Elezioni Fipav: Domenica l’Assemblea. Come si vota. A Magri serve il 55%

Cattaneo vs Magri

RIMINI –  Tempo di assemblea federale domani a Rimini.

Ecco come si vota: Le società ad avere diritto al voto sono 3839, per un totale di 22871 voti potenziali. Ad avere diritto al voto saranno le società, i rappresentanti atleti e i rappresentanti tecnici delle società, le società voteranno tramite presidente o dirigente e potranno presentare deleghe fino a un massimo di dieci società, tutte in ambito regionale, mentre i rappresentanti tecnici ed atleti potranno presentare fino a un massimo di tre deleghe, sempre in ambito regionale.

I delegati che rappresentano le società voteranno per il presidente, per i vicepresidenti, il presidente dei revisori dei conti esprimendo il 70% dei voti complessivi e il 100% per i consiglieri federali.

I delegati che rappresentano gli atleti voteranno per il presidente, per i vicepresidenti, il presidente dei revisori dei conti esprimendo il 20% dei voti della propria società, mentre per il rappresentante della loro categoria potranno esprimere oltre ai loro voti anche quelli delle deleghe ricevute.

I delegati che rappresentano i tecnici voteranno per il presidente, per i vicepresidenti, il presidente dei revisori dei conti esprimendo il 10% dei voti della propria società, mentre per il rappresentante della loro categoria potranno esprimere oltre ai loro voti anche quelli delle deleghe ricevute.

All’Assemblea parteciperanno senza diritto di voto il Consiglio Federale uscente, compreso il collegio dei revisori dei conti, i presidenti dei CR e CT da poco eletti.

Per le cariche di vicepresidente, consigliere, presidente del collegio dei revisori dei conti, rappresentanti atleti e tecnici sono eletti i candidati col maggior numero di voti.

Per quanto riguarda il presidente federale invece lo statuto (Art.41) prevede che:

Il Presidente Federale dura in carica quattro anni e può essere consecutivamente rieletto alla medesima carica per una sola volta. È consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie.

Inoltre, per l’elezione successiva a due o più mandati consecutivi (è il caso di Carlo Magri, in carica dal 1995!) , il Presidente uscente ricandidato viene confermato qualora raggiunga una maggioranza non inferiore al 55% per cento dei voti validamente espressi.

Nell’ipotesi in cui il Presidente uscente non raggiunga alla prima votazione il quorum del 55% per cento dei voti validamente espressi, ed in presenza di almeno altri due candidati, verrà effettuata contestualmente una nuova votazione, alla quale il Presidente uscente non potrà concorrere, salvo il caso in cui abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. In caso diverso, si dovrà celebrare una nuova Assemblea a cui il Presidente uscente non potrà candidarsi.

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