Intervista: La Cina di Sabbi. “Un mondo congelato”

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Giulio Sabbi con la maglia dello Shanghai

TREVISO – La domanda è lecita e non banale. Giulio Sabbi, come sta? “Sto benissimo grazie, nessun problema, nessun pericolo, il video instagram con la mascherina? lo e Tine Urnaut la indossavamo per andare ad allenamento, ma a dire la verità non se ne avvertiva veramente il bisogno”.

Schiacciatore opposto, il posto 2 tradizionale che non riceve, nativo di Palestrina, terra del Lazio, oggi residente a Treviso dove nel 2008 entrò a far parte delle giovanili dell’allora istituzione Sisley Volley, Giulio Sabbi anche quest’anno ha vestito la maglia dello Shanghai, nel massimo campionato cinese di pallavolo maschile. Anzi, avrebbe dovuto vestirla, per la terza volta dopo le esperienze nelle stagioni 2015/16 e 2018/19. Sin qui invece non ne ha avuto la possibilità, il CoronaVirus ha avuto la meglio anche sulla pallavolo, dopo tanti altri sport.

Come ha vissuto questo periodo cinese? “Se devo essere sincero non ho affrontato grosse difficoltà. Mi dispiaceva solo per mia moglie e mia figlia che erano costrette a stare chiuse dentro casa mentre io andavo alle sedute di allenamento in palestra. Se fossi stato solo sarei anche rimasto per gli altri due mesi del contratto, per me non era un peso restare chiuso in casa”.

E’ una Nazione ferma pero. “Sì, è vero, in questo periodo non c’erano molti motivi per uscire. Tra infezione e i festeggiamenti per il loro capodanno in Cina è tutto congelato. Tutto chiuso, bar, centri commerciali, negozi, non c’è attività funzionante. Per loro questa è una festività sacra e poi c’è il virus”.

Hanno fermato anche il campionato, la percezione che c’è qualcosa che non va è evidente. “Certo, la Federazione già aveva deciso di posticipare il torneo per dare tempo alla nazionale di lavorare al meglio per le qualificazioni olimpiche di gennaio, nonostante qualche malumore dei club, poi e arrivato questo blocco. Chissà se si giocherà quest’anno”.

Come vi è stato comunicato? “Quando ho iniziato a sentire dei tanti voli cancellati mi sono confrontato con Tine Urnaut (schiacciatore sloveno che ora si allena a Monza, ndr), mio compagno di club e abbiamo preso la decisione di chiedere un rientro anticipato. La società ci ha autorizzato immediatamente a tornare in Italia vista l’incertezza e il timore per la malattia. Una volta qui ecco la notizia ufficiale con la sospensione per febbraio e marzo del campionato. Non so però se si riuscirà a riprendere ad aprile. In Cina c’erano notizie contrastanti sulla scoperta del vaccino per arginare il virus e per quello che ho visto mi pare difficile ipotizzare che in due mesi il problema possa essere risolto. E’ anche vero che il popolo cinese ha la capacità di ripartire sempre in fretta, quindi forse una possibilità c’è. Vorrei provare a svincolarmi per giocare nella Superlega il finale di stagione ma ci hanno fatto sapere dalla Cina che la Federazione non è molto favorevole all’idea”.

Per il CoronaVirus ha avuto timore per la sua famiglia? “A dire la verità no, perché eravamo abbastanza limitati nei contatti esterni. Anche i miei compagni dì squadra cinesi non avevano rapporti al di fuori del centro sportivo in cui vivono blindatissimi”.

Marito, padre di una bambina di 1 anno e presto il bis. “Sì, ad agosto arriverà il secondo figlio o figlia, mi è dispiaciuto vivere questa situazione con loro al seguito. La bimba dopo 20 giorni chiusa in casa non sapeva più cosa fare”.

Da Tuttosport

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