Intervista: Salvatore Rossini. “Sognavo di giocare in C… Spero in un futuro da ingegnere. L’argento di Rio2016 mi ha cambiato la vita”

MODENA – E’ fresco di vittoria della Del Monte Supercoppa e reduce dal bagno di folla e di affetto che l’Italia intera ha dimostrato nei confronti della Nazionale durante i Mondiali. Salvatore Rossini, libero della Azimut Leo Shoes Modena, pronto a tuffarsi nella nuova stagione sportiva con un grande sorriso grazie al piccolo Riccardo, si racconta a Volleyball.it.

Al primo importante appuntamento della stagione, Modena ha risposto presente e si è aggiudicata la Supercoppa.  “Rispetto allo scorso anno Modena è cambiata tanto ma siamo molto contenti di aver iniziato subito con una importante vittoria. In generale, i valori espressi dalle squadre hanno ampi margini di miglioramento e, secondo me, Perugia e soprattutto Civitanova rimangono le favorite. Noi e Trento dobbiamo essere bravi ad insinuarci negli spazi che ci creeremo con il lavoro di tutti i giorni in palestra. Quest’anno a Modena siamo guidati da Julio (nrd Velasco) e per me è un grande privilegio”.

Nel secondo set della Finale in Supercoppa ti sei esibito in un super recupero in rovesciata. Quali sono le caratteristiche che deve avere un libero per poter aspirare alla massima serie? “Per prima cosa penso che l’aspetto mentale sia fondamentale. Perdere sicurezza anche per un istante può risultare tragico per tutta la squadra. Per quanto riguarda il punto di vista fisico, e nello specifico il recupero in rovesciata, beh… bisogna essere abili e pronti a tutto (ride)”.

La difesa di piede di Salvatore Rossini (Azimut Leo Shoes Modena – Itas Trentino – Supercoppa 2018)

Con la Del Monte Supercoppa abbiamo avuto un assaggio della Superlega 2018/2019 che si preannuncia ricca di spettacolo. Qual è la tua impressione sul campionato che sta per iniziare? “Ci aspetta un campionato fortissimo, come mai negli ultimi anni! Basti pensare che una neo promossa ha acquistato uno dei palleggiatori più forti al mondo. Il livello sarà sicuramente altissimo e non si potrà dare nulla per scontato. A livello regolamentare, sono contento che siano state reintrodotte le retrocessioni”.

Cosa ti porti dietro da questo Mondiale? “Direi una sensazione contrastante: un grande rammarico sportivo ma una ineguagliabile sensazione di affetto da parte dei nostri tifosi”.

Ci aiuti invece a rivivere quello che hai provato durante la consegna della medaglia olimpica a Rio 2016? “È difficile da descrivere ed interpretare quegli attimi. Non so se in quel momento fosse maggiore la rabbia per la finale persa o la felicità per il risultato raggiunto. So solo che mi ha cambiato la vita”.

Rossini sul podio olimpico con Sottile, Vettori, Juantorena, Giannelli e Zaytsev

Un anno e mezzo fa la proclamazione a Dottore in Ingegneria Gestionale ed ora prosegui verso la laurea magistrale. Come riesci a far coincidere gli impegni pallavolistici con quelli universitari? “Una sola parola d’ordine: impegno. Studiare è una cosa che mi piace e per me equivale al vedere un film. Invece di Netflix, leggo i miei libri. Poi devo ammetterlo, sono fortunato perché dormo poco così ho la possibilità di sfruttare 18-19 ore al giorno”.

Se ti dicessi 30 marzo 2016, cosa ti viene in mente? “La nascita di Riccardo, il giorno più bello della mia vita”.

In cosa ti ha cambiato il suo arrivo? “E’ il mio supereroe. Ogni giorno porta una scoperta nuova per lui ma anche per me. Adesso tutto ha una prospettiva diversa e più bella. Grazie a lui, Eleonora (nrd la moglie) ed io abbiamo coronato il nostro sogno di diventare genitori e ogni giorno viviamo con il sorriso”.

L’abbiamo già visto all’opera con un pallone da volley, seguirà le orme del papà? “Gli piace tanto giocare con la palla e cerca di imitare me e i miei compagni di squadra appena ne ha la possibilità. Portarlo via dal campo dopo la partita è sempre una tragedia. Non so se giocherà a pallavolo, sarà una scelta sua, l’importante è che ciò che farà lo divertirà”.

Qual era il sogno di Salvatore bambino? “I sogni di Salvatore sono stati aggiornati passo per passo. Da piccolo, sognavo di diventare un giocatore di serie C (a Formia non avevamo neanche la serie D). Poi, crescendo, sognavo di giocare in B, poi in A e infine in Nazionale”.

Come ti vedi in un futuro extra-pallavolistico? “Dopo la pallavolo vorrei tuffarmi nel mondo del lavoro e provare a dare un senso materiale alla mia laurea in ingegneria, l’altra mia grande passione”.

Rossini sul podio di Supercoppa

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