Intervista: Matey Kaziyski, “Il focus è scalare la classifica ma un occhio va alla sfida di Coppa con la ‘mia’ Trento”

"Felice dell'esperienza in Giappone, Paese diverso dove c'è tanto da imparare. Verona? Mi hanno cercato in tanti dopo Stettino, ma la Calzedonia faceva per me. Trento? Sono stato felice per il loro successo nel Mondiale. Personalmente avrei posposto volentieri il doverci giocare contro"

VERONA – E’ tornato in Italia a metà dicembre, il suo biglietto da visita sono stati 21 punti alla prima partita, la sua media nelle prime 6 gare è di 18 punti, già 14 gli ace (2,3 a gara).

Matey Kaziyski è stato il regalo di Natale che Verona ha voluto fare alla Superlega. La sua presenza è infatti un arricchimento ulteriore di quello che tecnicamente è, e resta, il più bel campionato del mondo.

Domenica la squadra veneta se la vede con Sora, tra poco meno di una settimana la sua Calzedonia andrà a giocarsi il Quarto di finale di Del Monte Coppa Italia a Trento, nella sua ex Trento dove ha giocato nell’ultima volta nei play off 2015/16.

Matey, sei arrivato a metà dicembre a Verona, un bel regalo di Natale per la Calzedonia… “Mi fa piacere questo pensiero però credo che siamo un regalo entrambi. Anch’io ero in una situazione poco serena prima di questa chiamata”.

In Italia ti ha cercato solo Verona? “No, ho avuto contatti con tante squadre, misurando le varie situazioni ho scelto Verona”.

Primi obiettivi? “Abbiamo stabilizzato la nostra classifica, ora il nostro obiettivo è quello di provare di tutto per una posizione migliore. Siamo concentrati per cercare di guadagnare posizioni in classifica. E’ difficile, ma ci permetterebbe una migliore posizione nei play off”.

Alle porte, dopo Sora, la sfida con Trento. “Il nostro focus ora è proprio lì, la partita di Coppa Italia contro Trento, una partita molto difficile e per me molto particolare. Vivrò tante emozioni nell’andare al PalaTrento… Sinceramente non ci voleva, speravo di posporre questa partita più possibile. Ma ora che è arrivata per me sarà una partita di grandissimo valore…”

Diverse stagioni in Giappone, poi la Polonia… Appena libero però in Italia ti hanno cercato in tanti. “Devo dire che ultimamente sul mio ruolo c’è un po’ di fame dappertutto. Sono stato fortunato perché quando mi sono trovato nella situazione poco felice di Stettino c’era in tante situazioni la necessità di un martello per problemi in posto 4”.

Sei arrivato e sei stato subito protagonista… 21 punti nella gara d’esordio, già 14 ace all’attivo. “Sono felice di essere sano, sto bene e la buona preparazione fatta in estate con lo Stettino si sente. Continuo a lavorare bene a livello fisico, questo si sente”.

A proposito di ace. C’è Leon che sembra voler ripercorrere il cammino tuo e di Juantorena quando eravate a Trento a suon di battute vincenti “Lui sta superando tutti e di gran lunga. Il suo segreto? Se lo sapessi… In realtà è difficile dirlo. Sta battendo tutti i record anche di velocità. Ad ogni partita fa numeri sempre più alti. E’ un ragazzo fisicamente forte, un buon equilibrio nel lancio della palla e nella rincorsa”.

Come hai ritrovato la Superlega? Perugia è davvero la più forte? “Sinceramente ho avuto ancora poche opportunità di vederli. Sono di certo una delle squadre più forti. Trento prima? Non mi stupisce, hanno sempre puntato più sul gruppo che un gioco di individualità. Sono felice che loro siano riusciti a vincere il Mondiale. E’ stata una grande impresa, hanno il gioco più regolare”.

Dopo due stagioni in Giappone sei tornato in Italia. “Il legame c’è, sono sempre tornato in Itala appena possibile. Ma sono molto contento della mia esperienza in Giappone, in generale. Dopo l’ultima vittoria italiana avevo bisogno di cambiare. Al di là dell’aspetto sportivo in Giappone ho trovato una cultura molto diversa, ricca, strana… Tante cose da imparare.  Il Giappone è unico”.

A Stettino hai vissuto una prima volta. Un club in difficoltà economica. “Ero molto contento di aver fatto quella scelta. Bella città, bell’ambiente per la pallavolo. C’era un progetto molto interessante attorno alla squadra. Eravamo un bel gruppo, il palazzo nelle poche partite giocate era pieno. Unico neo la distanza dalle altre piazze. Come squadra con un po’ di tempo saremmo diventati forti. Un peccato sia andata così”.

Kaziyski, battuta ancora micidiale: 2,3 ace a partita nelle prime sei gare
Kaziyski, battuta ancora micidiale: 2,3 ace a partita nelle prime sei gare

Da Stettino a Verona. La città ti piace? “Mi piace tantissimo anche se ancora ho avuto poco tempo e poche possibilità di vedere la città. Il mio futuro? Si vedrà. Non prometto nulla, ora mi concentro sui prossimi mesi che mancano dando il mio massimo”

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