Fipav: Pasquali nuovo responsabile Arbitri serie A. “Settore da ringiovanire. L’arbitro bravo è quello che esalta i veri protagonisti”

Il "fischietto" marchigiano dopo il Mondiale lascerà il campo per la scrivania- "La situazione arbitrale in Italia non è rosea. Siamo la nazione con l'età media più alta d'Europa". "Il messaggio che lancio è che a tutti verrà data l'opportunità di mostrare quello che si vale"

MODENA – Ultimi fuochi internazionali sul seggiolone arbitrale per Fabrizio Pasquali, arbitro internazionale del movimento azzurro, classe ’67 di Ascoli Piceno, presente agli ultimi Giochi di Rio2016, diversi Mondiali alle spalle, ultimo dei quali, sarà quello italiano di settembre. 

Sarà sua la finale, ultimo atto di una carriera puntuale e precisa? “Con il CT Blengini in qualche occasione ci abbiano anche scherzato su. Se arbitro la finale significa che l’Italia non c’è…  In questa occasione preferirei quindi starmene defilato. Credo che il movimento abbia bisogno di un risultato prestigioso”.

Marchigiano, una lunga carriera nazionale alle spalle e internazionale ancora da concludersi, in questi giorni era a Stoccarda per la Pool di Volleyball Nations League femminile con Germania, Turchia, Olanda e Cina, Pasquali è stato nominato nell’ultimo Consiglio Federale nuovo Responsabile Arbitri Serie A.

Ma come… ha diretto le finali scudetto e non ha fatto sapere a nessuno che sarebbe stata l’ultima volta in Italia? “A dire il vero non lo sapevo nemmeno io… Specifico che non avrei arbitrato ancora per molto tempo, volendo evitare la ‘fase calante’. Sono uno di quelli che pensa che il limite di età per arbitrare non vada allungato, bensì ridotto… figuriamoci. Stavo facendo la mia Volleyball Nations League quando mi hanno chiamato i vertici federali proponendomi l’incarico. Ci siamo visti a Massafra durante le finali giovanili ed è nata questa cosa”.  

Le mancherà arbitrare? “Dopo il Mondiale di settembre ve lo saprò dire…  Ho iniziato nel 1985. Dopo 33 anni, 17 da internazionale, con la gioia di aver arbitrato tutto, anche due, tre, quattro volte… penso sia giusto dare agli altri spazio per le esperienze che ho vissuto io. Ho già 2000 ricordi… ma accetto la nuova sfida. Non è nemmeno detto che bravo arbitro possa essere bravo dirigente, ma sono contento che la Fipav mi abbia scelto e chiesto questo”.

Un piacere ma anche un piccolo sacrificio… “So di rinunciare a una situazione che mi ha caratterizzato la vita per tanti anni, rinuncio anche ad altri eventi FIVB, ma lo faccio con cognizione di causa”.

C’è da rimboccarsi le maniche? “La situazione arbitrale in Italia non è rosea. Ad un recente meeting internazionale di formazione per ‘young talent’ di fronte ad una età media di 27/28 anni degli arbitri stranieri noi avevamo un 44enne. Siamo la nazione con l’età media più alta d’Europa”.

Il nuovo corso del volley… “La pallavolo sta andando in direzione diversa. Grandi eventi nei quali l’arbitro è chiamato ad applicare regole e dirimere situazioni e fare scelte… Oggi la mera conoscenza delle regole non basta. Bisogna essere bravi psicologi, per entrare nelle situazioni. L’arbitro bravo è quello che esalta i veri protagonisti”. 

Dubbi… “Tra i dubbi che ho esternato c’è quello in cui noi, come movimento, non facciamo affinamento in A1, qui facciamo ancora ‘sgrossamento’. Nei massimi campionati invece devi essere già pronto”. “Il prossimo anno, per fare un esempio, con il ritorno delle retrocessioni in Superlega non ci saranno più gare ‘comode’. Si lotterà in ogni partita, in alto e in basso nella classifica”.

Pasquali - fischietto a Rio2016 - tra i sei arbitri della Final Four di Del Monte Coppa Italia
Pasquali, fischietto a Rio2016 e al Mondiale 2014

Qualità… “Siamo ancora i migliori arbitri, ma occorre cambiare alcune cose. Il mio progetto?  Ha riscontrato convergenza di idee assoluta con il Responsabile di Settore Roccatto, la Federazione nel Presidente e nei Vice presidenti. Mi hanno esternato le loro necessità. Bisogna ringiovanire il ruolo. La Superlega è il campionato più importante del panorama mondiale, deve essere strutturato con arbitri di primo livello, giovani. Poi si dovrà portare il settore arbitrale verso la comprensione che la pallavolo sta cambiando, seguendo i dettami internazionali: buona condizione fisica, buona condizione atletica, buona capacità di capire il vero ruolo dell’arbitro dentro la pallavolo”. 

Sfide importanti ma urgenti… “Sì, nei prossimi 3 anni arriveremo ad avere meno di 10 arbitri internazionali. Mai successo. C’è da integrare il ruolo”. 

Primi passi… “Come primi passi per primo dovrò avere un incontro a breve con le Leghe, quindi al Raduno Arbitri porterò delle novità, con una parte specifica su test fisici e atletici”. 

Talenti… “Penso che siamo una squadra che può fare ottimi risultati. Ci siamo qualificati per l’Europa League, io vorrei andare in Champions League. Abbiamo talenti e persone con prospettive importanti. Il prossimo anno per il corso internazionale indetto dalla FIVB, ci sarà da fare scelte. Il messaggio che lancio è che a tutti verrà data l’opportunità di mostrare quello che valgono”.