Intervista: Davide Mazzanti, “L’allenatore? Colui che mette le persone nella condizione di esprimere sé stessi”

Il Ct vice campione del Mondo si racconta. Racconta il piacere di insegnare scoperto grazie al professore di elettronica. Dall'iscrizione ad ingegneria a quell'allenamento di Lorenzetti che gli ha fatto pensare che "nella pallavolo avrei potuto avere più possibilità come allenatore che come giocatore".

Mazzanti, Chirichella e il Presidente Mattarella
Mazzanti, Chirichella e il Presidente Mattarella

Bergamo: Campione d’Italia e Supercoppa Italiana; Casalmaggiore: Campione d’Italia; Conegliano: Campione d’Italia, Supercoppa Italiana e Coppa Italia. E queste sono solo le medaglie da primo allenatore di club… prima delle gioie in azzurro.

In due parole? Davide Mazzanti.

Il CT della Nazionale Italiana di volley femminile, fresco dell’argento mondiale, condivide coi lettori di Volleyball.it pensieri, emozioni ed esperienze della propria carriera con l’obiettivo e l’augurio di pensare sempre a ciò che fa stare bene.

Ricordi il giorno in cui ti è stata proposta la guida della nazionale? “Oddio, ero in macchina con Serena (Ortolani, ndr) e mi è arrivata una chiamata dal Direttore Generale che mi comunicava l’interessamento per il quadriennio. Ricordo la gioia; già in precedenza ero già stato contattato ma non se ne era fatto nulla. Il fatto che dopo un periodo così travagliato mi fossi guadagnato nuovamente questa possibilità per me è stata una gioia incredibile”.

Davide Mazzanti, nel 2018 porta l'Italia a vincere il torneo di Montreux e all'argento iridato
Davide Mazzanti, nel 2018 porta l’Italia a vincere il torneo di Montreux e all’argento iridato

Hai risposto subito sì? Il periodo di trattativa è stato veramente lungo nonostante la mia disponibilità. Abbiamo dovuto attendere una serie di situazioni all’interno della Federazione. Non è stato un matrimonio firmato in breve tempo”.

Da dove nasce la passione per allenare? “La mia passione nasce alle scuole superiori ed è figlia del piacere di insegnare scoperto grazie al mio professore di elettronica che mi aveva trasmesso questa passione tanto da indurmi ad iscrivermi ad Ingegneria, in università. Proprio in quel periodo, a 17 anni ho iniziato a giocare a pallavolo. Ho assistito ad un allenamento di Lorenzetti (oggi allenatore dell’Itas Trentino, ndr) che guidava la nazionale juniores composta da miei coetanei a Marotta, dove sono nato e guardando loro giocare ho pensato che nella pallavolo avrei potuto avere più possibilità come allenatore che come giocatore. Ho sempre vissuto tutto come un sogno e visto lontana la possibilità di poter vivere di pallavolo”.

Chi è per te l’allenatore? È colui che mette le persone nella condizione di esprimere sé stessi sia dal punto di vista della personalità, sia come grado di sensibilità nel sentire certe situazioni tecnico/tattiche. Secondo me, ogni persona ha un suo modo di fare le cose. Non esiste una tecnica giusta in assoluto, ognuno deve trovare le sue soluzioni per essere il più efficace possibile e l’allenatore deve riuscire a guidare queste situazioni dando un ventaglio di soluzioni al giocatore”.

Come si può monitorare il rendimento ed il miglioramento di una giocatrice? Abbiamo in essere diversi progetti. Uno di questi è il video tracking, un progetto che abbiamo in mente e per ora è lì nel cassetto. Stiamo cercando i finanziamenti per portarlo avanti”.

“Un altro tool è quello che ci consente di riuscire a gestire lo studio sia della partita sia della squadra attraverso Settex e altri strumenti che son in grado di guardare la pallavolo non dal punto di vista della scoutizzazione classica ma da un punto di vista nuovo con uno scout orientato più all’efficienza del giocatore all’interno del gioco che sulla esecuzione del fondamentale stesso”.

Da dove nasce Settex? Settex non è nato con noi ma da un incontro tra Mauro Berruto e MathAndSport, l’azienda creatrice del prodotto. Quando ho avuto l’occasione di conoscere questa azienda ci siamo messi insieme per riuscire a sviluppare ancora di più quelle che erano le potenzialità di questo strumento”.

“L’idea di MathAndSport è quella di rivedere la scoutizzazione da un punto di vista diverso: non tanto come viene finalizzata l’azione ma come i giocatori partecipano a quell’azione dando valore al giocatore all’interno dell’azione, non al finalizzatore”.

Ci sono altre Nazionali che si affidano a questo genere di tools? “So che gli Stati Uniti utilizzano una piattaforma per scoutizzazione più oggettiva che però confluisce sempre nel vecchio scout”.

Ai Gazzetta Sports Award 2018 sei arrivato tra i tre finalisti nella categoria Miglior allenatore dell’anno mentre la Nazionale è stata eletta miglior squadra dell’anno. Cosa può aiutare o cosa si potrebbe fare per mantenere sempre alta e costante l’attenzione al nostro movimento? “Eh…bella domanda. Innanzitutto credo che i risultati siano fondamentali perché, aldilà che le ragazze hanno fatto innamorare il Paese sia per lo spirito sia per il modo di stare in campo, la medaglia abbia dato valore importante al nostro percorso. Purtroppo però non sempre è possibile ottenere risultati eclatanti”.

“Ogni disciplina ha le sue peculiarità e caratteristiche e, secondo me, noi non dobbiamo correre il rischio di copiare qualcuno. Ad esempio, il calcio è il calcio e ha alcune caratteristiche che sono sfruttate alla grande da chi ci lavora dentro. Noi dovremmo fare uno studio su quali siano le caratteristiche del nostro sport che possiamo sfruttare per veicolare ancora meglio la pallavolo. Se devo essere sincero, in questo momento, non so quali sono o potrebbero essere gli aspetti da cavalcare maggiormente per rendere ancor più popolare il nostro sport. Il pensiero che ho, guardandomi attorno ora, è non copiare nessuno ed essere originali per trovare una via per promuovere il nostro sport”.

"Viaggio" di Davide Mazzanti nelle foto pass... da quella di assistente allenatore alle Olimpiadi 2008 (in basso a destra) passando a quella nel pass fivb di assistente allenatore al Grand Prix 2010, Mondiale per Club 2010 con Bergamo, maglia azzurra per il pass olimpico 2012, quindi primo allenatore al Grand Prix 2017 e una immagine del Mondiale 2018
“Viaggio” di Davide Mazzanti nelle foto pass per le rassegne internazionali… da quella di assistente allenatore alle Olimpiadi 2008 (in basso a destra) passando a quella a sinistra di assistente allenatore al Grand Prix 2010, sopra a destra la foto per il Mondiale per Club 2010 con Bergamo, a sinistra la maglia azzurra per il pass olimpico 2012, quindi primo allenatore al Grand Prix 2017 e una immagine del Mondiale 2018

Ci sono aspetti del Davide allenatore che hanno aiutato a migliorare la visione e la gestione di certe situazioni del Davide persona? “Forse direi più il contrario, nel senso che alcuni aspetti sui quali ho lavorato come persona mi hanno poi aiutato a cambiare modo di stare in palestra. Dopo Piacenza, ho intrapreso un percorso, che tutt’oggi porto avanti, con una psicologa. Devo dire che inizialmente questo percorso doveva servire a migliorare il mio lavoro e invece ha anche migliorato la vita familiare. Di riflesso, il miglioramento della vita in famiglia e il vedere le cose da una prospettiva diversa ha apportato dei cambiamenti in me non poco indifferenti”.

Come sei messo con il ricordo delle date? “Oddio… non benissimo, ma proviamoci”.

Prima data: 6 giugno 2011… “Scudetto con Bergamo! Ero ubriaco di gioia”.

Qual è stato il tuo rapporto con la tifoseria di Bergamo, la Nobiltà Rossoblu? “Sempre di massimo rispetto e di gioco. Sin da quando facevo il secondo allenatore avevamo creato una specie di ballo, si cantava “Bergamo, Bergamo” battendo il piede. Questo è rimasto il nostro saluto, quando li vedo e mi salutano dalla tribuna, io gli batto il piede perché era il nostro segno per tifare Bergamo. È bello perché questo momento è sempre rimasto. Un vero rapporto di rispetto e divertente”.

Seconda data: 11 luglio 2013… “Qui se vuoi ti dico anche l’orario, alle 11:11. Serena avrebbe fatto il cesareo e la data che noi avevamo scelto, proprio perché ci piaceva il numero undici, è stata l’11 luglio. Gaia poi è stata precisissima, è nata alle 11:11… davvero incredibile”.

Terza data: agosto 2019… “Tutto passa da lì, dai primi giorni di agosto 2019. Sarà la prima chance per guadagnarsi Tokyo 2020, sono date importanti per noi ed è assolutamente l’obiettivo dell’anno prossimo”.

Quale augurio ti vorresti fare? “Non pensare mai a come mi vedono gli altri ma pensare alle cose che mi fanno bene”.

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