Fallo di rotazione… Il caso Firenze-Conegliano, cosa è successo e cosa dice il regolamento

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Santarelli mostra il fallo di rotazione al secondo arbitro Rolla con il tablet

MODENA – Caso curioso quello accaduto al Palazzo Wanny a inizio quarto set della sfida tra Firenze e Conegliano. Curioso perché raro da vedere, specialmente a questi livelli, in un’epoca di referto elettronico e programmi di statistiche dei vari scout, a cui non sfugge nulla.
Cosa è accaduto? Sul punteggio di 2-2, batte Conegliano e Firenze si trova in P4. Lo scambio lo vincono le padrone di casa (punteggio diventa 3-2), ma invece di andare al servizio con Van Gestel (che nell’azione precedente da formazione è in zona 2, quindi ruotando sarebbe toccato a lei servire), alla linea dei nove metri si presenta Nwakalor (che era in zona 1 e quindi si sarebbe dovuta spostare in zona 6).
Ma nessuno dice nulla, si gioca l’azione normalmente, Plummer tira fuori la pipe, punto assegnato a Firenze (4-2). Si ripresenta Nwakalor al servizio (che comunque sbaglia) e solo a questo punto intervengono dal tavolo del segnapunti per evidenziare che qualcosa non quadra. Conciliabolo di svariati minuti tra secondo arbitro, refertista, entrambi i tecnici e capitane. Santarelli tira fuori un tablet per ricostruire tutta la dinamica.
Si ripartirà con Conegliano in battuta sul punteggio di 3 pari, e Firenze in P3 (quindi con Van Gestel in zona 1, come se avesse appena battuto).

Il momento del servizio di Nwakalor

In pratica, perché di questa decisione? Il regolamento prevede infatti che nel caso di fallo di rotazione (cioè un giocatore batte al posto di quello previsto, non seguendo il naturale corso delle rotazioni) viene fischiato fallo e l’azione invalidata. Anche in caso retroattivo, come successo a Firenze.

Stralcio del regolamento ufficiale Fipav:
7.7.1.1 “se il fallo di rotazione è rilevato solo dopo il completamento dell’azione iniziata con esso, alla squadra avversaria viene attribuito un unico punto, indipendentemente dall’esito dell’azione”.
L’azione iniziata con la battuta di Nwakalor e terminata con l’attacco out di Plummer non è quindi mai esistita. Perché non appena la giocatrice fiorentina ha messo in gioco il pallone Firenze è occorsa nel fallo di rotazione. Per questo è stato tolto un punto a Firenze e assegnato a Conegliano, ripartendo da 3-3 e non da 4-2.
L’aspetto che rimane curioso è il “ritardo” di un’azione nello scoprire l’errore. Non tanto del tavolo del segnapunti, quanto dalle protagoniste in campo e dagli staff. O meglio, Firenze forse se ne era accorta e quindi ha glissato. Ma tra gli ospiti le proteste non sono pervenute subito. Soltanto dopo che Nwakalor ha effettuato il suo secondo servizio Santarelli si è avvicinato al secondo arbitro per segnalare l’infrazione.

Il secondo arbitro chiarisce con coach Bellano

Cosa accadrebbe se non ci si accorge immediatamente dell’errore? – A Firenze l’intervento del tavolo del segnapunti è stato comunque abbastanza tempestivo e, come detto, i moderni programmi di rilevamento statistico tengono conto delle rotazioni e quindi automaticamente “seguono” l’andamento del set anche in questo senso. Comunque il regolamento recita quanto segue:
7.7.2 “Inoltre, il segnapunti deve determinare il momento esatto in cui è stato commesso il fallo e tutti i punti realizzati dalla squadra in fallo successivamente all’errore devono essere annullati. I punti conseguiti dalla squadra avversa sono mantenuti. Se questo momento non può essere determinato, non si procede all’annullamento di punti ed un punto ed il servizio all’avversaria è la sola sanzione da adottare”. 
In pratica, se nessuno si fosse accorto del fallo di rotazione si sarebbe andati avanti normalmente fin quando non sarebbe stata rilevata l’infrazione. Se per ipotesi il punteggio fosse stato di 7-5 per Firenze e solo in quel momento gli arbitri si fossero accorti del fallo di rotazione delle toscane, Firenze sarebbe stata declassata a 3 punti (quelli che aveva al momento del fattaccio) mentre Conegliano avrebbe mantenuto i suoi 5. Ma se gli arbitri non fossero in grado di stabilire quando la squadra ha commesso il fallo di rotazione, allora non c’è l’annullamento dei punti.

Quasi trent’anni. Situazione simile, ma senza tecnologia.. – Tempo addietro, senza gli strumenti tecnologici attuali, questi errori erano un po’ più frequenti ma soprattutto non si avevano mezzi per trovare il momento in cui una squadra commetteva il fallo di rotazione. Santarelli ha portato come “prova” il tablet che è collegato con la telecamera delle riprese tecniche che ogni squadra appronta e quindi registra la partita, è bastato un rewind. Tanti anni fa queste potenzialità non esistevano.
Non un fallo di rotazione, ma un errore al referto tanti anni fa portò ad una situazione paradossale ai limiti del grottesco, addirittura in una semifinale di World League. L’anno era il 1993, la Final Four a San Paolo in Brasile.
Russia e Cuba si sfidano per un posto nella finalissima dopo che nella prima semifinale il Brasile aveva appena superato l’Italia di Velasco.
I russi sono avanti un set a zero. Sul 13 pari (c’era il cambiopalla, si arrivava ancora a 15) viene attribuito per sbaglio un punto in più ai russi. Cuba reclama ma il set continua e finisce 16-14 per la Russia. Parte il terzo set, si arriva addirittura fino al 14-9 sempre per la Russia (che non sfruttano due match ball) quando l’allora presidente Fivb Ruben Acosta fa sospendere la partita. Dopo quindici minuti la decisione: si riparte dal 13 pari del secondo set!
In pratica, sfruttando per la prima volta un filmato televisivo per trovare la prova dell’errore, fu annullata una parte di partita. Chiaramente i tempi non erano ancora maturi per tablet e similari, si impiegò più di un set per venire a capo della magagna. Per la cronaca la spuntarono comunque i russi, che vinsero quel secondo set incriminato, persero poi il terzo per vincere il quarto e presentarsi (molto più stanchi) alla finale dell’indomani contro il Brasile.

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