Hall of Fame: Le parole dei protagonisti. Squeo: “Un viaggio in California e portai il beachvolley in Italia”

Malagò, Volpi e Squeo
Malagò, Volpi e Squeo

ROMA – Le parole dei protagonisti nella cerimonia della Hall of Fame della Pallavolo Italiana.

GIOVANNI MALAGO’: “La pallavolo sta dimostrando di essere un mondo in fermento e in crescita. Un contesto, dove c’è un dialogo costruttivo per lo sviluppo dell’intero movimento. La giornata di oggi dimostra l’attaccamento alla propria storia da parte del mondo della pallavolo, con la volontà di continuare a crescere.”

PIETRO BRUNO CATTANEO: “Mi sento molto orgoglioso di guidare un movimento che nonostante, le difficoltà di ordine legislativo, burocratico e strutturale è riuscito a creare un contesto invidiato da molti, grazie a un’intensa attività sul territorio e a un grande lavoro quotidiano. Oggi celebriamo dei campioni, che si sono distinti non solo per le loro gesta in campo ma anche e soprattutto per un comportamento esemplare, all’insegna del Fair-Play. Abbiamo l’intenzione di ripetere quest’occasione ogni anno. Vogliamo celebrare i nostri campioni, ma anche far sì che anche chi non vive quotidianamente la pallavolo possa entrare sempre più all’interno del nostro sport.”

SIMONA LERTORA: “Il 2018 per DHL è stato davvero un anno fantastico, sia per aver condiviso le vittorie conquistate sul campo che per lo spettacolo offerto dal mondo del volley a tutto il paese. Una famiglia che non è solamente sportiva ma che trasmette tutti quei valori che ogni giorno DHL cerca di veicolare, come la passione, ma soprattutto il rispetto.  Abbiamo abbracciato in pieno questa iniziativa perché essere qui oggi è un segno di gratitudine per chi ci ha preceduto. Uno sport che ci ha coinvolto a pieno in questo anno di collaborazione, e dunque ringrazio tutti per averci dato questa grande occasione.”        

MANUELA BENELLI: “Grazie a tutti per questo premio che per me è davvero un onore ricevere. Mi sto togliendo tante soddisfazioni nella scuola di palleggiatori che sto gestendo. Avevo promesso alle mie compagne di nazionale del 1989 di portare un po’ di quella squadra su questo palco e il premio che porto qui oggi è ciò che più ci rappresenta”.   

SAMULE PAPI: “Rientrare nel 2012 in nazionale è stata una sorpresa anche per me, però stavo bene fisicamente e l’idea di giocare la quarta olimpiade a Londra mi elettrizzava al solo pensiero. La pallavolo mi ha migliorato soprattutto come uomo, ho vissuto esperienze fantastiche che mi hanno fatto crescere tanto. Si fa fatica ad uscire dal campo, era il luogo dove mi sentivo più sicuro e mi divertivo ancora da morire. Ricevere questo premio oggi per me è motivo di grande orgoglio”.

ELEONORA LO BIANCO: “Ringrazio tutti per avermi concesso l’occasione di essere qui, è un onore. Per quanto mi riguarda, la vittoria del Mondiale 2002 è quella che ricordo con più sentimento, con più emozione. Poi ce ne sono state altre, ma quella per me rimane davvero speciale, forse perché ero molto giovane ed è stata la prima grande soddisfazione. La Nazionale attuale penso sia un gruppo che possa ottenere tanto e quale migliore occasione della prossima Olimpiade per portare a casa qualcosa di importante.”           

ANDREA NANNINI: “Ringrazio tutti per questo premio così importante. C’è da dire che l’ho guadagnato in una pallavolo completamente diversa da quella attuale. Probabilmente eravamo meno forti fisicamente, ma era uno sport forse più tecnico. Le più grandi soddisfazioni che mi sono tolto da giocatore sono stati i campionati vinti anche quando nessuno se lo aspettava.”    

ANGELO SQUEO: “L’idea del beach volley mi venne durante un viaggio di quarant’anni fa in California, quando vidi questa disciplina ne rimasi subito colpito e decisi quindi di importarla in Italia. La Fipav di allora, come quella di oggi, mi diede fiducia e cominciammo quindi ad organizzare i primi tornei nazionali e poi il World Tour. Ovviamente anche con la nazionale mi sono tolto grandissime soddisfazioni. In generale lo sport è un veicolo di valori fondamentali, e sono certo che la pallavolo sia stata e continuerà a essere un grande mezzo per diffonderli.”          

CARLO MAGRI: “Sono sicuro che sono state più le gioie delle amarezze nei miei anni di gestione. Anni nel quale ho tenuto insieme questo grande movimento, ovviamente insieme a tutti gli amici che mi hanno accompagnato nel mio percorso. Non sono mai stato modesto, e quindi credo di poter dire di essermi meritato questo premio, soprattutto per l’abnegazione e la passione che ho sempre messo nei miei anni da dirigente.” 

CARMELO PITTERA: “Ringrazio tutti per avermi dato la grande occasione di entrare a far parte di questa Hall of Fame e soprattutto per avermi fatto incontrare nuovamente dei grandi amici con cui ho condiviso emozioni fantastiche. La FIPAV ha formato tanti allenatori, ma soprattutto tanti uomini e per questo gliene sono grato.” 

JULIO VELASCO: “Prima di tutto devo ringraziare i miei giocatori. Come dico sempre, noi allenatori abbiamo solo il compito di convincere i nostri atleti a fare qualcosa di importante. Io ho avuto la fortuna di avere un gruppo di uomini fantastici che hanno creato il mito di quella squadra, grazie al quale ricevo oggi questo premio. La grande storia della pallavolo italiana deve insegnare a chi lavora oggi che in questo mondo tutto è possibile.”

LUCIANO GASPARI: “Sono onorato di ricevere questo premio davanti a tutti voi. Per fare una considerazione sulla pallavolo di oggi, credo che con il video-chek, le squadre abbiano guadagnato, ma da un punto di vista arbitrale sono sicuro che si sia perso qualcosa. Mi riferisco alla gestione della partita da parte dell’arbitro che ora, essendo aiutato dalla tecnologia, passa un po’ in secondo piano.”

CARLO GOBBI: “Rispetto a quella che ho raccontato io, la pallavolo di oggi è molto diversa, è mostruosa dal punto di vista atletico. Ricordo con simpatia il pezzo che ho scritto per la famosa e infinita finale di Atlanta. Era mezzanotte in Italia e il giornale doveva andare in stampa, ho fatto forse l’articolo più brutto della mia vita, ma lo ricordo con il sorriso.”       

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