Italvolley: Blengini, “Consapevole delle difficoltà post Rio. Ho sposato l’azzurro per il progetto”

Il Ct azzurro analizza le difficoltà - attese - di questo inizio di stagione post olimpico.

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Gianlorenzo Blengini, Ct Italia

MODENA – Ultimo posto in saccoccia, in una World League che nell’anno del ricambio posto olimpico da subito nascondeva insidie. E’ questo il bottino azzurro nell’edizione 2017 del torneo mondiale, giocato per l’ennesima volta con una formula innovativa, in un anno che è la vigilia di una nuova rivoluzionaria trasformazione.

Gli azzurri non retrocederanno nel secondo Gruppo, come già la Russia due anni fa. Dal prossimo anno infatti il torneo cambia ancora una volta volto. Però una analisi è doverosa.

Gianlorenzo Blengini, il Ct azzurro, torna sul torneo conclusosi con 7 sconfitte e 2 vittorie, risultato maturato nell’anno più difficile, quello post olimpico, in pieno ricambio, nell’ambito di un movimento che non pare – al momento – produrre molte alternative ai nomi già convocati in azzurro… Le novità, i nuovi nomi, le difficoltà, la necessità di un progetto a lungo termine, presenti e assenti, Zaytsev, il suo ruolo, i giovani, italiani in campo. Ecco Blengini.

Difficoltà attese. “Ero consapevole, quando si è ragionava del mio rinnovo contrattuale, che sarebbe stato un anno indigesto, era evidente che si andava incontro ad una stagione complicata, come spesso succede nell’anno post olimpico”. “Non ho accettato la panchina azzurra perché masochista, per me è un orgoglio e un grande privilegio fare il Ct della nazionale italiana soprattutto è una bella sfida. A condizione che sia una sfida progettuale, con durata, un progetto olimpico…”

Italia-schierata-ad-AnversaLo scopo di questa World League. “Per natura e modus operandi il riuscire a ottenere il miglior risultato possibile, a prescindere dalle novità, sempre proposte per garantire qualità alla propria squadra”. “Ero consapevole di una World League difficile, abbiamo però voluto lavorare in condivisione con la squadra anche nelle difficoltà. Certo un pizzico di rammarico per certi episodi in partite mi resta.”

Fare Esperienza. “Uno degli obiettivi era anche quello di far fare esperienze e partite a giocatori che ne hanno giocate poche. Randazzo, Antonov stesso ha giocato poco nel club e anche alle Olimpiadi, Ricci, Botto che, pur non essendo un giocatore giovane anagraficamente, è un atleta che deve fare esperienze e che può contribuire anche in maniera fattiva nei momenti in cui la squadra è in difficoltà”

“Poi, e non vuole essere una attenuante, l’infortunio di Lanza ci ha tolto un giocatore importante in termine esperienza e personalità. Quando riavremo Lanza e tornerà Zaytsev avremo anche valide alternative con più esperienza e campo”.

Le convocazioni. Dopo ogni sconfitta, in fase di analisi, mi chiedo cosa potevo fare di diverso. Questa riflessione genera feedback che nel proseguo tornano utili. Se ripenso alle scelte fatte fatico a non confermarle… Il ragionamento sulle convocazioni parte sempre dal cercare la più alta qualità possibile, più giovane possibile… A parità di qualità ho cercato l’età più bassa. I giovani? Molti non trovano spazio nemmeno in A2, figuriamo se gettati nella mischia a livello mondiale contro gente come Kubiak, Bruno, e gli altri…”

Commenti post World League. L’ultimo posto ha macchiato l’argento olimpico? –“Non ho letto i commenti e sono poco abituato a parlare del passato…. Concentro le mie energie cercando di rendere più efficiente la situazione come è, non come vorremmo che fosse. Nella maggior velocità possibile”.

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Il rendimento dei singoli – Difficilmente mi si sentirà parlare dei singoli. Posso dire che la squadra, per quello che era nelle sue possibilità, ha prodotto il massimo sforzo per impegno e dedizione. In alcune partite ci è mancato qualcosa, come con Russia e Belgio dove forse ha inciso l’insicurezza generata dalle precedenti sconfitte. Non avrebbe cambiato la sostanza, ma vincere due partite in più sarebbe stato un bene per i ragazzi, per avere feedback positivi di questa World League”.

Produrre giocatori… “Abbiamo problemi evidenti nel reparto degli schiacciatori, reparto su cui si deve concentrare l’attenzione. Dobbiamo poi continuare a cercare e produrre centrali che possano competere non solo in qualità (lavoro) ma anche sotto l’aspetto fisico (centimetri), aspetto su cui non si può fare eccezioni viste le caratteristiche del ruolo…”

Il riposo a Zaytsev. “Era una necessità imprescindibile. Lo rifarei, dopo tanti anni e tante estati senza riposo questo, per lui, era il momento più propizio”.

Il ruolo di Zaytsev: “Ho le mie idee su Ivan e il suo ruolo, ma al di là delle sue caratteristiche e dell’idea tecnica c’è secondo me una priorità, ovvero di cosa ha più bisogno la squadra. Io non esisto, è importante la squadra”.

Si sente dire che potrebbe essere tolto l’obbligo degli italiani in campo… “E’ un discorso complesso. Proposta che potrebbe dare pro e contro.  In qualsiasi situazione dove non c’è una “confort zone” sei invogliato o obbligato a esprimerti al massimo. Questo potrebbe produrre uno sforzo superiore. Credo comunque che i giocatori della nazionale il posto l’avrebbero comunque per le loro qualità. Giannelli, Lanza, Zaytsev, non hanno il posto perché garantito. Altri, probabilmente, lavorerebbero con più intensità”. 

 

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