Doping/Caso Polo: Il giocatore non parla. Elisabetta Curti “Medicinali non prescritti dal nostro staff”

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PIACENZA -Sulla Libertà di Piacenza di oggi Vincenzo Bosco torna sul caso della squalifica di 2 anni di Alberto Polo, centrale della Gas Sales Bluenergy.

Scrive che su indicazione degli avvocati, al momento il giocatore non rilascia dichiarazioni dopo la squalifica di due anni decisa dal Tribunale Nazionale Antidoping per essere risultato positivo a “Meldonium Idroclorotiazide – Acb – Testosterone, suo precursore (DHEA) e suoi metaboliti di origine non endogena”, al controllo antidoping in occasione di gara 2 dei play off scudetto giocata al Palabanca lo scorso 14 marzo con Trento.
Quella emessa l’altro giorno dal Tribunale Nazionale Antidoping è solamente la sentenza di primo grado. E dopo avere ricevuto le motivazioni Alberto Polo insieme ai suoi legali potrà decidere se avanzare ricorso.

La società biancorossa su questa vicenda ha tenuto sempre un profilo basso. Tre comunicati in tutto, la chiusura anticipata del contratto con il preparatore atletico De Lellis, e altre due note una all’inizio di questa vicenda, l’altra poche ore dopo la sentenza. Ieri è intervenuta anche la presidente Elisabetta Curti. “Siamo fortemente rammaricati – ha sottolineato – ma su questa vicenda c’è poco da aggiungere se non già quello detto con l’ultimo comunicato. Per evitare ogni malinteso voglio comunque precisare che la prescrizione medica dei farmaci assunti dal giocatore non è stata fatta dal nostro staff. Lo aveva precisato qualche tempo il dottor De Joannon, voglio ribadirlo come società”.

Polo è ha ancora un contratto con la società biancorossa, anche se potrà tornare a giocare solo dal 1° aprile 2023. “Gli siamo stati vicino – sottolinea Curti – e abbiamo sempre creduto fin dall’inizio nella sua buona fede. Cosa succederà ora? In questo momento non lo so, dobbiamo ancora incontrare il giocatore e parlare. Vedremo un po’ più in là cosa si può fare”.

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