Intervista: Lauren Gibbemeyer. “La Turchia, un passo fuori dalla mia comfort zone. In Italia anni unici e speciali”

La centrale statunitense quest'anno all'Eczacibasi racconta il suo presente e il suo passato. "Novara mi ha insegnato la resilienza; Casalmaggiore mi ha trasmesso quella sensazione di famiglia; Conegliano, mi ha insegnato l'importanza della professionalità; Pesaro è stato il luogo in cui è scoppiato il mio amore per la cultura italiana e nel quale si è scatenato quello ancora più profondo per la pallavolo"

Gibbemeyer, il giro del mondo... con le maglie di Pesaro, Casalmaggiore, Conegliano e Novara, USa ed Eczacibasi
Gibbemeyer, il giro del mondo... con le maglie di Pesaro, Casalmaggiore, Conegliano e Novara, USa ed Eczacibasi

È stata protagonista della storica Champions League vinta dalla Pomì Casalmaggiore nel 2016. Cinque anni trascorsi in Italia, interrotti da una breve parentesi azera, durante i quali Lauren Gibbemeyer ha lasciato il segno. La centrale statunitense, classe ’88, questa stagione ha voluto rimettersi in gioco approdando nel campionato turco.

Conscia dei suoi pregi, ma soprattutto delle sue debolezze, si racconta a Volleyball.it.

Dopo aver vinto la Volleyball Nations League con gli USA nell’estate del 2018, c’è stato rammarico per il quinto posto al Mondiale in Giappone?
“Al Campionato del Mondo siamo decisamente venuti meno come squadra. Tuttavia, nonostante la delusione, siamo grate per quanto abbiamo imparato, ci ha insegnato che l’aver successo in un torneo non ti garantisce la vittoria in un altro. L’esperienza è stata davvero preziosa specialmente per chi di noi si trovava a disputare il primo Mondiale in carriera. Sicuramente ci fortificherà”.

Cosa rappresenta questa nuova esperienza in Turchia per te?
“Decidere di giocare in Turchia è stato compiere un passo fuori dalla mia comfort zone; sto imparando tanto. Sebbene adorassi giocare in Italia, ho capito che è importante andare oltre i miei limiti in termini, appunto, di comfort. Ho creduto che fosse tempo di dare una nuova svolta alla mia carriera pallavolistica per crescere sia come persona sia come giocatrice”.

Cosa ti ha convinto a venire in Italia per giocare? “Non ho impiegato molto a convincermi di giocare in Italia. Dopo la mia prima stagione all’estero, in Giappone, ho parlato con la mia amica e compagna di squadra Carli Lloyd della sua prima esperienza a Busto Arsizio. Dopo avermi raccontato della competitività del campionato e dello stile di vita italiani, ho capito subito che mi sarebbe piaciuto vivere e competere in Italia”.

Cosa hai portato via da Pesaro, Conegliano, Casalmaggiore, Novara? “Ciascun anno in Italia è stato unico e speciale per me. Mi sono portata con me un bagaglio ricchissimo, pieno di così tanti insegnamenti da non riuscire a raccontarli tutti. Per citarne alcuni: Novara mi ha insegnato la resilienza e come riprendermi dopo situazioni difficili. Casalmaggiore mi ha trasmesso quella sensazione di famiglia che mi è sempre mancato durante le stagioni all’estero insegnandomi quanta forza ti dia essere ed avere buoni compagni di squadra. Conegliano, anche se è un’esperienza breve, mi ha insegnato l’importanza della professionalità e per me rappresenta più di una semplice squadra. Pesaro è stato il luogo in cui è scoppiato il mio amore per la cultura italiana e nel quale si è scatenato quello ancora più profondo per la pallavolo”.

Qual è il tuo posto preferito nel mondo e perché? “Il mio posto preferito nel mondo è la baita della mia famiglia su un piccolo lago nel Minnesota. È il posto migliore per rilassarsi con attorno solo la natura e ricaricarsi in tranquillità”.

Quali pensi che siano i tuoi punti di forza e di debolezza? “I miei punti di forza sono la mia passione, la comprensione per le persone intorno a me e l’organizzazione. Le mie debolezze sono il troppo pensar e la volontà di controllare tutto nella mia vita”.

In cosa ti ha migliorato la pallavolo? “Mi ha aiutato rendere migliore la comunicazione, mi ha dato una maggior consapevolezza del mio corpo e mi ha reso una compagna di squadra di supporto e più altruista”.

Quali sono i tuoi sogni sia a livello di pallavolo che personali? “Pallavolisticamente parlando, vorrei raggiungere il livello più alto possibile con la nazionale e come professionista; poi mi piacerebbe vincere un’altra Champions League e un’Olimpiade… Sogno in grande. Per la mia vita personale, un giorno, sogno di aprire un mio rifugio per cani, vorrei diventare madre e avere una famiglia tutta mia”.

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