Focus Tecnico: Ricezione a tre o a quattro?

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MODENA – Nelle ultime giornate di Superlega si è registrata una pioggia di servizi vincenti. Il fondamentale del servizio che spacca il set e decide le partite, ricezioni sopraffatte dalle battute, e soprattutto ci si interroga su come arginare lo strapotere dei servizi salto spin.
Una soluzione tentata è quella di impiegare quattro ricevitori sulla linea di ricezione contemporaneamente, invece dei soliti tre. Nel corso degli anni, la ricezione a quattro ha alternato momenti in cui fa proseliti e altri in cui viene accantonata. Non sempre questo sistema è stato usato dai tecnici perché l’opposto (che è poi il giocatore “in più” coinvolto) sia tecnicamente bravo in ricezione quanto gli schiacciatori. Così come non è scontato che l’aver un opposto bravo in ricezione abbia come naturale conseguenza lo schieramento a quattro.
Ad esempio, quando Ivan Zaytsev ha giocato opposto, lui che ha ricoperto con successo anche il ruolo di ricevitore, è stato inglobato nel sistema di ricezione il più delle volte però “scaricando” uno dei due schiacciatori (ad esempio con Modena qualche anno fa, Zaytsev riceveva in alcune posizioni e Bednorz usciva dal fondamentale, mantenendo così la rice a 3).
In questa stagione il modulo a quattro è balzato alla cronaca anche per l’invenzione di Lorenzetti nel sistema a tre schiacciatori ricevitori senza l’opposto di ruolo, dove in qualche rotazione viene impiegata a prescindere dal battitore avversario. Vediamo nel dettaglio i pro e i contro della ricezione a tre e a quattro.

Ricezione a 3, 2 zone di conflitto

Ricezione a Tre. DUE zone di conflitto, più (o troppo) spazio per ognuno
Il modulo a tre ricevitori sulla battuta in salto spin è in uso fin da….quando è stata “inventata” la battuta in salto spin. La velocità e la potenza della palla hanno consigliato l’impiego del sistema di ricezione come nel disegno. Nel quale si nota come il campo viene diviso in tre parti più o meno uguali (con possibilità di aggiustamenti specie a seconda di dove arriva la palla). Ovviamente c’è da gestire le due zone di conflitto tra i ricevitori, una “terra di nessuno” dove si creano i maggiori problemi, una zona vulnerabilmente scoperta che bisogna proteggere con competenze tecniche e tattiche precise e complicate.

Ricezione a 4 con 3 aree di conflitto

Ricezione a Quattro. Meno spazio per ognuno, ma TRE zone di conflitto
Con l’accrescere nel tempo della potenza e velocità del servizio, il proteggere il “buco” tra i ricevitori è diventato sempre più difficile. L’introduzione della ricezione a quattro permette di occupare più spazio nel campo con il proprio corpo e quindi di ridurre la distanza dei ricevitori tra di loro (e dalle righe laterali). La possibilità che il servizio avversario centri un giocatore nella propria zona è chiaramente maggiore rispetto al coprire il campo con solo tre uomini. E nel caso dei servizi potentissimi, dove la possibilità di movimento dei ricevitori è limitata dalla velocità con cui arriva il pallone, l’essere in più nel campo potrebbe dare dei vantaggi. Un valore aggiunto di questo sistema risulta essere anche un altro. Il Libero non è mai su un lato del campo ma è sempre coinvolto in una delle due zone centrali, dove di solito si concentrano i servizi avversari. Il rovescio della medaglia di questo sistema è che le zone di conflitto passano da due a tre (evidenziate nel disegno). Quindi la gestione di esse diventa più problematico perché ce ne è una in più. Banalmente, ci sono più opportunità che il servizio entri “nella figura” del ricevitore, ma ci sono anche più possibilità che prenda le zone di conflitto che sono passate da due a tre.

Concludendo. Che Sistema adottare?
Sentenziare che la ricezione a quattro sia migliore di quella a tre, o l’esatto contrario, non è possibile. Come visto, i due sistemi hanno dei pro ma anche dei contro. Gli stessi allenatori non la attuano sempre e comunque in modo sistematico, neanche sugli stessi battitori. Il fatto che il sistema a 4 porti in dote un conflitto in più alimenta i dubbi di tanti tecnici. Sicuramente la forza del battitore è la variabile molto decisiva per “convincersi” a usare la ricezione a quattro. Anche se anche contro i vari Leon, Grozen, Lucarelli e compagnia alcune squadre non la praticano comunque. Non bisogna dimenticare poi che la ricezione a 4 si può usare solo in talune rotazioni, cioè quando l’opposto è sulle zone laterali e non deve “trasferirsi” prima di attaccare dalla propria zona di competenza. Nello specifico quindi soltanto in P1 (dove l’opposto è a sinistra ma attacca da zona 4), P5 e P4 (quando è a destra e attacca da zona 2 o seconda linea da zona 1). Nelle restanti rotazioni la ricezione a quattro non è impiegata, vuoi perché appunto si creerebbe poi difficoltà a sviluppare il gioco d’attacco senza l’opposto, ma anche poiché l’opposto sarebbe uno dei due giocatori nella zona centrale. E se solitamente l’opposto è quello con meno praticità del primo tocco, allora non è conveniente che sia nel bel mezzo del bombardamento nemico.
E’ interessante e atipico notare invece come Lorenzetti, specificatamente per quello che riguarda la ricezione a tre o a quattro, gestisce i moduli ora che, con il rientro di Michieletto, è tornato alla formazione a tre schiacciatori. C’è da precisare che Trento, non avendo appunto un giocatore fisso che attacca la seconda linea da zona 1, può permettersi più libertà nell’adottare eventualmente la ricezione a quattro anche in altre rotazioni. Contro Piacenza Lavia e soci si sono schierati spesso a quattro, ma indipendentemente dai battitori avversari. Nello specifico,  in P1, P5 e P3 hanno adottato il sistema a 4. Eppure nei vari set si sono susseguiti diversi battitori nelle rotazioni. Solo un esempio per intendere meglio. Quando il servizio di Rossard è capitato in P5 è stato ricevuto a quattro, ma quando il francese batteva sulla P4 trentina è stato affrontato con ricezione a tre. Quindi Lorenzetti più che decidere in base al battitore avversario probabilmente si basa sulle caratteristiche e parametri delle sue rotazioni.

Sembra attuale, ma circa venticinque anni fa…
La problematica di arginare la battuta salto spin non è però cosa soltanto attuale. La prima volta che si tentò la ricezione a quattro risale a oltre vent’anni fa. Come testimonia la foto, anche all’epoca Velasco adottò questo sistema come antidoto ai servizi dei vari Van der Goor, Van der Muelen, Zwerver, i temibili battitori olandesi, protagonisti in quegli anni di memorabili sfide contro l’Italia della “Generazione dei Fenomeni”. Si riconoscono Giani (schierato opposto), Cantagalli, Gardini e Bernardi.