Intervista: Joanna “Asia” Wolosz. “Conegliano? La miglior scelta della mia vita pallavolistica. Club modello, gruppo di amiche”

La palleggiatrice dell'Imoco si racconta. "Avevo voglia di tornare in Italia. Lo scorso anno si è creato un feeling davvero particolare, direi unico. Quest'anno le 'nuove' si sono integrate benissimo favorendo la creazione di un ambiente ideale". E' nata il 7 aprile 1990 (età 28 anni) a Elbląg, in Polonia

Asia Wolosz, seguendo le orme del talento polacco Magdalena Sliwa e grazie ad un prezioso consiglio, è arrivata al top della pallavolo mondiale. Una giocatrice fondamentale per l’Imoco Conegliano, società nella quale ha trovato amiche e non solo compagne di squadre.

Sveliamo un mistero. Il tuo nome è Joanna, come mai ti chiamano Asia? “Asia è il classico soprannome utilizzato in Polonia quando ti chiami Joanna, una specie di abbreviazione”.

Seguendo te e le tue compagne di squadra dell’Imoco sui social, ciò che risalta è una forte sintonia tra di voi. Possiamo dire che si è creata una grande famiglia? “Sì, il gruppo si è creato lo scorso anno con un feeling davvero particolare, direi unico. Quest’anno le ‘nuove’ si sono integrate benissimo favorendo la creazione di un ambiente ideale. In questa squadra e con questo gruppo è impossibile stare male, è una serenità che ci aiuta molto durante il lavoro in palestra, le lunghe trasferte e nella vita di squadra. Penso che sia più facile lavorare bene quando si è amiche e non solo compagne di squadra”.

Con quali parole descriveresti l’esperienza a Conegliano? “L’Imoco è la migliore scelta che abbia fatto nella mia vita pallavolistica. Avevo voglia di tornare a giocare in Italia e aver avuto la possibilità di entrare a far parte di una squadra così forte e di un club modello come Conegliano è stato realizzare un sogno. L’anno scorso con Scudetto e finali di Champions è stato fantastico. Io mi sento cresciuta tantissimo e sono convinta che questo gruppo ha ancora tanto da dare e tanti trofei da provare a vincere, tutte insieme”.

Lo scorso maggio, alla Final Four di Champions League a Bucarest, sei stata eletta Miglior Palleggiatrice della manifestazione. Cosa ti piace del tuo ruolo? “La palleggiatrice è un ruolo di grande responsabilità; non è facile ricoprirlo, specialmente quando giochi con grandi campionesse e devi essere sempre al top. Il gioco veloce che pratichiamo qui all’Imoco mi consente di dare palloni a tutte le attaccanti e quando le riesco a smarcare senza muro o con muro a uno è una grandissima soddisfazione per me”.

Qual è stato il consiglio più bello che pensi ti sia stato dato e da chi? “Di consigli ne ho avuti tanti e altrettanti continuo a riceverne. Cerco di ascoltarli il più possibile ma quello che ricordo di più è quello del mio primo coach in Polonia, Andrej Jewkiewicz, che mi disse ‘Vuoi fare la schiacciatrice e giocare in A2 o palleggiare e giocare ad altissimo livello?’ Beh, eccomi qua”.

Quale strada avresti seguito nella vita se non ci fosse stata pallavolo? “Avrei sicuramente fatto qualcosa nello sport, mi piace troppo e volevo fosse parte della mia vita. Da piccola li ho provati tutti e, per fortuna, è andata bene con la pallavolo”.

C’è una giocatrice che temi più delle altre? “Chi mi fa paura adesso? Ce ne sono tante di forti, ma non ho paura di nessuno anzi”.

Chi è stato il tuo idolo? Il mio idolo da piccola era la palleggiatrice Magdalena Sliwa che ha giocato anche qui in Italia”.

Cosa ti affascina dell’Italia? “Mi piace lo stile di vita italiano e la cultura che si respira qui. Il Veneto è bellissimo, ogni città e ogni paese hanno la loro storia e le loro tradizioni, veramente affascinante”.

Chi è Asia Wolosz? Sono una persona normale. Nel tempo libero mi piace leggere libri gialli o libri storici specie sulla seconda guerra mondiale oppure vedere un film e se c’è tempo uscire e visitare i posti più belli qui intorno. Ho tanti amici importanti in Polonia e se ho qualche giorno libero vado a trovarli oppure vengono loro qui”.

A cosa non rinunceresti mai? “A cosa non rinuncerei mai? Alla mia famiglia. Mia sorella e mio fratello, insieme ai miei genitori, vengono spesso a trovarmi, anche solo per il week end. Abbiamo un rapporto intenso e speciale a cui non saprei mai rinunciare”.

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