Fipav: La lettera del presidente Cattaneo al Coni sulla riapertura delle palestre scolastiche

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I presidenti Cattaneo e Malagò
I presidenti Cattaneo e Malagò

ROMA – Il Presidente federale Pietro Bruno Cattaneo ha inviato oggi al presidente del Coni Giovanni Malagò un documento nel quale si pone l’attenzione sull’attuale problema della riapertura delle palestre scolastiche per la ripartenza dell’attività sportiva.   
    
Nella lettera, frutto anche dell’importante lavoro dei comitati regionali e territoriali Fipav, viene lanciato un grido d’allarme e al tempo stesso vengono proposte diverse soluzioni per superare questa grande problematica, che non riguarda solo la pallavolo, ma bensì tutto lo sport italiano.

Proprio in questo senso il presidente Cattaneo e il Consiglio Federale hanno fortemente voluto coinvolgere il presidente Giovanni Malagò, riconoscendo al CONI la leadership nella gestione del dialogo con le istituzioni governative.   

LA LETTERA

Caro Presidente, caro Giovanni,

quella che mi accingo a scrivere non e una semplice lettera istituzionale da Presidente di federazione a Presidente del CONI, bensì una nota che scrivo sì di mio pugno in qualità di Presidente della Federazione Italiana Pallavolo, ma con me scrivono i 2 Vice Presidenti federali, i 10 Consiglieri Federali, i 21 Presidenti dei Comitati Regionali, i 67 Presidenti dei Comitati Territoriali e soprattutto le quasi 4300 società e i 407.000 tesserati, che nel corso di incontri svoltisi negli ultimi giorni, all’unisono hanno espresso la viva e profonda preoccupazione rispetto allo scenario che si potrebbe prospettare nei prossimi mesi nella gestione della ripartenza del movimento pallavolistico, puntando il focus sull’eventualità di un non possibile utilizzo delle palestre scolastiche. Per la pallavolo, sport indoor più praticato in Italia – come ben ricorderai caro Giovanni – la scuola e sempre stata un partner ideale con cui stringere un patto educativo e formativo tale che proprio nelle palestre scolastiche si può dire che sono state, e lo sono tuttora gettate, le basi di un movimento che non ha uguali nel nostro Paese, per numeri e risultati.

Questo grido di allarme, non vuole pero essere fine a stesso e soprattutto rimanere al livello di semplici proclami e slogan, ma con la concretezza e la praticità che da sempre contraddistingue i movimento che mi onoro di rappresentare, portare fin da subito proposte tangibili di intervento a più livelli per far si che il “terribile COVID 19” che tanto dolore e disorientamento ha portato in questi ultimi mesi, mettendo a nudo problematiche note da anni, sistematicamente rinviate, oggi possa diventare una opportunità per risolvere le stesse e soprattutto creare un sistema meglio organizzato e più fruibile dai nostri ragazzi e dalle loro famiglie.

Entriamo dunque nel vivo del problema: ad oggi, a fronte del silenzio da parte del MIUR, si registra l’invio da parte di molti dirigenti scolastici di comunicazioni con cui informano le nostre Società del diniego all’utilizzo delle palestre, sicuramente fino al mese di dicembre 2020, se non per tutto il prossimo anno scolastico, diniego disposto dai Consigli d’Istituto. Risulta evidente che a fronte di una percentuale che oscilla tra il 70% e I’80% dell’intera attività federale svolta all’interno delle palestre scolastiche, l’ipotizzata diffusione di tali decisioni comprometterebbe ogni iniziativa tesa alla ripresa delle attività e, conseguentemente, impedirebbe la pratica della pallavolo a livello nazionale.

Tale situazione richiede un pronto e forte intervento nei confronti dell’Autorità di Governo dal momento che si tratta di una problematica da affrontare, senza se e senza ma, su scala nazionale, da non lasciare in balia di decisioni localistiche, rimesse ai rapporti personali instaurati a qualsiasi livello sul territorio, chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di concertazione e confronto diretto con i Ministri competenti (Sport, Pubblica Istruzione e Salute), riducendo al massimo il rischio di compromettere la tenuta dell’intero sistema sportivo dilettantistico e, quindi non solo pallavolistico.

Se e vero che una delle priorità per l’intero paese consista nella riapertura delle scuole, per garantire il diritto allo studio, ciò non può permettere che venga offuscato il diritto al movimento e allo sport, con il suo ruolo fondamentale nella formazione delle giovani generazioni.

Tutto questo, naturalmente senza voler diminuire di significato quanto fatto fino ad oggi dal Governo ed in particolare dal Ministro per lo Sport con provvedimenti che hanno inciso favorevolmente rispetto alla sostenibilità economica dello sport di base (“mutui light”, contributi a fondo perduto, bonus per i collaboratori sportivi per citare solo i principali), ma è forte il rischio di trovarsi di fronte alla inimmaginabile condizione di dover dichiarare l’inutilità di qualsiasi strumento economico rispetto al problema principale rappresentato dalla indisponibilità degli impianti.

In buona sostanza il rischio é rappresentato dal fatto che le associazioni sportive, di pallavolo e non solo, possano venire a trovarsi nella concreta impossibilita di svolgere l’attività sportiva e che a causa di ciò, milioni di persone cessino inesorabilmente di fare sport.

Quali dunque gli argomenti di confronto e soprattutto quali le proposte concrete che il movimento pallavolistico vorrebbe mettere in campo ai diversi livelli:

  1. Proposta di modifica legislativa in materia di:
    a. “Responsabilita’ a tutela e dei dirigenti scolastici e dei Presidenti di societa:
    b. Utilizzo impianti scolastici (Legge 15 marzo 1997, n° 59 art. 21 AUTONOMIA SCOLASTICA; Legge 27 dicembre 2002 n° 289; Digs 16 aprile 1994 n°297).
  2. Rafforzamento degli ambiti di collaborazione con gli istituti scolastici: argomento non estraneo rispetto alla prospettiva federale e che s’inserisce nel solco già tracciato da anni con le iniziative organizzate nell’ambito del VolleyS3 (“GiocaVolleyS3… in sicurezza” che ha visto la partecipazione di circa 100mila studenti), o con l’impiego di istruttori federali a supporto dei docenti delle scuole primarie e non solo, o coni corsi di formazione e aggiornamento sempre per quest’ ultimi erogati gratuitamente dai Comitati Territoriali FIPAV, quanto con le stesse società attrici di forme di collaborazione specifica con gli presso le cui palestre operano;
  3. Investimenti Federali per dotazione di apparecchiature e prodotti per disinfezione e sanificazione ad uso degli istituti scolastici: argomento non precluso in partenza rispetto ad una attenta valutazione economica da parte della Federazione e delle società stesse, parimenti a quanto e già accaduto in molti casi, per esempio a proposito dei defibrillatori.

Ecco, caro Giovanni, la proposta che la Federazione Italiana Pallavolo intende mettere in campo, e che con questa mia nota intendo consegnare nelle tue mani, rispettando ancora una volta, come abbiamo voluto fare fin dall’inizio della gestione emergenziale per la pandemia da infezione da COVID19, i protocolli istituzionali, che oggi più di ieri, devono tornare ad avere una forte valenza per dare ordine ad un sistema che rischia, in caso di interventi in ordine sparso, di perdere in forza ed efficacia, riconoscendo al CONI da te presieduto e, a te in quanto illuminato dirigente sportivo, la leadership nella gestione del dialogo con le istituzione governative.

In questa fase di grande emergenza sanitaria ed economica del paese, anche lo sport rischia di subire un grandissimo contraccolpo, con la perdita di molte società sportive, pregiudicando di fatto quell’immensa mole di lavoro che quotidianamente e stato fatto per supportare le giovani generazioni nella loro crescita umana, culturale e agonistica, e giunto il momento di chiamare a raccolta tutti gli attori di questo splendido mondo – Federazioni, Società, Dirigenti, Atleti, Tecnici, Genitori- sotto il comune cappello del Comitato Olimpico, per dare voce al grido di allarme, ma soprattutto per dare braccia forti a rialzare e ristrutturare l’intero sistema sportivo.

Caro Giovanni, a conclusione, e viva in me e in tutta la Federazione da me rappresentata la certezza che i delicati argomenti affrontati in questa nota debbano trovare risposte certe, rapide e in grado di dare respiro a quel mondo delle società sportive e dei dirigenti che fin ad oggi con grande passione e spirito di volontariato, hanno permesso alla pallavolo e allo sport più in generale di porsi come settore importante del nostro paese.

Certo del tuo prezioso apporto ti saluto caramente.

Pietro Bruno Cattaneo

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