Intervista: Mitar Djuric, “Due anni difficili, ma con Martina e Trento sogno di tornare al top”

TRENTO – 211 cm di potenza, di attacchi a tutto braccio e di voglia di rinvincita. 211 cm che si sciolgono in dolcezza nel parlare della moglie e al pensiero che tra qualche mese sarà padre. 211 cm di Mitar Djuric, un gradito ritorno nel campionato italiano e alla Itas Trentino.

Nato a Sarajevo, con nazionalità greca e un’importante carriera in Italia coronata da tante vittorie. Ci racconti il tuo legame con il nostro Paese?

“L’Italia è il Paese nel quale ho trascorso gran parte della mia carriera pallavolistica. Mi sono sempre trovato bene qui. Poi mia moglie (Martina Guiggi, ndr) è italiana e anche mia figlia avrà, per metà, sangue italiano. È un legame che si rafforza e cresce continuamente”.

Quest’anno tornerai a giocare per la Itas Trentino…
“Trentino Volley è per me una società speciale con la quale ho giocato e vinto veramente tanto. Non è retorica dire che lì ho molti amici, avrei solamente cose belle da dire per Trento. È un club molto serio che mi è sempre stato accanto, anche quando non era obbligatorio farlo. Sono davvero molto felice di tornare a vestire la maglia della Itas Trentino tanto che non vedo l’ora di incominciare questa avventura”.

Qual è stato il momento più difficile della tua carriera? “Sicuramente gli ultimi due anni, ma questo ormai il passato. Guardo avanti, sempre positivo”.

Quale pensi sia stata l’esperienza più formante sia a livello pallavolistico che personale?  “L’esperienza più formante è stato certamente il cambio di ruolo, da centrale ad opposto; un momento che mi ha fatto crescere molto. Non era così scontata la riuscita di questo cambiamento, tanto meno rimanere ad alti livelli ed essere un giocatore importante per le squadre”.

Hai parlato di Martina. Un anno fa il vostro matrimonio e, tra qualche mese, ti dovremo chiamare papà Mitar. “Sono molto felice della mia vita insieme a Martina, lei è parte importante di me e della mia vita. È vero, aspettiamo una bimba, non vedo l’ora di averla tra le mie braccia. Credo che tutti coloro che siano già passati per questa esperienza o che la stiano vivendo in questi momenti, sappiano come mi sento. È impossibile da spiegare, sono emozioni bellissime e fantastiche”.

Ci racconti chi è Mitar fuori dal campo?  “Adoro stare al mare con la mia famiglia ed i miei amici. Mi piace praticare pesca subacquea, ogni estate mi dedico a questa attività tanto che una volta sono stato in acqua nove ore”.

Qual è la sfumatura del tuo carattere che ti piace di più? “Non mollo mai. Non voglio mai mollare. A volte sono anche troppo duro con me stesso, ma questo lato del mio carattere mi ha aiutato tanto durante la carriera. Ripeto, non si molla mai”.

Un tuo sogno?  “Il mio sogno è anche un mio obiettivo: voglio tornare al livello a cui ero due anni fa”.

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