BUSTO ARSIZIO – Una coppa alzata al cielo da capitano con la UYBA e una meravigliosa corona d’alloro in Beni Culturali. È questo il bottino della stagione di Alessia Gennari, schiacciatrice classe ’91, che tra una vacanza a New York e il ricordo dell’Olimpiadi di Rio, si prepara ad essere protagonista nel prossimo campionato con l’Unet Yamamay Busto Arsizio. Parola alla Dott.ssa Gennari…

Capitan Gennari. Una stagione da incorniciare. Partiamo dalla vittoria della Coppa CEV con la UYBA.

“Ce lo eravamo detto sin dall’inizio della preparazione: quello era il nostro obiettivo. Lo dicevamo sottovoce, ma tutti lo avevamo bene in mente. Il percorso europeo è insidioso per mille ragioni, ma partita dopo partita ci siamo rese conto delle nostre potenzialità e l’obiettivo sembrava sempre più raggiungibile. Vedere il palazzetto gremito e sentire la città di Busto Arsizio vicina è stata la vittoria più bella. Un’emozione ancora più grande perché condivisa con un gruppo incredibile, sia staff sia giocatrici”.

La scorsa annata agonistica ti ha portato anche alla vittoria del Premio VareseSport come atleta dell’anno.

“È vero, è arrivato anche questo premio che mi onora molto. Soprattutto, mi ha fatto capire che sto trasmettendo qualcosa alle persone e ai tifosi i quali mi hanno ripagata con tanti voti. È molto gratificante per uno sportivo vedere che il lavoro svolto in campo e in palestra sia riconosciuto anche all’esterno: significa che stai lavorando nel modo giusto”.

Per finire, sei passata dai gradi di capitano a quelli di Dottoressa. Ti sei laureata, con 107/110, in Beni Culturali. Come definiresti il tuo percorso universitario?

“Avendo fatto il liceo classico, ho continuato il percorso di studi umanistici. Mi piace studiare quindi non è mai stato un peso per me. È ovvio che, con tutti gli impegni da sportiva, ho impiegato qualche anno in più per laurearmi. Era un mio obiettivo personale e sono molto felice di essere riuscita a portarlo a termine”.

A pochi giorni dall’inizio del prossimo Campionato, come è stata la tua estate?
“Mi sono concentrata sulla tesi, anche se sono riuscita ugualmente ad organizzare la vacanza a New York con il mio ragazzo Alex. Nel mentre ho partecipato allo Star volley Camp, davvero una bellissima esperienza. I due weekend successivi alla laurea sono stata impegnata con la squadra di Busto al Lega Volley Summer Tour che reputo una bella occasione per divertirsi e, soprattutto, rimanere in forma”.

Lo scorso anno hai deciso di dare priorità alla tua salute rinunciando alla chiamata in Nazionale. Da atleta, quanto ti è costato arrivare a questa decisione?
“È stata una scelta molto sofferta e difficile. A livello fisico ho dato tanto alla nazionale perché per quella maglia avrei fatto di tutto, però ho provato su me stessa che il mio ginocchio non può reggere quei ritmi tra viaggi e partite, una dietro l’altra, ad altissimo livello. Quindi ho deciso di concentrarmi sulla stagione e dare il massimo lì”.

Proprio con la Nazionale hai potuto dar vita al sogno di tutti gli sportivi: le Olimpiadi di Rio nel 2016. Ricordi la prima persona alla quale hai comunicato la convocazione? Come hai vissuto quella esperienza?
“La comunicazione che avrei partecipato ai Giochi è arrivata un sabato mattina. Ero a casa, quindi le prime persone a cui l’ho detto, con le lacrime agli occhi, sono stati i miei genitori. Purtroppo non ero al 100% delle mie possibilità fisiche perché venivo da un intervento al ginocchio, ma per me è stata comunque la realizzazione di un sogno… del sogno. La cerimonia di apertura e vivere il villaggio olimpico sono stati momenti indimenticabili, davvero emozionanti. Ti trovi tra gli atleti di tutti gli sport più forti al mondo. Ogni tanto dovevi darti un pizzicotto per verificare che fosse tutto vero”.

Ripensando alla tua carriera, fino ad ora, ci racconti un aneddoto divertente legato al mondo della pallavolo che, a ripensarci ancora oggi, ti fa scoppiare a ridere?
“Devo ammettere che l’anno scorso ha regalato molte soddisfazioni, ci sono stati molti episodi divertenti soprattutto in allenamento. Una volta mentre stavamo facendo un esercizio di 6 contro 6, durante un’azione combattutissima, non si sa come, la palla si è bloccata sul nastro della rete e ci siamo tutte buttate per terra dal ridere. Oppure… è sempre molto divertente quando si allena con noi Alessandro Mattiroli, il nostro preparatore fisico, perché si arrabbia sempre con le sue compagne di squadra, ci tiene a vincere. Poi c’è stata Alessia Orro che in un esercizio di battuta ha letteralmente centrato Marco Mencarelli in piena faccia (anche se credo che per lui non sia stato altrettanto divertente)”.