Focus Tecnico: Caccia ai tempi morti… Solo 32′ di gioco su quasi 2 ore di partita

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MODENA – La FIVB a Betim sperimenterà una rivisitazione dello sviluppo di una gara di pallavolo imponendo un timer di 15 secondi fra un’azione e l’altra: l’obiettivo è di rendere più rapida la ripresa del gioco. Al termine dell’azione un led posizionato a bordocampo mostrerà il countdown che porta al successivo rally; la squadra incaricata di effettuare la battuta dovrà farlo entro il tempo stabilito, altrimenti perderà d’ufficio il punto.

Un esperimento ispirato da ricerche della Lega Pallavolo Serie A che già da diversi anni stava ragionando sui tempi morti della pallavolo.
Secondo le ricerche della Lega Pallavolo, dopo aver analizzato le 182 gare di un campionato (oltre 347 ore di gioco complessive) si era arrivati a definire una media durata di una singola partita pari a 1h 54′ in cui svilupparsi 152 azioni di media per singola partita.
Lo studio ha certificato che sull’1h 54′ di media gara per una durata di 1h 21′ la palla non era in gioco, il ché, quasi incredibilmente, lascia solo 32/33′ di gioco effettivo da calcolarsi dal fischio di ogni azione al punto assegnato, comprensivo del tempo di battuta.

L’analisi di Lega ha poi individuato i tanti tempi “morti” in cui la palla non è in gioco. 18″6 tra le azioni, da fischio a fischio arbitrale (47’18” a gara), 77″ di media per ogni singola chiamata di video check (7 Video Check di media a gara, per oltre 9′ a gara); quindi i time out (11 di media a gara) per una media totale a partita di 13’23”; 10’40” totali di intervallo tra i set (media di 2,8 a gara) a cui si aggiungono le altre interruzioni per sanzioni, infortuni, interventi modifiche manuali allo score di 1’19” di media a gara.
Anche la Lega Pallavolo proporrà il test, già calendariato da tempo, in uno dei prossimi eventi.

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