel, quando successivamente ha concesso al club polacco di estrarre dal cilindro “last minute” un alquanto provvidenziale documento medico governativo in cui si “minaccia” la quarantena alla squadra al rientro dall’Italia – cosa che avrebbe impedito loro di disputare il finale di stagione nazionale – ha dovuto fare marca indietro. Gara rinviata, non più persa a tavolino dal team polacco e precedente bello che servito a tutto il volley internazionale.

Ora per i club italiani si fa dura in Europa, più fuori campo rispetto a quanto sarebbe stato sul taraflex. E forse anche per questo dall’altra parte della rete gli avversari di tutta Europa ora potranno trarre esempio dal successo “diplomatico” dello Jastrzebski che costringerà gli uomini di Lorenzetti ad una gara di andata da recuperare in campo neutro, fuori dall’Italia. Una soluzione mortificante per il nostro Paese, che potrebbe non essere l’unica.

Basti guardare chi è ancora in corsa nelle coppe. In Champions sulla strada di Perugia per una ipotetica semifinale c’è infatti l’altra squadra polacca dello Zaksa Kedzierzyn-Kozle, per la quale si presume il governo polacco, così solerte ad “ammonire” ad hoc lo Jastrzebski Wegiel, non si può pensare lasci venire in Italia, nella verde Umbria la squadra di coach Grbic e dello schiacciatore Simone Parodi.

Ma prima ancora di tutto ciò, se la russa Dinamo Kazan non è voluta andare a Busto Arsizio nella Cev Femminile, nella gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League i russi del Fakel Novy Urengoy di Camillo Placì si impunteranno per una gara in campo neutro contro la Sir per cercare di avere un piccolo vantaggio che possa aiutarli a ribaltare il ko casalingo di mercoledì sera (1-3 per Leon e c.)?

In Cev maschile con i francesi dell’Ajaccio che dopo lo 0-3 casalingo contro una “Modena2” hanno colto la palla al balzo e detto no alla gara di ritorno in Italia (più per concentrarsi al campionato e alla loro corsa play off che per il timore sanitario) stando a indiscrezioni non ancora ufficiali si dice che il club emiliano sarà promosso in semifinale con vittoria a tavolino. Ma la musica non cambia perché Giani e il suo team nel penultimo atto del secondo trofeo continentale incrocia (dovrebbe incrociare, condizionale d’obbligo) le armi contro il Galatasaray Istanbul, formazione turca impossibilitata a venire in Italia e ad ospitare club di casa nostra essendo sigillati i voli da e per l’Italia per decisione del Governo di Erdogan.

Blocco che già nella Champions femminile ha visto coinvolte due società, Novare e Scandicci. Servirà anche qui un campo neutro.

L’Eurocup di basket per la sfida tra i turchi del Darussafaka e la Virtus Bologna ha scelto Belgrado a porte chiuse e il volley? Si va verso al ritorno alle Final Four in campo neutro? A porte chiuse per evitare i tifosi italiani?

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