Fipav: La lettera del presidente Cattaneo al Ministro Spadafora. Vincolo e lavoro sportivo

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Il presidente federale Pietro Bruno Cattaneo

ROMA – Il Presidente federale Pietro Bruno Cattaneo ha inviato oggi al Ministro Spadafora una lettera nella quale si pone l’attenzione su alcune problematiche di stretta attualità.
Tra i temi trattati si parla di vincolo e lavoro sportivo dilettantistico, ma anche della necessità di una legge dedicata al dilettantismo.

 

Roma, 2 dicembre 2020

PREG.MO
ON. VINCENZO SPADAFORA
MINISTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI E LO SPORT

 

Gentile Signor Ministro,

dando seguito alle mie precedenti lettere inviate in data 20 luglio e 21 settembre, sono qui nuovamente a sottoporLe le mie personali preoccupazioni riguardo le importanti tematiche del vincolo e del lavoro sportivo dilettantistico.

Da Presidente della Federazione Italiana Pallavolo mi faccio portavoce dell’intero movimento pallavolistico nazionale che ho il dovere di tutelare e guidare in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo e che sembra non conoscere momenti di tregua.

E’ proprio partendo da questi presupposti che sono qui, ora, a rinnovarLe la mia totale disponibilità a un confronto sulle più svariate tematiche quali le società, la promozione, il dilettantismo, il professionismo, il titolo, i lavoratori, il registro delle associazioni e società sportive e la governance dello sport.

Tali argomenti sono tutti di notevole importanza, ma in questo momento avrei la necessità, in particolar modo, di affrontare con Lei le questioni del vincolo e del lavoro sportivo dilettantistico.

Come già segnalatoLe in data 20 luglio, l’abolizione del vincolo metterebbe a rischio l’attività delle migliaia di società, soprattutto quelle che fanno prevalentemente attività giovanile e che quotidianamente operano con impegno e passione sull’intero territorio nazionale. Il vincolo, infatti, rappresenta l’unica forma di tutela per il lavoro svolto dalle nostre affiliate che abbiamo il dovere di proteggere e sostenere.

La tutela dell’attività giovanile rappresenta per noi un vero e proprio obbligo: senza la diffusione della cultura sportiva tra i più giovani e conseguentemente della tutela di chi, quotidianamente lavora per far sì che questa abbia un’espansione sempre maggiore, cesseremmo di compiere il nostro dovere di istituzione.

Le nostre migliaia di società, i nostri rappresentati sul territorio ci chiedono a gran voce di portare alla Sua attenzione le grandi difficoltà che potrebbero incontrare nel caso in cui si andasse in questa direzione. Gli sport non professionistici come il nostro devono necessariamente far sì che una società che investe sui giovani possa avere delle garanzie e tutele soprattutto in un momento storico come questo nel quale non esiste alcun tipo di possibile previsione di ciò che sarà.

Argomento non meno importante per noi è quello, come già accennato, del lavoro sportivo dilettantistico. Fare una scelta di questo tipo si tradurrebbe in un aggravio di tipo gestionale ed economico per le nostre società che si troverebbero ad affrontare ulteriori problematiche rispetto a quelle che già hanno. Una tale decisione imporrebbe ai nostri tesserati di adottare delle strutture che non sarebbero in grado di sostenere, non certo per incapacità gestionale, ma perché prevedrebbero dei costi assolutamente insostenibili per la quasi totalità di essi.

Comprendo perfettamente e apprezzo, molto, lo sforzo che sta compiendo in questa delicata fase, così come riconosco la bontà del suo operato e del suo tentativo di migliorare il sistema sportivo nazionale, ma sarà d’accordo con me quando affermo che sarà necessario lavorare anche sui concetti di professionismo e dilettantismo. Da una parte, infatti, probabilmente – e uso un eufemismo – la legge 23 marzo 1981, n. 91 è ormai obsoleta e inadeguata; dall’altra è ormai necessaria un’approfondita revisione del dilettantismo che comprenda anche l’emanazione di una legge a riguardo.

Il mondo sportivo, così come la società civile nella quale viviamo, è in continua evoluzione ed è nostro dovere fare di tutto per far sì che coloro che dedicano la loro vita a una qualsiasi disciplina possano farlo nel miglior modo possibile contribuendo al progresso dell’intero sistema nazionale.

Sono certo che Lei sarà in grado di comprendere le mie preoccupazioni e soprattutto la mia determinazione nel sottoporLe tali problematiche.

Nel ringraziarLa ancora una volta per l’attenzione che vorrà dedicare a me e alla Federazione che presiedo Le invio i miei più cordiali saluti.

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