Grbic – foto tarantini
MODENA – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo la lettera di Nikola Grbic ai tifosi della pallavolo.

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A tutti gli amici del volley,

questi ultimi tre giorni sono stati molti particolari per me e, visto il tempismo, non mi rendevo bene conto di cosa significasse il mio trasferimento in Russia…., almeno fino a poche ore fa. E’ successo tutto così in fretta: praticamente in due giorni si è concluso tutto.

La prima cosa che mi è passata per la mente è il dispiacere che questo trasferimento sia frutto di un brutissimo infortunio di Lukasz Zygalo, a cui voglio rinnovare un grandissimo “in bocca al lupo” (ci siamo sentiti ieri).

Mi sono reso conto che questo significa che mai più giocherò nel Campionato Italiano di pallavolo!

Sono 19 anni che faccio parte di un campionato che ritengo il più bello e più difficile di tutti, anche se in ultimi anni tantissimi campioni sono andati via.

Gli devo tantissimo, perchè ha fatto di me quello che sono, sia come giocatore, che come persona.

Ho vinto tanti trofei, ma la cosa ancora più bella è che ho condiviso questa gioia con moltissimi giocatori di tante squadre, un legame che va ben oltre il rapporto professionale. Ho trovato amici veri, dalle Nazioni di tutto il mondo ed è una cosa senza prezzo.

Dicevo prima che ho avuto la fortuna di vincere con squadre diverse ed è difficile paragonare un’esperienza con un’altra. Ogni squadra in cui ho giocato, dalla promozione di Catania in Serie A2, alle vittorie degli Scudetti a Trento e a Cuneo, mi ha regalato emozioni diverse, ma sempre autentiche. A Milano purtroppo non abbiamo vinto nessun trofeo, ma ho conosciuto persone splendide, che resteranno amici per tutta la vita.

Il primo scudetto a Trento era il coronamento di un sogno aspettato a lungo, “la prima volta non si scorda mai” (lo dicono anche da noi), ma vincerlo con Cuneo mi ha regalato emozioni completamente diverse, perchè vedevo la gioia delle persone che lo aspettavano ancora da più tempo di me, ed ero orgoglioso di esserci!

Cuneo poi, è la città in cui ho giocato più a lungo e dove ho vinto il primo trofeo per club in Italia: alla fine sono stati 7 quelli vinti insieme! Mi è dispiacuto tantissimo non aver conquistato anche l’ottavo, lo scorso anno, in finale di Champions League, proprio perchè ci sarebbe stata un’altra prima volta, però… ci siamo andati molto vicino.

All’inizio volevo solo venire a giocare almeno per un anno in Italia e non avrei mai sognavo di riuscire ad avere una carriera così lunga e bella. Quindi ieri, quando ho iniziato a capire che questa avventura stava per finire, sono rimasto veramente male!

Figuriamoci…è normale che prima o poi si arrivi a chiudere la carriera, però credevo di finirla qua, dove ho cominciato.

Invece ne sta per iniziare una nuova! 

Sono dell’idea che il passato e il futuro non ci appartengano, ma solo il presente, e che la cosa più bella della pallavolo, e non solo, è che devi dimostrare tutti i giorni, durante tutti gli allenamenti, quanto vali. Non conta quello che c’è stato e quello che hai vinto, perchè se non continui a giocare bene, si dimentica tutto in fretta.

Non bisogna accontentarsi di una vittoria, non importa quanto importante, ma dimenticare quello che è stato ed andare avanti.

Quindi, io dimentico quello che ho fatto, perchè devo dimostrare di valere là dove non mi conoscono e dove non ho vinto ancora nulla. 
Ripartire a 40 anni, non proprio da zero, ma quasi, la trovo una motivazione grandissima, per rimettersi in gioco ancora una volta!

Mi sembrava doveroso scrivere questa lettera, dopo 19 anni bellissimi, per ringraziare tutte le persone che mi sono state vicino e che hanno fatto parte della mia vita, sia professionale che privata. 

Una volta finito di giocare, penso di dedicarmi ad allenare, perchè non so come farei senza pallavolo. 

Perciò, questo è solo un arrivederci, non un addio!

Un grande abbraccio a tutti!

Con affetto,
Nikola Grbic