Alexandra Rose Klineman, per tutti Alix, dal 2011 al 2015 ha vestito maglie di diversi club italiani conquistando anche la prima Coppa Italia dell’Agil Volley Novara. Dopo una carriera nell’indoor, la schiacciatrice statunitense si sta mettendo alla prova nel beach volley internazionale con un sogno ben definito. Quale? Scopriamolo assieme nell’intervista rilasciata a Volleyball.it

Tanta Italia nella tua carriera. “Sì, ho giocato in Italia tre stagioni e ho assolutamente amato tutte le mie esperienze. Era il mio ingresso nella pallavolo professionale e non avevo minimamente idea di cosa aspettarmi da quella prima stagione. Mi sono subito innamorata della cultura italiana (e soprattutto del cibo). Sportivamente parlando, il campionato italiano era molto competitivo ed offriva pallavolo di alto livello”.

Che ricordo ti ha lasciato il nostro Paese? “Ho un sacco di bei ricordi legati alla pallavolo, ma ciò che apprezzo maggiormente sono le amicizie costruite che durano ancora oggi. Essere in grado di formare amicizie così strette quando si parla una lingua diversa e si proviene da paesi diversi è una cosa molto speciale. Sono davvero felice di riuscire, ancora oggi, a coltivare queste amicizie”.

Qual è la città italiana che ti affascina di più e quali sono le tue parole italiane preferite? “Amo molto i piccoli paesi che ho potuto visitare. Tra i luoghi più famosi, ho adorato il Lago di Como, la Sicilia, le Langhe (per la degustazione di vini). Poi, Pesaro avrà sempre un posto speciale nel mio cuore”.

Hai ufficialmente detto addio al volley indoor? “Sì, ho ufficialmente detto addio al volley indoor. A volte faccio fatica a guardarmi indietro e a ripensare a questa decisione; la pallavolo è stata la mia vita, la mia carriera, il mio tutto”.

Cosa ti ha spinto verso il beach volley? “Un giorno ho avuto la possibilità di fare un assaggio di beach volley e un qualcosa di inspiegabile mi ha attirata e spinta a provare. La versione “volley sulla sabbia” mi è piaciuta molto e mi ha convinta. Ho pensato che potesse essere un’opportunità per provare a raggiungere le Olimpiadi. Una possibilità per essere un pò più presente a casa, per inseguire un nuovo sogno ed affrontare nuove sfide”.

Insieme ad April Ross (argento e bronzo olimpico) siete attualmente settime nel ranking mondiale, cosa ti aspetti da questa nuova avventura? “Sono molto fortunata ad avere come partner una persona del calibro di April. Lei ha un’esperienza incredibile nel beach volley internazionale ed è molto più di una compagna di squadra. Mi insegna, mi istruisce, mi consiglia. In questo senso, lei è una vera leader. Prima di far coppia con April, ho avuto altri partner di gioco, ma da quando mi alleno con lei ho fatto davvero dei passi da gigante e questo per me è davvero gratificante. Per la qualifica olimpica siamo in un’ottima posizione, anche se la competizione è davvero ardua e, per di più, ci sono molte ottime squadre americane alle quali dobbiamo stare davanti”.

Sogni Tokyo 2020? “Competere a Tokyo è il mio obiettivo numero uno, ma la strada sarà estremamente dura. Noi stiamo facendo tutto il possibile per arrivarci. So che è un grande obiettivo per me che sono esordiente nel mondo del beach volley, ma trovo che sia un ottimo stimolo per spronarmi a fare del mio meglio. Giocare le Olimpiadi è l’onore supremo del nostro sport ed per questo è ciò che voglio più di ogni altra cosa”.

Qual è il più bel viaggio che tu abbia mai fatto? Nella mia vita ho avuto la possibilità di viaggio molto quindi è davvero difficile scegliere il viaggio “migliore”. Di recente sono stata in Sicilia con Laura Saccomani, una mia ex compagna di squadra, e questo è stato sicuramente il mio viaggio preferito”.

Cosa ti ha dato la pallavolo? La pallavolo mi ha dato davvero tanto. Mi ha insegnato cosa significa lavorare sodo, definire degli obiettivi, come superare sfide ed ostacoli imprevisti. Ho imparato a lavorare in team, cosa sia la leadership, la dedizione, la perseveranza e molto altro ancora. Mi ha dato l’opportunità di conoscere alcuni giocatori ed allenatori incredibili e, non ultimo, mi ha permesso di viaggiare in tutto il mondo”.

E cosa ti ha “rubato”? “Un sacco di tempo, sudore e lacrime. Globalmente però la pallavolo mi ha dato molto più di ciò che mi ha tolto. Rifarei tutto di nuovo!”