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MODENA – Curiosa decisione Fipav che, a quanto si legge, non renderà valido il possesso del patentino di secondo grado (oggi valido sino alla B2) per allenare la futura Serie B unica, unione burocratica di B1 e B2 pensata e studiata nella riforma campionato.

Una decisone con valenze tecniche o per fare cassa sulle spalle degli allenatori (la qualifica di terzo grado comporta una spesa di € 1.600 fa sapere l’AIAPAV)?

L’AIAPAV, associazione allenatori pallavolo, a firma del suo presidente Daniele Bagnoli, ha inviato alla Fipav una lettera in cui si stigmatizza proprio come nel progetto di riforma dei campionati proposto dalla FIPAV per l’unificazione delle serie B1 e B2 in un’unica serie B a partire dalla stagione 2016-2017, potranno partecipare a campionati di serie B solo tecnici con qualifica di terzo grado.

Situazione che pregiudica la partecipazione degli attuali tecnici e primi allenatori di squadre di serie B2 (in possesso di qualifica di secondo grado) a ogni attività perché non in possesso della suddetta qualifica di terzo grado.

Giustamente l’AIAPAV rende nota la propria posizione di contrarietà e sottopone al Consiglio Federale alcuni quesiti per chiarire questa posizione e, soprattutto, si oppone per questioni di natura economica (la qualifica di terzo grado comporta una spesa di €1.600) e giuridica (il diritto acquisito di seguire una squadra di serie B2 non può essere tolto a un tecnico a metà percorso).

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

Egregi Signori,

nell’ambito del progetto di riforma dei Campionati che dovrebbe essere attuato a partire dalla stagione sportiva 2016/17, nella riunione del 18.09.2015, avete deliberato l’aggiornamento della tabella delle abilitazioni necessarie per lo svolgimento delle funzioni di primo allenatore relativamente al campionato Nazionale di serie B maschile che, come è noto, sostituirà, unificandoli, gli attuali campionati di serie B1 e di serie B2. Con il suddetto provvedimento, si è stabilito che le funzioni di primo allenatore delle squadre partecipanti al costituendo campionato di serie B “unica” potranno essere inderogabilmente svolte unicamente da tecnici in possesso della qualifica di “terzo grado”.

E’ noto che attualmente è richiesta l’abilitazione di terzo grado solo per esercitare le funzioni di primo allenatore in serie B1 mentre per la serie B2 è sufficiente l’abilitazione di secondo grado. Dopo la riforma dei campionati, pertanto, i tecnici che attualmente svolgono attività di primo allenatore in serie B2 non potranno continuare a dirigere le loro squadre senza preventivamente conseguire l’abilitazione di terzo grado.

Analizzate le conseguenze di questa decisione, la scrivente Associazione Italiana Allenatori di Pallavolo (AIAPAV), pur non godendo attualmente del riconoscimento ufficiale della FIPAV quale struttura rappresentativa degli allenatori italiani di pallavolo, in nome e per conto dei propri 541 allenatori iscritti si rivolge a Voi per trasmettere le proprie valutazioni sulla delibera del 18-09-2015, chiedendo chiarimenti e diverse modalità per una eventuale applicazione.

Desideriamo anzitutto evidenziare i pregiudizi di natura economica che la Vostra decisione origina sul piano degli oneri e dei costi relativi all’obbligo di partecipazione al corso per il conseguimento dell’abilitazione del terzo grado di allenatore (€ 1600 per ogni partecipante); a seguire sottolineiamo la condivisibile contrarietà del provvedimento in questione al principio giuridico della tutela dei diritti acquisiti, principio recepito invece in un precedente storico relativo ad una delibera federale pure inerente le abilitazioni dei tecnici.

Secondo il principio dei diritti acquisiti, che costituisce uno dei punti fermi degli ordinamenti democratici moderni, un diritto risulta immutabile una volta entrato nella sfera giuridica di un soggetto, tanto che neppure i mutamenti degli ordinamenti possono in alcun modo intaccare le facoltà e le prerogative consolidate nel tempo.

Secondo l’AIAPAV, nel caso di specie, la decisione del Consiglio Federale priva invece gli allenatori di secondo grado che svolgono attività in serie B2, del diritto acquisito di continuare ad allenare la propria squadra nel nuovo campionato di serie B “unica”, costringendoli a farsi carico di oneri e spese per poter svolgere ancora le stesse mansioni lavorative nel livello già raggiunto.

Ciò premesso, la lettura della delibera ci porta ad una conclusione di cui chiediamo conferma: vorremmo fosse precisato se nella stagione agonistica 2016/17, nella quale verrà introdotto il primo campionato di serie B “unica”, i tecnici di “secondo grado” che nella stagione in corso allenano squadre di serie B2 potranno godere dell’autorizzazione prevista dall’art. 106 del Regolamento Struttura Tecnica, che sarà applicato in via analogica al caso di specie; conseguentemente vorremmo sapere se gli allenatori di secondo grado potranno continuare a condurre la propria squadra per un altro campionato pur privi dell’abilitazione di “terzo grado”.

Tale soluzione, seppur temporanea, appare coerente con il principio della tutela dei diritti acquisiti e consentirà ai Sodalizi ed agli stessi allenatori di verificare le capacità di conduzione tecnica in un livello di Campionato ritenuto superiore all’attuale B2; di conseguenza sarà possibile una consapevole verifica della necessità o meno della partecipazione degli allenatori di secondo grado al corso per il conseguimento del terzo grado.

L’opinione che il nuovo campionato di Serie B “Unica” debba essere considerato di livello superiore rispetto all’attuale Serie B2 e che di conseguenza richieda una miglior formazione e preparazione degli allenatori con il conseguente obbligo a conseguire il terzo grado è l’unica motivazione che può porre la delibera del 18-09-2015 non in contrasto né con il principio della tutela dei diritti acquisiti né con precedenti decisioni relative alle abilitazioni dei tecnici;

ribadiamo tuttavia che, stando così le cose, è una situazione che va verificata con un periodo di transizione di almeno un anno (stagione 2016-2017) e poi concordemente valutata ai fini di successive iniziative.

Riteniamo che solo a quel tempo si potrà definitivamente decidere sulla necessità e sull’obbligatorietà di un corso, fermo fin da ora e in ogni caso che, di fronte alle difficoltà economiche che numerosi allenatori dovranno affrontare per conseguire la qualifica di terzo grado pretesa dalla Federazione, chiederemo alla stessa Federazione di considerare il provvedimento del tutto eccezionale e di concedere agli interessati/obbligati al corso le più ampie facilitazioni di natura economica (riduzione del prezzo del corso, rateizzazione dei pagamenti e quant’altro).

Ci si auspica che la Federazione, prendendo atto delle problematiche qui evidenziate, possa trovare le soluzioni più idonee per favorire l’attività di tanti allenatori il cui impegno quotidiano costituisce la linfa vitale e la possibilità di sviluppo del nostro movimento

In attesa di leggere quanto prima almeno i chiarimenti richiesti,si
porgono distinti saluti.

Il Presidente Aiapav
Prof. Daniele Bagnoli

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(L.MUZZ.) Le argomentazioni dell’associazione allenatori sono condivisibili e a tutela di diritti acquisiti. Perché dare per scontato a prescindere che per la “B unica” un allenatore di B2 non sia pronto? Giuste le richieste degli allenatori di una stagione di studio.

La Fipav romana risponderà? O si limiterà a fare cassa con una imposizione presa a tavolino?