Fipav: Come cresce il Centro Federale Pavesi

MILANO – Con un articolato documento l’ex presidente del CR Lombardia Adriano Pucci Mossotti ha presentato presente e, soprattutto, il futuro del Centro Federale Pavesi, un fiore all’occhiello del movimento pallavolistico italiano tutto. 

Cari amici,
in allegato troverete una panoramica del Centro Federale Pavesi, che vi consentirà di avere lo “stato dell’arte” di questa importante realizzazione della nostra Federazione.
Il Centro è un patrimonio di tutti e ho ritenuto doveroso informarvi di quanto è stato fatto e di quello che è in cantiere.
Un caro saluto.
Adriano Pucci Mossotti

La pallavolo è sempre stata la mia grande passione. Per più di 40 anni ho avuto la possibilità di conciliare i miei impegni di lavoro, il più importante e duraturo in Olivetti dove ho svolto un percorso manageriale che mi ha molto impegnato, con quelli, altrettanto onerosi, ma ricchissimi di soddisfazioni, in ambito sportivo. Per questo devo dire grazie alla mia famiglia e soprattutto a mia moglie Elisabetta, che mi ha sempre supportato e sopportato! In tutti questi anni svolti a servizio del volley milanese, lombardo e nazionale ho avuto un grande sogno: dare alla pallavolo, lo sport che amo, una casa dove poter svolgere al meglio l’attività agonistica, organizzarne la gestione a livello federale, avvicinare nuovi appassionati e rendere disponibili spazi idonei e funzionali per la pratica. Nel 2000, con l’inizio del terzo millennio, l’opportunità tanto attesa e cercata ha iniziato a prendere forma. Il Centro Pavesi di via De Lemene – di proprietà del Comune di Milano – era, all’epoca, un impianto desueto e completamente da riqualificare. In realtà era già, nelle mie intenzioni, il luogo ideale per costruire quel Centro Federale della Fipav che oggi ogni altra Federazione ci invidia. I primi colloqui e le prime esplorazioni fatte con la struttura della Federazione Italiana Pallavolo non furono positivi e nemmeno facili. L’iniziativa appariva, sulla carta, irrealizzabile e fuori portata sia sotto l’aspetto economico sia soprattutto logistico e organizzativo. Carlo Magri, all’epoca Presidente federale, si lasciò però convincere dalla mia passione e condivise quel sogno che, insieme, pensammo potesse trasformarsi in realtà. Ci abbiamo creduto, tutti, e siamo così partiti con un progetto adeguato al nostro sport, che consentisse di dare una casa alla pallavolo, con uno spirito che ha sempre contraddistinto l’intera iniziativa: tenere i piedi ben saldi per terra e ragionare su azioni raggiungibili, sostenibili da un punto di vista economico, finanziario e sportivo. La richiesta del Comune di Milano, che immediatamente sposammo, fu che il “Pavesi” dovesse essere, una volta ristrutturato, aperto al territorio, punto di riferimento per il quartiere e la zona nord-ovest della città e per altre discipline sportive. Non una “Torre d’Avorio” esclusiva, ma piuttosto un luogo inclusivo per molti. Su questa idea ho raccolto molte eccellenze professionali che entusiasticamente hanno dato il loro contributo alla realizzazione del progetto. Dopo una serrata contrattazione con il Comune di Milano per la parte contrattuale, durata cinque anni, sono stati reperiti i finanziamenti necessari e si è potuto approntare un Bando di Gara europeo, gestito integralmente dalla Fipav, che ha portato all’assegnazione all’impresa che si è occupata della costruzione. I tempi previsti sono stati rispettati, non ci sono stati ricorsi e lungaggini burocratiche e, addirittura, siamo riusciti a spuntare qualche risparmio in corso d’opera. Costruire non è semplice, spesso però il difficile arriva ad opera realizzata. Occorreva infatti far partire una gestione efficace ed efficiente che permettesse al Centro Federale Pavesi di mantenersi e di contribuire, autonomamente, al pagamento del mutuo contratto con l’Istituto del Credito Sportivo. È stata questa la fase dove il Comitato Regionale della Lombardia della Fipav che all’epoca presiedevo, si è speso con tutte le proprie risorse umane e con il prezioso contributo dei Consiglieri federali della nostra regione. Per poter realizzare una gestione il più manageriale possibile la Fipav ha deciso di costituire una società SRL – a totale capitale federale – della quale sono stati nominato Amministratore Delegato, incarico che tutt’ora svolgo, coadiuvato da un CDA che ha avuto come presidenti prima Bruno Cattaneo e quindi Francesco Apostoli. Contro ogni pronostico, che in ambito sportivo si fanno spesso e volentieri, questa gestione ha funzionato egregiamente e invece dei sei mesi di sopravvivenza che qualcuno aveva pronosticato per noi, oggi, al termine di questo tormentato e difficile 2020, il Centro Pavesi è un’azienda che naviga in acque agitate ma con la barra del timone ben dritta verso la destinazione finale.

Oggi il Centro Pavesi è davvero la casa della pallavolo italiana. Ospita il Club Italia femminile, che qui, in un impianto da 1.000 posti con tutti i servizi necessari, trova un luogo idoneo a svolgere l’attività di eccellenza. Si propone come riferimento per le società sportive e per i singoli appassionati e praticanti delle svariate discipline che si possono praticare. E ancora dispone di una foresteria, di un ristorante e di sale riunioni, oltre ad essere la sede del Comitato Regionale della Lombardia della Fipav. Ma il sogno non si è fermato e con lui il progetto.
In questi giorni è infatti terminato l’iter autorizzativo per la costruzione di un nuovo edificio che andrà a sostituire quello fronte strada, ultimo retaggio del vecchio impianto arrivato alla fine del suo percorso. La nuova “ala” del Centro Pavesi prevede un ampliamento della foresteria e la realizzazione di un centro medico. Confido nell’inizio dei lavori già nel 2021 per completare la riqualificazione dell’impianto a beneficio della pallavolo, del Comune di Milano tutt’ora proprietario della struttura, dei cittadini e della città. Oggi il Centro Pavesi impiega 15 dipendenti, tutti regolarmente assunti, che ne garantiscono il funzionamento con professionalità e senso di appartenenza. Mi piace sottolineare, a scanso di facili strumentalizzazioni, che tutto il CDA opera probono, e mette a disposizione le proprie professionalità e il proprio tempo con tanta passione e impegno. Personalmente sento di aver dato molto a questo progetto. Così come hanno fatto tutte le persone che si sono avvicendate nel darmi supporto e tutti coloro i quali attualmente ne garantiscono l’operatività. Il Centro Pavesi non è di qualcuno. È di tutti. È della pallavolo. E della pallavolo e della sua struttura, dei suoi tesserati, dei suoi dirigenti e società ha bisogno per poter funzionare al meglio e continuare ad essere un vanto per la Fipav ed esempio unico nel panorama sportivo italiano.

IL PROGETTO DI AMPLIAMENTO

Il progetto prevede la riqualificazione della palazzina prospiciente via De Lemene, attualmente inserita nella struttura del Centro Pavesi Fipav.
La volontà è quella di proseguire nell’ammodernamento della struttura prevedendo un ampliamento dei servizi a supporto alle attività sportive sviluppate sia nell’ambito agonistico/dilettantistico che amatoriale.

Si è quindi deciso di proporre una riqualificazione dell’edificio che attualmente ospita gli spogliatoi del calcio e del tennis e relativi magazzini, sostituendolo con una struttura adeguata per dimensionamento e funzionalità, che si confronti con l’esistente foresteria e valorizzi l’intero impianto sportivo, prevedendo anche una parte ricettiva a servizio delle attività sportive.
È previsto inoltre un centro medico sportivo, attrezzato con punto di soccorso, con annessi ambulatori e sale fisioterapiche a servizio delle società sportive e degli utenti del centro, oltre che in generale ai tesserati di tutte le discipline sportive e al territorio.
L’edificio prevede inoltre la realizzazione di attrezzature accessorie quali nuovi spogliatoi e servizi per calcio e tennis.
Il nuovo edificio diventerà l’ingresso principale del Centro Pavesi, ed entrerà in sinergia con la palazzina retrostante, accompagnando l’utente verso le varie zone della struttura.
La nuova costruzione si sviluppa su quattro livelli fuori terra oltre un livello interrato, prevedendo le seguenti funzioni:
Piano -1:
• spogliatoi calcio 274 m2;
• magazzini 62 m2;
Piano 0:
• zona ingresso reception 105 m2;
• zona uffici 83 m2;
• centro medico 162 m2;
• spogliatoi tennis 88 m2;
Piani 1, 2, 3:
• n° 24 camere doppie con relativi servizi 840 m2;
• spazi accessori e disimpegni per 534 m2.

 

 

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