Elezioni Fipav: Il documento “contributo” della Lega Femminile

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Un Presidente da Serie A

MILANO – Questo il documento contributo su cui la Lega Pallavolo Femminile Serie A giovedì ha organizzato il confronto “all’americana” tra i due candidati alla presidenza Fipav Carlo Magri e Bruno Cattaneo, chiamati entrambi a rispondere ai principali temi che stanno a cuore ai club di A1 e A2 femminile.  

ELEZIONI NUOVO PRESIDENTE FIPAV – PER UN PRESIDENTE DA SERIE A

Contributo e proposte della Lega Pallavolo Serie A Femminile

In vista del rinnovo della Presidenza Fipav del prossimo febbraio 2017 abbiamo predisposto il presente Documento quale contributo di proposte e di idee su cui chiediamo di confrontarsi ai candidati alla Presidenza Federale.

I Club della Lega Pallavolo Serie A Femminile ritengono questo un contributo doveroso e altamente positivo, basato sulla necessità di riconoscere vicendevolmente, una volta per tutte, il valore e gli obiettivi strategici perseguiti da Federazione e Lega.

La Federazione, come noto, deve promuovere la pratica della pallavolo in senso ampio, la Lega invece si prende cura degli interessi comuni alle Società di vertice nella gestione, su delega della Federazione stessa, dei Campionati e degli eventi della massima Serie. Noi crediamo nella complementarietà di ruoli che vorremmo esplicitare in un confronto propositivo con i candidati alla prossima Presidenza della Federazione. D’altro canto la Lega promuove il volley per realizzare quanto necessario al consolidamento dell’immagine della Pallavolo femminile di vertice in Italia nei rapporti con il mondo delle imprese e dei media. La Federazione altresì promuove in senso più ampio e con aiuti pubblici la pratica dello sport della Pallavolo.

In questi anni il lavoro svolto dalla Lega Femminile è stato orientato a risanare un movimento e ad aumentarne la credibilità. Negli anni passati c’era più precarietà e c’erano meno garanzie sia per gli investitori, sia per i diretti protagonisti, cioè atlete e tecnici.

Oggi possiamo dire che il movimento cresce nei numeri (il 75% dei tesserati Fipav è donna) e nella qualità degli investimenti.

Infine ci gratifica oltremodo il nuovo corso della FIVB che per gli investimenti dei prossimi 8 anni, come dichiarato all’ultimo Congresso mondiale, ha identificato come core business il settore femminile.

Le nostre proposte

1. Rapporti con CEV e FIVB per la gestione dei calendari e delle attività. Noi richiediamo un’attenzione maggiore per le attività dei Club da parte della Fipav e dei suoi interlocutori per le attività internazionali. Le Società aderenti al Consorzio sono il motore della Pallavolo nel nostro territorio e spesso rappresentano anche l’unica entrata per le atlete che svolgono questa attività. Una maggiore attenzione agli sforzi e una condivisione in sede di produzione dei calendari internazionali deve essere garantita non solo per regolamento, ma anche per condivisione di obiettivi. La nostra proposta è di attivare assieme a Fipav un tavolo di lavoro che coinvolga altre Leghe o Federazioni Nazionali (Turchia, Russia, Polonia, Brasile, Cina etc.), per una proposta congiunta a CEV e FIVB che comprenda alcuni temi quali il Calendario degli eventi, il rispetto per l’attività delle atlete, i contratti con le Federazioni Nazionali, l’alternanza delle attività di club e delle nazionali etc.

2. Convenzione Fipav – Lega Pallavolo Serie A Femminile. Negli ultimi anni, differentemente da quello che accade per altre Leghe, la durata della Convenzione che norma i rapporti tra le due realtà ha avuto sempre una durata variabile, arrivando addirittura ad essere ridotta praticamente ad un anno, come per il vigente accordo sottoscritto nell’aprile 2016. Si richiede dunque di stipulare un accordo di almeno quattro anni per consentire alla Lega ed alle Società aderenti al Consorzio una programmazione e una progettazione sempre più professionale e con tempi definiti.

3. Rapporti con settore tecnico delle squadre Nazionali. Per una sempre più fattiva collaborazione tra la Lega e la Federazione proponiamo l’istituzione di una figura di collegamento tra la Fipav e le Società di Lega per verificare e valutare periodicamente le atlete di interesse nazionale in attività con i Club. E’ fondamentale che, come succede per alcune Federazioni straniere, una figura tecnica, ad esempio il capo allenatore della squadra nazionale o un suo delegato, si rapporti periodicamente con le strutture tecniche dei vari Club coinvolti a diverso titolo con atlete di interesse nazionale (Nazionale A, Nazionale juniores o pre-juniores) per condividere la programmazione e la definizione di attività. Questa figura dovrà inoltre, con il supporto dello staff sanitario delle Squadre Nazionali, rapportarsi con i Club e con i loro Staff sanitari per la condivisione dei protocolli di recupero da infortuni, gestione dei tempi di riabilitazione, gestione dei periodi di riposo etc.

4. Rapporto Società-Atlete. Proponiamo di istituire un gruppo di lavoro con la Federazione per promuovere una proposta migliorativa alla legge 91 che contenga anche una maggior tutela alle atlete, in considerazione della loro attività e che possa venire loro riconosciuto uno status di lavoratrici autonome ed una corrispondente posizione previdenziale.

5. Club Italia: programmazione. Richiediamo un maggior coinvolgimento da parte di Fipav in fase di programmazione del Club Italia. Questo aspetto è fondamentale per la tutela delle Società aderenti al Consorzio e per consentire al Club Italia non solo di partecipare ad un Campionato di massimo livello, ma di poterlo fare con adeguate garanzie tecniche. Il livello del team Club Italia impatta notevolmente sulla stagione di tutti gli altri team sia dal punto di vista tecnico che commerciale. A tal proposito si chiede di partecipare con un gruppo di lavoro fin dalla prossima riunione-programmazione dell’attività delle squadre nazionali che fanno riferimento al Club Italia.

6. Numero straniere nei Campionati di Serie A. Anche con riferimento ai punti 3, 4 e 5 si chiede che fintanto che ci sarà la preziosa esperienza del Club Italia nella Serie A, siano confermate per la A1 un massimo di 4 straniere in campo e per la A2 un massimo di 2 straniere. Questo in considerazione del fatto che il Club Italia nasce proprio per dare modo alle più promettenti giovani atlete italiane di crescere misurandosi nei Campionati di vertice. Esperienza unica a livello mondiale realizzata grazie alla disponibilità dei Club di serie A. Inoltre si propone una ridefinizione della distribuzione dei visti per atlete extra comunitari e chiarendo il numero di licenze e la validità per le atlete più giovani. Siamo contrari alla proposta di limitare dalla stagione 2017/18 il tesseramento a massimo due atlete straniere provenienti dalla stessa Federazione. Tale norma era in vigore fino alla stagione 2013/14, per il solo settore femminile, poi abolita considerata la sua inopportunità in un mercato libero. Non si comprende il principio della sua reintroduzione dalla prossima stagione.

7. Numero di giocatrici Italiane. Fatta salva la libertà di utilizzare un numero di straniere determinato, proponiamo un sistema virtuoso per favorire chi utilizza il maggior numero di giocatrici italiane. Ad esempio: i Club di A1 che fanno giocare sempre 5 giocatrici Italiane su 7 verranno premiate con un contributo equivalente al pagamento del 75% delle tasse gara. I Club di A2 che faranno giocare sempre 7 italiane su 7 verranno anch’esse premiate con un contributo pari al 100% delle tasse gara.

8. Numero Club nel Campionato di A2. Noi riteniamo che almeno per le prossime due Stagioni si debba congelare la pianificazione Fipav per portare dal Campionato 2017-2018 la Serie A2 a 20 squadre e si debba rimanere con la serie A2 a girone unico a 14 squadre. L’impostazione data dalla Lega Femminile sul rigore dei bilanci delle società di Serie A, la realtà esistente delle squadre attualmente in serie A2 e l’analisi dei costi e dei benefici confermano che si è intrapreso un percorso virtuoso che ha portato un maggiore interesse dei media e degli sponsor e un aumento del pubblico. Abbiamo ulteriormente la convinzione che siano necessarie almeno un paio di stagioni di assestamento dell’attuale composizione dei due massimi Campionati per evitare che si generino troppe rinunce da parte delle neo promosse e un conseguente impoverimento tecnico dei Campionati, con un forte rischio di diminuzione di interesse generale al nostro movimento (si veda in questo caso il Documento della Lega Serie A Femminile allegato al verbale del Consiglio Federale del 10 giugno 2016).

9. Assicurazione su infortuni. Noi proponiamo di rendere obbligatoria la stipula di una polizza infortuni a favore dei Club o delle Atlete di interesse nazionale sotto contratto per i Club durante il periodo di attività con le Squadre nazionali.

10. Limite di età. Il limite di età over 29 anni previsto per le Atlete della A2 sta diventando anacronistico e contro producente. In un sistema Paese, in cui l’età anagrafica delle donne e soprattutto delle atlete sta crescendo rispetto a solo 15 anni or sono, la limitazione del numero di over 29 crea problemi reali, etici e discriminatori. In un paese dove l’età della maternità si sta allungando oltre i 30, l’età della pensione femminile ha superato i 65 anni, troviamo anacronistico che si debba impedire per regolamento ad una 30enne di giocare in una certa categoria. Anche in questo caso proponiamo una premialità ai virtuosi invece che una punizione ai rei.

11.Video Check: addetti al Video Check. Noi riteniamo positivo l’utilizzo del Video Check nel Campionato di serie A1. Tuttavia si è riscontrato che la maggior parte dei ritardi e degli errori nell’impiego del Video Check sono da imputare alla scarsa preparazione ed esperienza degli arbitri addetti al Video Check. La figura dell’arbitro addetto al Video Check deve diventare un ruolo specifico nel settore arbitrale fondamentale come e quanto il primo ed il secondo arbitro. Si propone quindi una figura dedicata e non a rotazione con gli arbitri di Serie B per consentire una valutazione specifica da parte del settore arbitrale e un maggior impiego. Come in tante attività, solamente la pratica, l’allenamento e, nel caso specifico, la continuità dell’utilizzo del mezzo possono fare crescere gli addetti al Video Check ed evitare interpretazioni errate e soprattutto ritardi esagerati.

12.Implementazione Video Check in A2. Noi siamo contrari all’introduzione del Video Check in A2 almeno per i prossimi due Campionati. Velocità di gioco e livello tecnico consentono agli arbitri di non utilizzare il Video Check e di poter in questo senso fare un’esperienza completa per la loro carriera e attività futura di vertice.

13.Arbitri: formazione e impiego. Il Video Check non deve sostituire gli arbitri, ma deve essere un aiuto ai direttori di gara. Ci stiamo rendendo conto della involuzione tecnica di alcuni direttori di gara generata a nostro avviso dalla de-responsabilizzazione di decisioni causate dalla presenza del Video Check. Alcuni dati del solo girone d’andata possono testimoniare quanto affermiamo: il 50% delle chiamate di Video Check per il tocco a muro si conclude con un ribaltamento della decisione arbitrale. Questo aspetto, secondo il nostro parere, è dovuto a una incolpevole e inconsapevole disattenzione da parte dei due arbitri a causa di un alibi chiamato Video Check. La proposta in tal senso è di rivedere ed implementare la formazione tecnica degli arbitri alla luce delle nuove tecnologie. Ci facciamo parte diligente con i nostri Club per mettere a disposizione del Settore Arbitri e della sua struttura di formazione statistiche, immagini, competenze e valutazioni soggettive. Ultimo aspetto: la differenza prevista dalle norme federali riguardante il rimborso degli arbitri per le gare del settore femminile inferiore rispetto a quello maschile. Riteniamo che si tratti di una dimenticanza o di una inerzia non voluta, ma sosteniamo il pieno diritto di equiparazione alla Serie A1 maschile del rimborso ai direttori di gara impegnati nelle gare di Serie A1 Femminile.

14. Collaborazione per manifestazioni organizzate dalla Lega e Club di Serie A. Abbiamo riscontrato come molto spesso le nostre giovani atlete e atleti abbiano difficoltà ad assistere alle partite di Serie A a causa dell’attività contemporanea delle squadre giovanili sul territorio. Così facendo, privano questi giovani atlete/atleti della possibilità di crescita agonistica e sportiva costituita dagli eventi di vertice della Pallavolo Femminile. Si chiede alla Fipav una maggiore collaborazione territoriale per spostamenti di partite provinciali e/o regionali in concomitanza di gare di Campionato, Coppa Italia e Supercoppa.

15.Per un nuovo rapporto, propositivo e costruttivo, tra Fipav e i Club di Serie A. L’occasione del Congresso Fipav dimostra nuovamente come i Club di Serie A, femminili e maschili, non abbiano alcun peso specifico in termini di voti come invece noi riteniamo sarebbe giusto riconoscere a Società, finanziate interamente da privati, che promuovono il Volley a 360° indipendentemente dal numero di squadre con il medesimo codice nei Campionati giovanili. In questo senso proponiamo alla Fipav una doverosa revisione dello Statuto e della determinazione dei voti relativi assegnati alle singole Società, considerando ad esempio anche i titoli nazionali ed internazionali conseguiti da una Società (ad esempio Campione d’Europa e Campione d’Italia). Inoltre, proprio per sviluppare una fattiva collaborazione, proponiamo di costituire un tavolo tecnico permanente, tra la Federazione e le due Leghe maggiori, per la condivisione di decisioni sui temi di interesse comune relativi a: tesseramento, calendari, rapporti con CEV e FIVB su transfer e competizioni internazionali, tasse gara, regolamenti specifici, etc.

15 bis. Partecipazione delle Leghe in Consiglio Federale su temi di interesse. Chiediamo che, obbligatoriamente, la FIPAV convochi le Leghe femminile e maschile in Consiglio Federale se all’ordine del giorno vi sono temi di interesse comune, come elencati a titolo non esaustivo al punto 15: tesseramento, calendari, rapporti con CEV e FIVB su transfer e competizioni internazionali, tasse gara, regolamenti specifici, etc.

Milano, 12 gennaio 2017

Lega Pallavolo Serie A Femminile
Agil Volley ssdrl – Igor Gorgonzola Novara
A.S. D. Volley Millenium Brescia
Azzurra Volley San Casciano – Il Bisonte Firenze
Imoco Volley Conegliano ssdrl
Futura Volley ssdrl – Unet Yamamay Busto Arsizio
Lilliput Pallavolo ssdarl – Lilliput Settimo Torinese
Neruda Volley ssdrl – Sudtirol Bolzano
Pallavolo Mondovì ssdarl – LPM Pallavolo Mondovì
Pallavolo Scandicci Savino del Bene ssdrl
Polisportiva A. Consolini asd – Battistelli San Giovanni in Marignano
Polisportiva Cisterna 88 ssdarl – Omia Volley Cisterna
Polisportiva Filottrano Pallavolo ssdrl – Lardini Filottrano
Promoball V.B. F. ssdrl – Metalleghe Montichiari
Pro Victoria Pallavolo srl – Saugella Team Monza
River Volley ssdrl – Liu Jo Nordmeccanica Modena
Robursport ssd – Mycicero Volley Pesaro
Sab Volley ssdrl – Sab Grima Legnano
S.S.D.arl Chieri ’76 Volleyball – Fenera Chieri ‘76
Trentino Rosa srl – Delta Informatica Trentino
VBC Pallavolo Rosa ssdrl – Pomì Casalmaggiore
Volalto Caserta ssdrl
Volley Bergamo ssdrl – Foppapedretti
Volley Hermaea Olbia – Entu Olbia
Volley Nike srl – Golem Volley Palmi
Volley Soverato srl.

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